Molto stretto è da sempre il legame tra mondo degli spirits e il cioccolato.
Anzi spesso l’abbinamento con il distillato è quasi ritenuto scontato, quando si parla soprattutto di rum. Soprattutto alcuni tipi vengono, a volte, erroneamente, ritenuti abbinabili solo con il cioccolato.
Premessa la discutibilità di tale opzione, anche nel mondo del vino spesso si chiude il pasto con un buon vino dolce e del buon cioccolato, sovente ritenuta una scelta invariabilmente vincente.
Del resto, l’Italia è un Paese in cui vantiamo storicamente l’esistenza di maestri cioccolatieri di avanguardia e probabilmente insieme ad alcuni altri Stati europei, in cui si degusta il miglior cioccolato al mondo, pur se la materia prima per eccellenza, il cacao, viene a nascere ben altrove. In questo senso è assolutamente un’ottima notizia che, in una terra di grande tradizione nella produzione del cioccolato, come il Piemonte, si vada finalmente a buon passo verso il riconoscimento ufficiale dell’Igp per il fantastico Gianduiotto.
Non è lontano il tempo in cui le aziende piemontesi hanno dovuto sguainare, metaforicamente, le spade per combattere contro gli svizzeri della Caffarel-Lindt, che reclamavano il diritto di poter commercializzare con lo stesso nome il gioiello cioccolatiero italiano, pur avendo un metodo di produzione assolutamente differente dal nostro tradizionale.
Manca l’ultimo passo che avverrà nel prossimo marzo a Torino con “la riunione di pubblico accertamento”, sarà ”un’opportunità di crescita per tutto il comparto del cioccolato italiano”, come ha sostenuto al Corriere della Sera, recentemente, lo stesso Guido Castagna, anche lui maestro cioccolatiere e presidente del Comitato del Gianduiotto Igp. Con la “indicazione” ci sarà maggior tutela per il gianduiotto e di conseguenza anche il resto del cioccolato artigianale italiano sarà ancor maggiormente rinomato e riconosciuto nel mondo, come sinonimo di artigianalità e di qualità.
È vero che come Castagna riconosce “il 50% della ricetta lo fa l’ingrediente e l’altro 50% sta nel non rovinarlo”, ma è anche vero che occorre tanta qualità anche nella lavorazione in laboratorio per arrivare a creare del buon cioccolato e dunque “W l’Italia” anche per il nostro, generalmente, ottimo cioccolato.
Purtroppo però non è tutto oro quel che luccica.
Nubi dense ricoprono la filiera del cioccolato mondiale e dunque anche italiano. Il prezzo del cacao di qualità si aggirava fino a qualche anno fa tra gli 8 e i 18 euro al chilo, ora si arriva tranquillamente tra i 14 e i 28 euro per chilo.
Le ragioni?
Innanzitutto, il cambiamento climatico, cui spesso si dà la colpa di tutto, ma che in questo caso sembra non essere citato a sproposito, in quanto incide direttamente sulla quantità di cacao disponibile in Africa e in America Latina, giungendo a determinare aumenti fino a quasi il 300% in più nell’ultimo quinquennio. Tuttavia ci sono anche delle cause positive a determinare l’impennata dei prezzi di questa materia prima. Secondo Market Research Intellect, esiste il fenomeno della domanda di cioccolato e prodotti pasticceri, anche nelle economie emergenti, ed in particolare del cioccolato premium, soprattutto a base fondente.
Il crescente trend di aumento della domanda di alimenti più salutari ha creato un’attenzione verso il cioccolato fondente percepito come alimento benefico, grazie alla minore presenza di zuccheri e alla maggiore ricchezza di antiossidanti. Inoltre, cresce anche la domanda verso prodotti al cioccolato senza latte e vegani.
Sempre più si assiste ad una filiera del cioccolato che crede nella sostenibilità e nell’eticità dei prodotti messi in commercio, dunque pratiche di attenta sostenibilità nella produzione di cacao anche grazie all’approvvigionamento tramite fornitori muniti di certificazione equa e solidale.
Infine, il cacao viene inserito sempre più in regimi dietetici quotidiani anche inserite in bevande, percepite dai consumatori come necessarie per uno sviluppo sano ed armonico del proprio organismo.
Market Research stima che il Mercato Globale del Cioccolato complessivamente possa crescere dai 149,3 miliardi di dollari del 2023 fino ai 273,4 miliardi previsti per l’anno 2033.
Toccherà dunque riuscire, per i produttori, a trovare la quadra tra gli aumenti delle materie prime e la proposta al pubblico di un prodotto sempre più qualitativo ad un prezzo ritenuto corretto e non eccessivo.
Bisognerà superare anche localmente quei fattori, sperabilmente transitori, ma sempre nocivi come i cali di produzione di quei gioielli di prodotti Igp, spesso alla base dei cioccolati nostrani di qualità, come la Nocciola Piemonte Igp, che nel 2024 ha registrato un crollo dei raccolti con il 50% di calo ed un conseguente aumento del prezzo di circa l’80% al chilo, come ha recentemente ammesso Valentina Arzilli della Perla di Torino, azienda cioccolatiera di qualità, il cui fatturato per la maggior parte viene dall’export.
Il futuro del cioccolato può essere forse dolce, auspicabilmente, trovando il giusto equilibrio, per il consumatore, ma anche per il produttore,tra accessibilità di prezzo e qualità del prodotto, ma anche grazie a noi appassionati, che amiamo ritrovarci a bere un buon distillato e/o a degustare un piatto gourmet o un cioccolato di alta qualità in enoteche, locali e ritrovi per appassionati, in cui poter declamare nel bel mezzo di un convivio tra gente di qualità poesie come questa di Alda Merini:
Poesia al Cioccolato
La dolcezza del cuore
viene da dolci bevande
nere come la notte,
bianche come il paradiso.
Su queste cioccolate
Si imbastiscono
Versi o parlate leggere.
È questa l’amicizia
che nasce a tavolino
quando tu mi sorridi
come la cioccolata.
La Poesia non è in fondo la ricerca di una serena prospettiva alla ricerca di una forse effimera ma tranquillizzante serenità? un po’ come le ottime bevande, come del buon cioccolato freddo e caldo.
Ne recito i versi qui in un locale salentino, mentre Enrico Greco riempie tulipani di buon whisky, quando Claudio Riva, nei fumi degli spiriti, incendia i presenti con racconti di dram antichi e io cito storie di distillazioni, distillatori ed alchimisti, che cercavano di sopravvivere al Presente di ogni tempo, a volte non allegro, ricercando immortali e migliori destini tra alambicchi e distillati.
E l’idea di cioccolato, antica bevanda degli dei, si diffonde nell’aria attraverso sentori fantastici, regalando ai presenti una meritata, quanto inaspettata, prospettiva di serenità.



