Il Conte Dracula e le prugne alcoliche

Il Conte Dracula e le prugne alcoliche

Lo Slivovitz compare in Dracula, la celebre pellicola di Bram Stoker e qui ha cominciato ad incuriosirmi.

 

 

Lo Slivovitz

Peraltro molti sono gli aneddoti sullo Slivovitz, la popolare acquavite di prugne, di origine antica, pare originata in Serbia, ma diffusa non solo in tutta l’Europa dell’Est ma anche in Israele e negli Stati Uniti, oltre che nel nostro Paese, dove si trova in particolare nel Triveneto ed in Friuli Venezia Giulia.

Lo Slivovitz, ad esempio, è il protagonista di una popolare canzone serba denominata “Slijvovica ljuta”, ossia Slivovitz piccante, e parla di un uomo che eccede nella bevuta dello Slivovitz e si innamora di una donna brutta e vecchia.

Ma lo Slivovitz si è reso protagonista anche di una nota scena del film “Il Dottor Zivago”, in cui il protagonista ed il suo amico si ubriacano con una bottiglia di buon Slivovitz per celebrare il loro ritorno a casa dalla guerra.

Nel 2007 Croazia e Serbia si sono contese la paternità dell’uso del nome come denominazione protetta finche l’Unione Europea ha risolto la controversia definendo Slivovitz nome generico e permettendo ai singoli Stati di poter usare un aggettivo nazionale per riferirsi alla provenienza del distillato.

Non sappiamo se abbia anche queste virtù ma quello che è certo è che nel 2022 l’Unesco ha inserito questa acquavite nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, proprio a richiesta della Serbia.

 

 

Cos’è e come è fatto lo Slivovitz?

Nei vari Paesi in cui è prodotto prende nomi differenti ma tutti risalenti al termine prugna, spesso contenuto nel nome del distillato.

In Serbia la materia prima è costituita dalle prugne della varietà Pozega, diffuse nell’Europa Orientale, che vengono impiegate per la maggior parte per la produzione di questa acquavite.

Le prugne vengono fermentate, dopo essere state raccolte ben mature, normalmente in fine di Ottobre, successivamente vengono pressate per raccoglierne il succo.

La particolarità della preparazione è anche nel fatto che viene sottoposta a pressa anche una buona parte dei noccioli raccolti nei frutti, a volte anche il cinquanta per cento, mentre anticamente la pressa riguardava la totalità dei noccioli.

Ciò conferisce al liquido raccolto il tradizionale sentore di mandorle.

Al liquido vengono aggiunti gli zuccheri ulteriormente necessari per far partire la fermentazione.

Il fermentato viene sottoposto tradizionalmente ad una tripla distillazione da alambicchi continui o discontinui e può maturare anche fino a cinque anni prima della sua commercializzazione in cui viene proposto solitamente tra i quaranta e i quarantasei gradi. Tuttavia, può anche riposare solo in sei mesi in contenitori di vetro, ovviamente mantenendo un colore bianco trasparente in luogo del giallo tendente al paglierino di quello affinato in legno.

 

Le IG in Italia

In Italia questa acquavite ha ottenuto quattro IG, Sliwovitz del Friuli Venezia Giulia, Sliwovitz del Veneto, Sliwovitz del Trentino Alto Adige, Sliwovitz del Trentino. Il procedimento differisce rispetto a quello serbo, perché da noi generalmente il nocciolo viene lasciato durante la fase della fermentazione insieme al liquido, le distillazioni sono due, la prima sotto gli 86 gradi.

In Friuli è diffusa anche la distillazione con alambicchi a vapore.

È poi consentita l’aggiunta del frutto intero e di zuccheri per un max di 20 g/litro.

Nel caso sia previsto l’affinamento, questo prevede di norma almeno dodici mesi di riposo in legno.

Qui uno degli abbinamenti migliori è realizzato con gli Strucky, che rappresentano uno dei dolci più importanti della tradizione friulana, consistenti in biscottini ripieni di frutta secca e bagnati da un goccio di rum e di grappa.

 

 

E nel resto del mondo

È un distillato molto diffuso anche in Israele e tra gli Ebrei perché non prevede la fermentazione di liquidi provenienti da cereali e dunque è consentito durante la Pasqua ebraica, così soprattutto nel XIX° secolo questa bevanda e la sua tradizione si propagò con i vari spostamenti di questo popolo nel mondo.

In particolare negli Stati Uniti, sia pur meno bevuto di un tempo, questo spirito rimane molto vivo nella cultura ebraica americana, ad esempio Michael Chabon fa scegliere come suo alcolico preferito proprio lo slivovitz al suo detective Meyer Landsman nel suo romanzo “The Yiddish Policemen’s Union”.

E lo stesso Barry Levinson nel suo film “Avalon” caratterizza lo slivovitz come il distillato preferito dal padre del protagonista nella sua pellicola sulla storia di una famiglia di immigrati ebrei polacchi negli Stati Uniti.

In una scena due attori parlano e riferendosi al vecchio padre del protagonista così recitano: “Non ha mai bevuto acqua…Come si chiamava quella roba che beveva sempre?” e l’altro di rimando ”Slivovitz, Slivovitz. Lo chiamava Blocca e Cadi. Ne bevi un sorso, cammini per un isolato e cadi”.

Ma dopo un periodo di calo, oggi lo Slivovitz viene citato dal Times of Israel (03/12/22) come in forte ripresa negli Stati Uniti, in quanto molto presente in locali trendy della stessa New York come the Second Avenue Deli’s Second Floor Bar & Essen, che prepara cocktail a tema ebraico, o come il Kafana, un ristorante di fascia alta ad Alphabet City.

 

Lo Yellow Plum

Mentre scrivo nella sede nazionale di Whisky Club Italia, Serenella e Claudio canticchiano e ballano alcune canzoni dello Slivovitz, un gruppo musicale italiano di etno-jazz rock, composto da sette musicisti provenienti da differenti regioni italiane, che si chiama così proprio in omaggio al distillato balcanico, che riesce spesso mirabilmente ad unire culture diverse.

Bevono anche lo Yellow Plum preparato con questi ingredienti e secondo questa ricetta:

  • 60 ml di Slivovitz
  • ½ limone
  • ½ arancia
  • 10 ml di maraschino
  • 10 ml di sciroppo di zucchero
  • Ghiaccio in cubetti

Dopo aver messo dei cubetti di ghiaccio nello shaker, inserire il succo di limone e di arancia ed aggiungere distillato e liquore insieme con lo sciroppo, agitare lo shaker e versare il cocktail in un calice senza ghiaccio e con una scorzetta di arancia.

 

 

Io lo bevo liscio, voi preferite lo Slivovitz in mixology?

Mauro ne ha portato una ottima bottiglia friulana, insieme a degli strucky, smetto di scrivere sennò qui finisce tutto.

Confido nel berlo, comunque responsabilmente, ma anche nel tradizionale, e non ancora provato scientificamente, effetto antiossidante e protettivo contro lo stress ossidativo, che gli si attribuisce, grazie alla presenza di composti fenolici ottenuti dalle prugne.

Lo Slivovitz, un distillato antico ma anche così moderno.

 

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