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Mia prima volta negli Scottish Borders, la regione scozzese a sud di Edimburgo che si appoggia sul confine con l’Inghilterra e – complice una giornata strepitosa – mi accorgo velocemente di aver trascurato una delle aree con paesaggi più spettacolari dell’intera Scozia. Nulla a che vedere con le pianeggianti Lowlands di Edimburgo e Glasgow, una zona collinare molto mossa e rurale, il fiume Tweed che fornisce all’industria tessile l’acqua necessaria per la produzione del famoso tessuto a rigatura diagonale, alcuni scorci nel Northumberland National Park all’altezza delle migliori glen delle Highlands.
Qui la distillazione è rimasta un’arte dimenticata per parecchio tempo se è vero che è stato necessario attendere 180 anni per vedere tornare in funzione un alambicco. Nel marzo 2018 la The Borders Distillery ristruttura magistralmente un meraviglioso storico edificio nel vivace centro di Hawick per dare vita alla prima distilleria nei Borders dal lontano 1837.
Alle spalle quattro vecchie volpi dell’industria del whisky e un nutrito gruppo di investitori internazionali. Il risultato è sbalorditivo. Quattro maestosi alambicchi con quelle lyne arm in forte discesa che lasciano intuire uno stile poco lowlands. Fermentazione lunga che produce un wort torbido ricco di esteri. Un atipico ed enorme carter head still realizzato sempre dalla Forsyth che – unico tra le distillerie visite – produce vodka e gin non partendo da alcol neutro ma dall’alcol distillato in loco dai 4 potstill. Le guide, tutti ragazzi giovanissimi, che sono gli stessi operatori della distilleria che a turno prendono in consegna i gruppi e che sanno rispondere alle più astruse richieste di informazioni tecniche.
New make molto convincente. L’attuale distillery manager Andrew Nairn proviene da Glenkinchie e riesce a raccontare molto bene quanto poco lowlands (per quello che è l’immaginario collettivo) sarà lo stile del whisky della Borders distillery. Un affascinante scambio con il vulcanico John Fordyce, uno dei fondatori, che ci racconta del suo periodo di collaborazione con Campari, quando lavorava a Milano in via Turati e l’unico suo desiderio era quello di fuggire in pausa pranzo e infilarsi da Giovinetti per assaggiare i suoi whisky. ❤️🥃
Whisky Club Italia #exploringtheborder





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