Hai clacsonato?

Hai clacsonato?

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Le qualità di una società viste attraverso lo stile di guida, Barbados edition. Non dimentichiamo i tanti secoli di dominazione britannica. Qualcosa gli anglosassoni avranno pure lasciato, sicuramente la guida sulla destra e un sommario rispetto delle regole stradali.

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Parco auto? Aggiornabile. Alcuni automezzi fanno concorrenza ai Porteus mill delle distillerie scozzesi. Regola 1. Più l’auto è vecchia, più fa rumore. Suoni metallici che non necessariamente provengono dalla marmitta. Più un lamento meccanico, che si acuisce nelle rotonde. Regola 2. Più l’auto è vecchia, maggiori sono i watt dell’autoradio, finestrino abbassato e vasto repertorio di musica rap caraibica a palla.

Il traffico. Molto meno selvaggio rispetto a quello di Martinica, una complessa rete neurale dove ogni automobile comunica con le altre non con segnali chimici o elettrici, ma con il clacson. Da noi il clacson significa sempre “Muori bastardo” e la velocità della dipartita è inversamente proporzionale alla durata del suono. Un sistema binario perfetto, il silenzio è la vita, il rumore è morte certa. Qui a Barbados il livello di comunicazione è assai più complesso. Regola 3. Un colpo di clacson, beep, significa “ciao amico”, “oggi sono di luna buona e ti lascio passare”, “la vita è meravigliosa, bro’ “. Due colpi di clacson, beep beeeep, manifestano un certo malessere. Un pedone che si trova dove non dovrebbe essere, o una lunga coda non prevista. Il significato è sempre: “ascolta il mio consiglio, è meglio che ti sposti e mi fai passare”. Tre colpi di clacson è uno ZR che arriva alle tue spalle e che tenta di attirare la tua attenzione: beep beeep beeeeeep. Più colpi di clacson melodici, uno ZR con sballo gratuito: piri piripiri piripiripì !

Lo ZR, che è? Il servizio del trasporto pubblico barbadiano non sembra essere eccellente. Poche linee di bus e una ipotetica ferrovia costruita un secolo e mezzo fa per trasportare canna e che sembra essere ancora attiva. Ci si sposta prevalentemente con i taxi, tariffario imposto dal governo, veicoli targati con una “Z” seguita da numeri. Poi ci sono loro, gli “ZR”, taxi collettivi che scorrazzano instancabilmente in su e in giù lungo le arterie turistiche della costa. Centinaia di minibus con passeggeri stipati come sardine. Nessuna timetable, nessuna certezza del percorso, forme rudimentali di comunicazione con il driver, una modernissima tariffa flat di 3,5 dollari barbadiani qualunque siano i chilometri che devi percorrere e un utilizzo smodato del clacson. Il marketing della micro-impresa è sempre molto efficace. Quando il driver vede dei pedoni sul marciapiede camminare lungo la sua direzione di marcia fa i tre colpi di clacson di cui sopra. I pedoni si fermano, si girano di scatto, allungano la mano per dire “che vuoi?”, il taxi si ferma e a questo punto il gioco è fatto e il cliente acquisito. Il clacson melodico annuncia un ricercato intrattenimento musicale durante il viaggio, volume a palla.

Il pedone. L’imprinting britannico è applicato alla lettera. Regola 4: massimo rispetto per il pedone con diritto di precedenza, quello che è nel torto va invece investito. Quello che però manca a Barbados sono i marciapiedi. Su un tratto di strada di 100 metri ti trovi con 40 metri di marciapiede sulla sinistra, 40 sulla destra, 10 con doppio marciapiede e 10 senza. Il pedone deve continuamente saltare da una parte all’altra, affrontando i metri senza protezione in modalità Usain Bolt, ma ricevendo immancabilmente un paio di beep nervosi da un’auto che sopraggiunge alle sue spalle. Il mio tentativo di affrontare la strada camminando serenamente sulla carreggiata è stato interrotto da un signore sulla ottantina “Sir, è più sicuro se si tiene da parte”. Se lui è arrivato a 80 anni una qualche ragione deve pure esservi, ho subito pensato.

Regola riassuntiva. Ogni mattina a Barbados non importa che tu sia un automobilista o una pedone, l’importante è che tu cominci a clacsonare. Beeeeep!

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