Le cose andarono così. Che poi al solo raccontarle, Maura De Giorgi ed il suo gentile padre ancora piangono per l’emozione. E noi con loro.
La notizia si diffuse improvvisamente.
Il 25 febbraio del 1942.
È un’Italia ancor non avvinta dal disastro bellico, ma che vi si sta avvicinando.
Fu probabilmente un commerciante di passaggio nel paese, che diede la notizia. E la stessa si diffuse con un formidabile passaparola attraverso i ragazzini dell’epoca, piccoli monelli, con i pantaloni corti alle ginocchia e delle vecchie biciclette, utilizzati come giocattoli e strani mezzi di locomozione.
San Cesario di Lecce, Città delle distillerie
Ancora oggi il piccolo comune di San Cesario di Lecce vanta il titolo di “Città delle distillerie”.
Humprey Bogart nel meraviglioso film “Casablanca” era apparso in un rapido, ma destinato a rimanere indelebile, frame, con sul tavolo, in bella vista, l’Anisetta De Giorgi, l’orgoglio ed il vanto del piccolo paese salentino, che per grandissima parte viveva dentro ed attorno alla Distilleria De Giorgi.
La storia della distillazione ha inizio a San Cesario intorno al 1880 con Carmine De Bonis, ma ha uno sviluppo significativo con la nascita della prima parte dello stabilimento dedito alla distillazione nel 1906/1907 di Vito e Nicola De Giorgi, che cessano di lavorare con De Bonis, suocero di Vito, e da lì in poi rivolgono le proprie attenzioni esclusivamente alla produzione di alcol e liquori, ottenendo l’iscrizione n.1570 alla Regia Camera di Commercio ed Arti della provincia di Terra d’Otranto.
Da li un’inarrestabile serie di successi.
Sulle etichette dei vari prodotti compaiono numerosi e prestigiosi riconoscimenti tra cui le medaglie d’oro conseguite all’Esposizione di Siena nel 1907 e alle Esposizioni Riunite di Roma del 1911.
Ormai è tempo di successione anche lavorativa e all’attività di impresa tra il 1912 e il 1915 si dedica sempre più il figlio Nicola, che ha la grande e decisiva intuizione di puntare non solo sulla produzione di prodotti ma anche sulla loro distribuzione. Già nel 1915 la Ditta può vantare il titolo di essere annoverata nel Gran Libro d’Oro dei Benemeriti del Lavoro.
Tra il 1917 ed il 1920 è tempo delle decisioni importanti: la progettazione e la costruzione di un grande edificio, proprio stabilimento dedito a distilleria con liquorificio e fabbrica di vermouth, con parte dedita all’imbottigliamento ed una parte dedita alla trasformazione delle vinacce e delle fecce.
I successivi dieci anni vedono Nicola perfezionare il progetto aziendale con la promozione e sviluppo del fatturato relativo al business. Aprono altri due suoi stabilimenti a San Pietro Vernotico (Br) e Squinzano(Le), entrambi dotati di impianto di auto-rettificazione.
È tempo di consacrazione anche internazionale grazie al prodotto di punta della Ditta: il liquore Anisetta, il 20 luglio del 1920 Nicola riceve, a soli quattordici anni dall’apertura dell’azienda, il riconoscimento da parte di Vittorio Emanuele III° del Brevetto della Casa Reale.
Celebri sono anche le etichette, vere opere d’arte, delle bottiglie dei prodotti De Giorgi, tra cui spiccano quelle realizzate dal famoso pittore ed illustratore Luigi Bompart.
L’Anisetta dunque
Liquore a base di Anice verde o Anice vera, Pimpinella anisum L., principale aromatizzante di questo prodotto.
Il contributo terapeutico e le varie applicazioni dei semi di questa pianta sono già note nei libri di scienza fin dal I°sec.a. C.
Ma torniamo a Nicola De Giorgi.
Purtroppo il successo dell’azienda, che negli anni Trenta dava anche istruzione ai dipendenti ed ai loro figli, vero prototipo di esperimento anche sociale-imprenditoriale che avrebbe poi avuto nell’Olivetti la sua più famosa espressione, termina con la scomparsa del geniale Nicola nel 1968.
Alla sua morte subentra il figlio Arturo che la trasforma in “Arturo De Giorgi & s.a.s”, riscuotendo però sempre meno successo, dopo la sua morte l’impresa passa nelle mani del figlio, che riesce a sopravvivere aziendalmente per altri dieci anni fino al fallimento del 2000.
Ma ogni uomo sogna un momento come quello vissuto da Nicola nel 1942.
Un momento destinato a rendere immortali gli uomini al di là dei tristi limiti della vita umana.
Un momento da raccontare ai figli e poi ai nipoti e da questi alle generazioni future.
Casablanca (1942)
Casablanca ha fatto la storia del cinema.
Diretto da Michael Curtiz nel 1942 ed interpretato da Humphrey Bogart, Ingrid Bergman e Paul Henreid, si fonda sull’opera teatrale Everybody comes to Rick’s di Murray Burnett e Joan Alison.
È ritenuto il film più famoso dell’età d’oro di Hollywood, uno dei più citati nella storia del Cinema.
Otto candidature, vincitore degli Oscar per il miglior film, miglior regista e migliore sceneggiatura.
Nel 1989 scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, perché “di rilevante significato estetico, culturale e storico”, nel 1997 è stato inserito nella Hall of Fame della Online Film & Television Association, nel 1998 è riconosciuto come secondo del cento migliori film statunitensi di sempre e nel 2006 la Writers Guild of America ha valutato la sceneggiatura di Casablanca come la migliore sceneggiatura di tutti i tempi.
Nel film recitarono attori di trentaquattro nazionalità differenti, molti fuggiti dall’Europa nazista e soprattutto allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Proprio dalla seconda guerra mondiale trae spunto la storia, narrando le vicende di un ex contrabbandiere americano, Bogart, fuggito a Casablanca e indotto a scegliere tra la passione per una vecchia fiamma, Bergman, e la rinuncia alla propria felicità, cioè a lei, che addirittura aiuta a fuggire insieme al marito, Henreid, eroe della resistenza antinazista.
Distilleria De Giorgi oggi
La Ex Distilleria De Giorgi è oggi almeno parzialmente visitabile grazie ad una splendida opera di restauro e di valorizzazione, grazie al Comune di San Cesario, ed ospita eventi culturali, ancora oggi muovendosi come faro della cultura e della storia del piccolo, ma affascinante, borgo barocco salentino.
Anche questa volta Humprey Bogart non aveva sbagliato un colpo ed aveva scelto un liquore formidabile come compagno di celeberrimi momenti artistici.
E della memoria di quelli, siamo sicuri, si è nutrita la parte finale della vita di Nicola, geniale imprenditore, ma direi artista, circondato da figli e nipoti, cui raccontare di quel frame incredibile in cui la Storia si era accorta di lui, del suo Liquore, del piccolo borgo di San Cesario, distante miglia infinite da Hollywood, ma per un breve ma immortale tempo, al centro del mondo.














