Alcune cose ti passano sotto il naso e neanche te ne accorgi. Quando durante l’Aperitivo di Spirito di sabato abbiamo ascoltato raccontare da Valerio l’origine del nome del loro amaro, il Dahu, ci siamo sentiti catapultare sulle più selvagge sommità delle Highland scozzesi.

La leggenda del Dahu
Non avendone mai visto uno dal vivo, non ci resta che attingere a quanto riportato su Wikipedia
Il dahu è un animale ben conosciuto dalle popolazioni delle aree montane europee, dai Pirenei alle Alpi. Il suo nome scientifico è Dahucapra rupidahu o Ascentus lateralis.
Per la tradizione popolare il Dahu sarebbe un mammifero quadrupede caratterizzato dall’avere le gambe asimmetriche, quelle di destra più lunghe di quelle sinistre (o viceversa), per muoversi meglio sui ripidi pendii montani. Nel primo caso, si parlerebbe di Dahu levogiro, mentre nel secondo caso di Dahu destrogiro, in quanto, a causa di questa sua caratteristica fisica sarebbe stato costretto a girare sempre attorno alla montagna nello stesso verso. I dahu destrogiri avrebbero camminato in senso orario, mentre i Dahu levogiri avrebbero camminato in senso antiorario.
La stagione degli amori è approssimativamente, come per gli esseri umani, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre. La riproduzione del Dahu avviene principalmente negli ambienti di ritrovo oggi frequentati in massa da alpinisti, amanti della montagna, cacciatori e naturalisti. È complicata dalla estrema difficoltà di accoppiamento tra un levogiro e un destrogiro, un aspetto che limita notevolmente le chance di trovare l’anima gemella e che ha contribuito a renderla una specie a rischio di estinzione.
Le caratteristiche dei cuccioli però sono a noi sconosciute visto che fino all’età di 15 anni di vita sarebbero rimasti all’interno del marsupio materno, finché non avessero acquisito una voglia irrefrenabile di riprodursi che avrebbe spinto loro ad avventurarsi nel mondo esterno.
I figli dei dahu destrogiri sarebbero stati inevitabilmente sinistrogiri e viceversa ed è per questo motivo che una volta lasciato il marsupio materno i piccoli si sarebbero avviati dal lato opposto della madre, molti in quel momento sarebbero andati per la loro strada mentre altri non sentendosi pronti ad avventurarsi nel mondo esterno si sarebbero girati per cercare di tornare dalla genitrice ma avrebbero finito inevitabilmente col cadere a valle (altra causa per cui questo animale sarebbe in via di estinzione).
Il Dahu vive anche in Scozia?
Se è vero che il Dahucapra non è mai stato avvistato in Scozia, è altrettanto vero che una leggenda identica a quella del Dahu è tramandata da generazioni e che è possibile ascoltare ogni qual volta un americano, di fronte al piatto nazionale, chieda ad uno scozzese “Ma che diamine di animale è l’haggis?”
L’haggis selvatico è un piccolo quadrupede dal pelo ruvido, originario delle Highland scozzesi. Una caratteristica degna di nota è che le zampe di un lato del corpo dell’animale sono entrambe significativamente più lunghe di quelle dell’altro: si tratta di un adattamento evolutivo locale necessario per vivere sui fianchi scoscesi delle montagne scozzesi.
Gli haggis così adattati possono spostarsi con facilità o velocità solo in una direzione: in senso orario (Haggis Scottii dexterous) o in senso antiorario (Haggis Scotti sinistrous), a seconda che le zampe siano più lunghe sul lato destro o sinistro dell’animale. Se le zampe più corte non rimangono sul lato ascendente della sfortunata bestiola, questa rischia seriamente di cadere di lato e di rotolare verso il fondo del pendio.
Le due varietà coesistono pacificamente, ma non possono incrociarsi in natura perché il maschio di una varietà, per accoppiarsi con una femmina dell’altra, deve girarsi nella stessa direzione della compagna, perdendo l’equilibrio prima di poterla montare. A causa di questa difficoltà, le differenze di lunghezza delle zampe tra le popolazioni degli haggis si sono accentuate.
La cattura del Grande Haggis
Si ritiene che l’Hebridean Haggis sia la specie originale autoctona da cui discendono tutti gli altri haggis. Questa razza di haggis era molto più piccola e resistente delle varietà continentali e faceva parte della dieta base degli antichi scozzesi.
Si ritiene che l’attuale popolazione di haggis discenda dagli haggis selvatici, che a loro volta discendevano dagli haggis addomesticati delle Ebridi, abbandonati quando i contadini nativi scozzesi (crofter) e le loro famiglie furono costretti a lasciare la terra al tempo delle Highland Clearances, gli spostamenti forzati della popolazione delle Highlands scozzesi durante i secoli XVIII e XIX.
Come gli stessi crofter, gli haggis rischiarono l’estinzione a causa della competizione con il gran numero di pecore introdotte come parte di un processo di cambiamento agricolo, considerato dai proprietari terrieri un “miglioramento” necessario. Un gran numero di haggis selvatici si aggira ancora per le brughiere e le torbiere delle Ebridi Esterne e, nonostante le isole di Lewis e Harris abbiano una rigorosa tradizione sabbatica, la caccia all’haggis delle Ebridi è uno dei pochi eventi che si svolge di domenica su tutte le isole, comprese Lewis e Harris.
La cattura dell’haggis selvatico a Lewis è un importante evento tradizionale per la comunità. Al tramonto, i giovani dei villaggi escono nella brughiera per formare un ampio semicerchio, mentre gli anziani coprono le nasse di torba con erica ed erba, lasciando visibile solo l’apertura. I giovani, che fungono da “battitori”, guidano l’haggis verso le trappole.
Alla vista degli anziani, gli haggis si fanno prendere dal panico, cercano un riparo e, scambiando le nasse per tane, vengono catturati, uccisi rapidamente e passati alle donne per essere scuoiati. Gli haggis vengono poi messi a bagno in salamoia per un paio di giorni per diventare teneri e pronti per essere cucinati. Secondo una fonte autorevole, un abitante di Lewis, tradizionalmente la pelle dell’haggis veniva usata come sporran, il piccolo borsello del kilt.

Il Dahu e i popoli delle Alpi
Il Dahu è la prova provata che le popolazioni del Nord Italia hanno una chiara origine celtica. Vuoi sperimentarlo sulla tua pelle? Un bicchiere dell’Amaro Dahu può risvegliare l’highlander che c’è dentro di te! Attendiamo recensioni su come funzioni il pairing haggis-amaro dahu…

100% fantasia. Ogni riferimento a persone, animale e fatti è puramente casuale. In questo articolo sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali, ahahah.
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