Viviamo nell’era dell’Intelligenza Artificiale, ogni attività umana sembra poter essere sostituita da quella di abili algoritmi. Ma noi siamo sereni, perché nessun computer potrà mai godere di un buon dram di whisky. O forse no?
Previsione dell’aroma di un whisky sulla base della sua composizione molecolare
Il 19 dicembre è stato pubblicato su Nature il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Analisi e Tecnologie Sensoriali presso l’Istituto Fraunhofer di Frisinga, in Germania. Questa la sintesi:
Le composizioni aromatiche sono solitamente miscele complesse di composti attivi sugli odori che presentano strutture molecolari diverse. A causa delle interazioni chimiche di questi composti nel sistema olfattivo, valutare o addirittura prevedere la qualità olfattiva di tali miscele è un compito difficile, non solo per i modelli statistici, ma anche per i valutatori esperti. In questa sede, abbiamo combinato strumenti di valutazione analitica automatizzati e veloci con i dati sensoriali umani di 11 panelist esperti e con algoritmi di apprendimento automatico. Utilizzando 16 campioni di whisky precedentemente analizzati (di origine americana o scozzese), applichiamo il classificatore lineare OWSum per distinguere i campioni in base alle molecole rilevate e per ottenere informazioni sulle caratteristiche chiave della struttura molecolare e sui descrittori dell’odore per il tipo di campione. Inoltre, utilizziamo OWSum e un’architettura di Rete Neurale Convoluzionale (CNN) per classificare i cinque attributi odorosi più rilevanti di ciascun campione e prevedere i loro punteggi sensoriali con accuratezza promettente (fino a F1: 0,71, MCC: 0,68, ROCAUC: 0,78). Le previsioni superano quelle del panel umano e dimostrano così la fattibilità di una valutazione sensoriale delle miscele guidata dai dati, cosa sinora impossibile.
In sostanza, i ricercatori sostengono di avere sviluppato un algoritmo che ha dimostrato sul campo di essere più bravo nel rilevare le caratteristiche di un whisky rispetto ad un panel di esperti umani nella degustazione del whisky. L’algoritmo è stato addestrato ad utilizzare i dati sulla composizione molecolare di un whisky per identificarne l’origine e le note di degustazione. Hanno confrontato le valutazioni del loro algoritmo, fatte su sette whisky americani e nove scozzesi, con quelle di un gruppo di esperti composto da 11 persone e di un altro modello di rete neurale. I ricercatori affermano che il loro algoritmo è stato in grado di identificare l’origine del whisky con un’accuratezza del 90% e che sia il loro algoritmo che l’altro modello sono stati in grado di identificare le cinque note principali di ogni whisky in modo più coerente rispetto ad ogni singolo esperto del panel umano.
Se non siete ancora arrivati al panettone e cercate una via d’uscita dal pranzo natalizio, eccovi servita la ricerca completa (PDF).
Aggiorniamo di conseguenza la didattica delle nostre Master of Whisky.
Master of Whisky – AI Edition
Come degustare un dram di whisky? Dimenticate tutto quello che abbiamo sinora predicato.
Fase 1 – Dove e quando
Individuate un luogo idoneo alla degustazione, privo di odori, fonti di disturbo e – soprattutto – forti campi elettromagnetici.
Fase 2 – Analisi Visiva
Avvicinate il bicchiere agli occhi, attivate il raggio laser per l’analisi GC-MS (Gas Cromatografia-Spettrometria di Massa). Attendete 10 secondi per i risultati qualitativi e quantitativi delle componenti volatili e applicate l’algoritmo su queste informazioni.
Fase 3 – Auguri!
Siccome non servono più l’analisi olfattiva e quella gustativa, passate direttamente al brindisi, stando attenti a non mandare in cortocircuito la CPU dell’androide.
Avrebbe potuto essere un articolo dell’Angel’s Shame e invece è pura realtà. Da gennaio la rubrica WeeklyDram sarà curata da C-3PO. Lamberto grazie per quello che hai fatto in questi anni, ma ormai sei obsoleto.
Buon Natale a tutti!





