Avevamo già discusso delle innovazioni introdotte da Suntory presso la distilleria Glen Garioch nel 2021.
Approfitto dall’assaggio di un imbottigliamento esclusivo distillato nel 1979, per ricostruire la altalenante storia della distilleria durante gli ultimi 50 anni.
Glen Garioch prima e durante i giapponesi
Siamo in Scozia, destinazione Speyside. Decidiamo di approcciare il cuore delle Highlands attraverso la via “orientale”, salendo da Aberdeen, per poi tuffarci nella fertile campagna collinare di Huntly e Keith.
Un tragitto che mi ha permesso di tornare – dopo una dozzina d’anni – alla distilleria Glen Garioch (1797).
Il setup della distilleria è completamente cambiato. Dai tre alambicchi in passato presenti (di cui solo due erano utilizzati), si è passati ad una più tradizionale configurazione a doppio alambicco.
La grande l’attenzione verso il retaggio della distillazione scozzese parte già dalla materia prima. L’orzo, di produzione locale (la valle del Garioch è uno dei più grandi giardini fertili di Scozia) è maltato a pavimento per circa il 25% del fabbisogno. Pavimento che era stato pensionato negli anni ’90, con l’arrivo dei nuovi proprietari, gli stessi giapponesi della Suntory che hanno pensato di ripristinare in piena pandemia.
La ricchezza degli aromi del cereale, è concentrata grazie ad una coppia di alambicchi con un collo di cigno discendente con una inclinazione difficile da replicare. Non bastasse, il wash still è tornato alla alimentazione a fiamma diretta. Perché solo in prima distillazione? Perché è lì che si mette il wash, la birra, che – appiccicandosi sul fondo rovente della pentola, porta a quell’effetto Maillard che sviluppa tanti interessanti aromi. Una pratica che risulterebbe inefficace in seconda distillazione, vista l’essenza più eterea dei low wines.
Il risultato è – oggi – un new make ciccio, oleoso, fruttato, caramellato. Traccia di torba? Zero, a differenza del passato, oggi Glen Garioch è unpeated.
Il malto di Glen Garioch è stato portatore di un po’ di ppm sino al 1995.
Le date importanti di Glen Garioch;
- 1797 Fondazione
- 1968 Distilleria mothballed e ceduta ai Morrison, che riprendono le attività nel 1973
- 1978 Gli alambicchi passano da due a tre
- 1994 Suntory acquista la Morrison Bowmore e chiude nel 1995 Glen Garioch
- Sino al 1995 il malto di Glen Garioch era torbato
- 1997 La distilleria riprende le attività producendo un malto con con uno stile differente: zero torba e pavimento di maltaggio abbandonato
- 2021 Suntory annuncia investimenti per 6 milioni di Sterline, con i nuovi (due) alambicchi, una grande attenzione al risparmio energetico e nessun piano per tornare alla torba (i due pavimenti di essiccazione sotto le pagode sono oggi riscaldati da due fan coil che riciclano l’energia proveniente dai condensatori)
Glen Garioch 1979-2024 1st Fill Sherry, cask #3830, 42%
L’assaggio di questo raro handfilled di Glen Garioch ci ha trascinato nell’era in cui il suo malto era prodotto in casa con uso di torba locale.
La botte, una first fill sherry, è stata riempita il 25 giugno 1979, la bottiglia che ci è stata presentata in degustazione è stata prelevata nell’ottobre 2024, quando il whisky aveva superato i 45 anni di età.
Una così lunga maturazione in una botte carica di sherry ha restituito un malto delicato, appena affumicato (non uso volutamente la parola torbato), molto ampio. Insomma, non uno sherry bomb, non un trionfo di tannino, ma una bevuta complessa, eterea, un filo appiattita dal peso degli anni.
Il prezzo di £1450 a bottiglia è importante (£52 a dram), il profilo molto erbaceo e balsamico porta al naso verso sensazioni di amaro d’erbe. Al palato emerge invece il DNA del malto, con solo una piccola nota di cenere sul finale.
Un intrigante viaggio nel tempo verso una delle tante anime di Glen Garioch.






[…] visita, la distilleria – aggiornata con un gradito ritorno al passato – è un gioiello incastonato nel cuore […]