Weekly Dram 25.13
Se guardo le statistiche del mio blog, dal 2019 a oggi di pezzi ne ho scritti oltre un migliaio… sicuramente di whisky ne ho bevuti di più in sei anni, ma l’importante è che non lo sappia il mio medico di base!
In questo piccolo spazio che Claudio, bontà sua, mi regala ogni settimana, cerco sempre di parlarvi di whisky che, per qualunque motivo, mi abbiano colpito in modo particolare. E nonostante tutte quelle bottiglie assaggiate, ogni volta mi arrovello su cosa trattare.
E anche se di questa distilleria ho già parlato poco meno di anno fa, torno volentieri su Glen Elgin perché finalmente ho potuto assaggiare l’unico imbottigliamento realizzato con il loro marchio ufficiale.
È una bottiglia che si trova facilmente anche nei supermercati, con quella confezione non proprio accattivante, un po’ minimal e old style, che fatica a emergere accanto a etichette roboanti e colorate che ormai affollano gli scaffali.
Magari l’avrete vista e, pensando a tutti gli ottimi indipendenti che avete assaggiato, l’avete lasciata lì pensando che spenderci una cinquantina di euro non ne valesse la pena. Anche perché spesso questi imbottigliamenti delle distillerie “muletto” delle multinazionali sono versioni annacquate e poco rilevanti.
Be’… in questo caso, potreste ricredervi.
GLEN ELGIN 12YO
Single Malt Scotch Whisky
43%abv, botti ex bourbon
Prezzo intorno ai 50 euro
Naso piuttosto elegante, tra frutta bianca e gialla (mela, melone bianco, pesca, banana, ananas), plum cake allo yogurt, malto, note floreali (giacinto), miele di acacia e una delicata ma persistente nota cerosa. Una fresca vena minerale percorre gli aromi, che nel tempo si arricchiscono di marzapane, crema al cocco e una sottile presenza dolciaria di agrumi, come la marmellata dei Jaffa cake. Una ricchezza e complessità che non ti aspetti da un malto base.
Al palato si fa acidulo e meno incline alle piacevolezze, l’animo vegetale diventa preponderante spostando in secondo piano frutta e pasticceria, con screziature speziate (pepe, zenzero) su propoli, mandorle, scorza di limone e cereali. Il tempo lo arrotonda un po’, ma non troppo, lasciando emergere sprazzi di vaniglia e miele, ma le astringenze amarotiche vincono in lunghezza.
Finale abbastanza lungo che prosegue sulla linea amarotica ma meno aggressiva, recuperando miele, frutta gialla, agrumi, spezie, legno e un’idea di cioccolato, con la nota vegetale ben presente.
Più o meno quello che si può attendere da una versione “ammaestrata” di un malto così straordinario, che esplode all’olfatto e si ritira nella bevuta, riuscendo comunque a far emergere le proprie qualità.
Link a tutti gli articoli su Glen Elgin: https://whiskyart.blog/it/category/scozia/speyside-scozia-2/glen-elgin/
Profilo della distilleria Glen Elgin: https://whiskyclub.it/distilleria/glen-elgin/




