Il Curling e lo Scotch Whisky

Il Curling e lo Scotch Whisky

Davvero uno spettacolo insuperabile, che ha fatto conoscere al mondo intero la bellezza delle nostre Alpi, con una successione di eventi che hanno destato sorpresa, ammirazione, e con le cerimonie di apertura e di chiusura da togliere il fiato. Brava Italia!

Fosse stato necessario, le Olimpiadi Invernali 2026 appena terminate, hanno nuovamente assegnato lo scettro dello sport più simpatico e chiacchierato al Curling, la competizione di origine scozzese, risalente al XVI secolo, nata come passatempo invernale sui Loch ghiacciati.

 

 

Il Curling è oggi uno sport invernale di squadra giocato sul ghiaccio, una sorta di gioco delle bocce elevato da una notevole componente strategica. L’obiettivo è far scivolare delle pietre di granito del peso di 17-20 kg (denominate stone) su una pista ghiacciata lunga circa 45 metri, per farle fermare il più vicino possibile al centro di un bersaglio chiamato house.

Quello che non tutti sanno è che il granito durissimo con cui sono realizzare queste stone, proviene principalmente dall’isola scozzese disabitata di Ailsa Craig. Un nome che ricorderà qualcosa agli appassionati di whisky, visto che la distilleria di malto integrata all’interno del mega impianto industriale di Girvan (di proprietà del gruppondi Glenfiddich) ha preso il nome di Ailsa Bay.

L’isola di Ailsa Craig è proprio quel panettone di roccia che emerge dalle acque di fronte a Girvan, e che si accende al tramonto, sia se visto dalla terraferma (dall’Ayrshire, dalle Lowlands) o da Lagg, dalla punta meridionale dell’isola di Arran.

Uno “scoglio” di origine magmatica, famoso per la durezza del suo microgranito, una qualità che rende la pietra più resistente all’erosione rispetto alle rocce sedimentarie.

 

 

Cosa ha a fare tutto ciò con il whisky? A parte l’intuire come l’origine “buffa” e un poco “dissacrante” dello sport del Curling sia sicuramente stata annaffiata da abbondanti dram, il comune denominatore sta nella roccia scozzese.

Ne parliamo in dettaglio durante la nostra Master of Whisky di Livello II. Se la Scozia produce il 51% di tutto il whisky mondiale, cioè da sola distilla più di tutto il resto del mondo messo insieme, il merito non sta nella loro presunta abilità di distillatori. O nella eventuale abnorme disponibilità di orzo, gli amici scozzesi non ammetteranno mai che una parte significativa delle materie prime proviene dall’amata/odiata Inghilterra. Il merito sta tutto nell’abbondanza di acqua di sorgente magnificamente filtrata dalla pietra delle Highland scozzesi. Il granito più duro e puro del pianeta è in grado di restituire un acqua maledettamente dolce, soft, quello che è l’ingrediente indispensabile per poter ambire alla migliore fermentazione e distillazione!

 

La qualità dell’acqua in UK, da quella molto soft scozzese, a quella decisamente dura di Londra.
 

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