Claudio e il Fungo Maledetto
Quando a Qantico, West Virginia, erano le 0,25 am e dunque alle 6,25 del 1 marzo 2023, Claudio Riva cominciò la giornata, svegliandosi e andando a sbattere l’alluce del piede contro il comodino, imprecando in celtico brianzolo, di dubbia comprensione.
Al telefono, l’altra voce disse solo “Mr. Riva, I suppose”.
Claudio imprecò di nuovo in silenzio e rispose ”It’s me”.
La voce robusta americana disse di appartenere a Johnny Hackerman e di essere un agente dell’FBI.
Federal Bureau of Investigation
Ora si da il caso che Claudio la sera prima avesse bevuto Armagnac con l’amico Giulio in occasione del Master of Armagnac ed il nome americano gli fece immediatamente venire in mente una marca di un trapano elettrico.
FBI poi lo fece pensare ad un vecchio film visto, negli anni Novanta del precedente secolo, con qualche donna in una barca a vela importante, nella vita precedente in cui, snello e giovane e abbastanza analcolico, rimorchiava in barche e yacht vari. In questa pellicola il grande Ugo Tognazzi, per pubblicizzare la sua agenzia investigativa per infedeltà matrimoniali, aveva creato dei biglietti da visita, con sopra scritto “FBI, Francesco Bortolazzi Investigazioni”.
Tuttavia, il pratico Hackerman lo riportò alla realtà. Gli chiese se alle 9 di quello stesso giorno poteva essere libero per un appuntamento. Sarebbe passato qualcuno a prenderlo da casa, nella simpatica Molteno.
Serenella, intanto, faceva squillare l’altro telefono sul comodino, Hackerman fu accontentato, Claudio si sarebbe sbarbato ed avrebbe atteso la Land Rover nera, targata Corpo Diplomatico, alle 9.
Claudio riprese ad imprecare in brianzolo, con inflessione italiana, questa volta, quando apprese che Davide Terziotti non avrebbe partecipato, come docente, alla Master of Breton Whisky, perché doveva andare a fare il giudice di qualche concorso per i migliori distillati di erbe cinesi a Huangpu, Shangai.
Sbarbato e pulito oltremodo, Claudio fu prelevato da Jimmy Rotten in Land Rover e portato al Consolato americano a Milano, mentre Claudio con il sapore di caffè e di un scotch whisky delle lowlands, dunque floreale ed insolitamente morbido per i suoi gusti, si chiedeva perché diavolo gli Stati Uniti avessero bisogno di lui. O non sarà stato per quella multa rimediata nel South Dakota e forse non ancora pagata?
Hackerman lo aspettava poco dopo l’ingresso, era un tipo strano con un fisico a metà tra l’amico del Mezcal di Mezcaleros e quel vecchio bevitore di whisky, milanista, di Samuel Cesana, ma con i baffetti e l’accento di Milwaukee. Felice, peraltro, perché i Bucks avevano superato, almeno per il momento, i Celtics in testa alla Eastern Conference Nba.
A Claudio fu offerta una brioche ed un buon bicchiere di Jack Daniel’s Tennessee Rye. Come colazione non era male, pensò tra sé e sé Hackerman, convinto assertore di una colazione a base dolce, ma con il conforto della ruvidità del Rye.
Il fungo di Jack Daniel’s
Mr Riva divorò la brioche e bevve più o meno ben volentieri il whiskey, prima di apprendere il motivo per cui era stato convocato dal Governo a stelle e strisce: nella Contea di Lincoln, Tennessee, era scoppiato un inferno. Il fungo alcolico, così lo chiamava l’FBI, era esorbitato dai ristretti confini del magazzino e della cantina della Jack Daniel’s, e si stava ormai impadronendo delle mura delle proprietà vicine, costringendo l’azienda a sospendere la produzione di whiskey e ad affrontare lamentele e liti giudiziarie con i vicini.
Come fare a risolvere il problema? Hackerman stimava Claudio e Whisky Club Italia e riteneva che il probabile pronipote di Johnny Riva Molteno avesse una possibile soluzione al problema, che cominciava ad affacciarsi anche al Congresso americano.
Claudio imprecò in silenzio in inglese e poi rispose che in realtà era stato quel pronipote di Frankie Terziotti Pegognanga, ossia al secolo Davide Terziotti, che nell’agosto 2011 su Angel’s Share aveva affrontato il problema. Il colore era sicuramente dovuto al fungo amabilmente definito “black whisky”, ma il cui nome scientifico era Baudonia compniacensis, che a quanto pare si nutre di vapori alcolici originati dall’Angel’s share. Già in Scozia nei primo e all’inizio del secondo decennio del nuovo millennio, i cittadini di Dumbarton, vicino Chivas Regal e quelli di Bonnybridge, Stirlingshire, e Tullibod, nel Clackmannashire, avevano vivacemente protestato con Diageo, perché le mura delle loro abitazioni, vicino alle Distillerie e ai relativi magazzini, si erano pittorescamente, ma non troppo, coperto di nero torula.
Già nei primi anni del nuovo millennio era stata Canadian Club a chiamare un certo James Scott, fondatore di Sporometrics, a capire come fare a liberare le mura delle proprietà adiacenti alle distillerie dal simpatico fungo.
Inizia una affannosa ricerca in cui a mr Scott si affianca un certo Stan Hughes, scienziato, esperto di funghi, non avvezzo a ricerche moderne ma ad antiche comparazioni di tavole micologiche, finché entrambi non trovano uno scritto di Antonin Baudoin del 1872, che a Cognac, individua questa muffa che prolifera attorno alle distillerie della zona.
Scott fa prelevare un campione di muffa a Cognac nella zona della Remy Martin, corregge errori di precedenti scienziati e riconosce che il fungo è lo stesso di Lakeshore in Canada. Lo denomina in onore di Baudoin, tuttavia non riesce a capire come combatterlo.
Whiskey Fungus
Giulio Benvenuto, riferisce Claudio, ha rinvenuto uno studio del 2019 dell’Indiana State Department of Health, Baudoinia Compniacensis “Whiskey Fungus” che esclude danni alla salute dell’uomo dall’esposizione al fungo ed in particolare potenziali rischi di cancro per gli animali e l’uomo. Tuttavia lo studio consiglia di prendere ogni possibile precauzione prima di rimuovere il fungo chimicamente e di non ingerire liquidi contaminati dallo stesso.
L’unico modo per eliminare il fungo sembra essere il lavaggio a pressione, a volte con successivo lavaggio, come concluse recentemente il citato dr Scott, il quale ha aggiunto che non ci sono modi per prevenire la proliferazione del fungo, se non rallentare la sua crescita con lavaggi frequenti, i quali però danneggiano il legname delle case e dei mobili da giardino.
Probabilmente l’ultimo rimedio pare essere un mix di biocida combinato con un lavaggio a pressione, combinazione che può probabilmente prevenire anche la ricrescita del fungo sulla stessa superficie, ma altre ricerche più approfondite dovranno seguire, così Giulio in un suo articolo sul tema.
Hackerman ringraziò Claudio e lo riaccompagnò a casa, accettando l’invito per il 26 marzo per il Whisky Brunch nella sede del Club.
Il Governo americano cancellò la multa che Claudio non aveva pagato nel South Dakota.
Terziotti è scomparso in Cina.
Giulio beve spiriti nel Salento.
La Baudoinia Compniacensis sorride e prolifera dove l’etanolo dilaga.




