Il Giappone, da Tokyo in giù

Il Giappone, da Tokyo in giù

Dal diario di viaggio di Claudio Riva, whisky e dintorni


In un mese abbiamo fatto 3650 km in auto, da Tokyo in giù, attraversando prevalentemente luoghi non turistici.

Quello che delude del Giappone è la scarsità di paesaggi davvero affascinanti. La popolazione, 127 milioni di abitanti per una superficie di poco superiore a quella dell’Italia (che ha meno della metà degli abitanti), è tutta concentrata sulla costa e nelle poche zone pianeggianti; le colline e le Alpi sono prevalentemente disabitate e ricoperte da foreste. Quindi le aree urbanizzabili sono completamente occupate da case, da colate di cemento, da complessi industriali e da porti immensi anche se vuoti e questo è fatto in modo molto disordinato. Diciamo che la valutazione di impatto ambientale è una scienza non applicata e questo contrasta tantissimo con l’idea di un paese armonico ed elegante che ci si fa vivendo a 10000 km di distanza.

Poi ci sono i giapponesi, e qui tutto cambia. Il problema della lingua è un ostacolo insuperabile – chi non parla inglese tende ad ignorarti – ma laddove si riesce ad instaurare una qualche forma di contatto sorprende il loro senso di ospitalità. Non è un popolo 100% “sano”, guidano da cani, hanno la mafia, la cura del bene comune è concentrata solo in pochi luoghi significativi, ma ci si sente rapidamente accuditi ed a proprio agio.

Perchè tornerei, tornerò, con desiderio in Giappone? Quando apri il capitolo gastronomia rimani a bocca aperta. Trascuro velocemente chi mi dice che puoi trovare il meglio di un qualsiasi alimento, per questo basta concentrarsi nelle zone con elevato reddito, e questo può valere a Tokyo come a Manhattan, ma penso alle tradizioni alimentari che vengono conservate in ogni piccola comunità come ultimo baluardo contro l’occupazione occidentale.

Seriamente la seconda guerra mondiale sembra aver segnato un punto di svolta irreversibile. Il Giappone è stato quasi completamente ricostruito a fine anni ’50, inizio anni ’60, e quando vedi centinaia di quartieri con infiniti grattacieli pensi subito che i soldi li hanno potuto mettere solo gli americani e che grazie a questo sono riusciti a “contaminare” la cultura giapponese in modo importante. Questo contrasto è ben visibile in città come in provincia, e stona tantissimo.

Quanto vorrei avere lo stesso senso critico verso la nostra bella Italia che rimane il paese più bello al mondo. <3 Claudio Riva Whisky Club Italia #NippoTour2018


Veloci appunti e qualche fotografia, importati da Facebook

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