Gita Orcadi, fotoracconto

Gita Orcadi, fotoracconto

Dopo aver saltato il 2024, anno in cui la distilleria Highland Park è stata chiusa per i lavori di aggiornamento, siamo tornati a visitare le isole Orcadi. Una settimana perfetta, le previsioni meteo non erano gloriose ma alla fine di pioggia non ne abbiamo presa e siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo programmato. Un paio di gradi in meno di temperatura, il solito vento che non ti molla un secondo e lo spettacolo del tramonto dietro le Standing Stones, che siamo riusciti a vedere proprio in corrispondenza del solstizio d’estate.

Ringrazio Elena, Ginevra, Sara, Daniele, Gianluca, Michele e Pedro per la condivisione dell’esperienza.

 

 

La partenza

La colazione dei campioni, con le sfogliatelle giunte fresche da Napoli e un dram del vecchio Scapa 16 sponsored by Old Fox Pub Morbegno.

 

 

Casa Italia St.Margaret’s Hope

Trovare casa per un gruppo di 9 persone sulle Orcadi non è mai stata impresa semplice. Raramente siamo riusciti a dormire a Kirkwall, la capitale. Quest’anno la situazione è drammaticamente peggiorata. La costruzione di un nuovo impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili ha portato sulla Mainland 500 lavoratori, che – contando anche qualche familiare – stanno occupando fissi 800 posti letto. Un investimento che consentirà alle Orcadi di produrre più energia verde rispetto al reale loro fabbisogno.

Ci siamo dovuti spostare a mezz’ora di auto, nel punto più meridionale dell’arcipelago, avendo trovato una casa meravigliosa, immersa nella più completa tranquillità, a St.Margaret’s Hope.

 

 

Le distillerie maggiori

Con Highland Park ripartita, abbiamo potuto visitare le due storiche distillerie di whisky delle Orcadi.

Molto sottotono la situazione ad Highland Park, dove ci siamo fermati due volte, trovando sempre il deserto. Diversamente rispetto al passato, le navi di crociera non hanno preso d’assalto Kirkwall, e ci siamo trovati soli e coccolati in entrambi i Visitor Centre.

Sempre affascinante il tour di Scapa, con la insuperabile degustazione nella Noust con vista sulla Scapa Flow. Gli assaggi di Highland Park hanno sicuramente deluso, il single malt della distilleria torbata delle Orcadi si sta progressivamente svuotando di ciccia, un po’ seguendo il trend dell’altra distilleria del gruppo Edrington, Macallan.

 

La nuova targa 2024, a testimonianza dei lavori appena completati

La elegantissima sala di degustazione di Highland Park
Degustazione cask strength di Highland Park

L’assaggio dalla botte di Scapa
Il Lomond Still di Scapa, convertito in pot still, è usato come wash still

L’assaggio migliore delle Orcadi, lo Scapa 28 anni che avevamo già apprezzato nel 2022

 

Le distillerie minori

Il panorama distillatorio delle Orcadi si sta lentamente popolando di nuove realtà. La distilleria Deerness, così come la Orkney distillery, hanno aggiunto la produzione di whisky a quella originaria di gin. È intanto giunta al suo ottavo anno di attività la distilleria di rum J.Gow, tra le più a nord del pianeta e dedicata al pirata scozzese John Gow.

 

Deerness Distillery

Gli alambicchi portoghesi della Orkney distillery (Kirkwall)

 

La distilleria di rum J.Gow
Un nuovo rilascio di J.Gow rum invecchiato 3 anni. Uno spirito funky, ottenuto con una fermentazione lunga (30 giorni, lieviti selvatici ottenuti dalle orchidee locali), con aggiunta di Dunder.

 

I whisky bar

Alle Orcadi si beve bene, l’offerta di whisky – con anche imbottigliamenti di qualche decennio fa – è importante, e i prezzi spesso sono corretti. E poi sulla strada si trova il whisky bar del Dornoch Castle, dove – tra le tante cose – qualche botte di Whisky Club Italia sta lentamente maturando.

 

Cena nel The Vault del Dornoch Castle
Assaggio dei campioni delle botti di Whisky Club Italia
The Orkney Hotel, Kirkwall

Il bar del The Ferry Inn di Stromness è specializzato in Scapa
Il Kirkwall Hotel di Kirkwall è whisky bar ufficiale di Highland Park

 

Il whisky bar del Lynnfield Hotel di Kirkwall, che in passato aveva la selezione più interessante di whisky locali, offre ancora oggi una whisky list molto ricca

 

Le distillerie lungo il tragitto

Il lungo tragitto per arrivare sino al traghetto per le Orcadi ci ha offerto la possibilità di effettuare interessanti soste extra.

 

La distilleria Tomatin
Il vecchio mashtun di Tomatin, oggi sezionato e visitabile
Gli alambicchi di Tomatin
I legni presenti nei magazzini di Tomatin

Il Lighthouse della distilleria Glenmorangie
I famosi alambicchi giraffa di Glenmorangie

The Singleton of Glen Ord, una bella sorpresa

La distilleria Dalwhinnie
La distilleria Blair Athol
Il bar di Blair Athol, ricavato dal vecchio mashtun di Clynelish

 

La natura

Le Orcadi sono un vero paradiso, con una estensione leggermente inferiore a quella di Islay, la Mainland offre una quantità infinita di scorci, scogliere e passeggiate non impegnative. Il meteo molto soleggiato di inizio primavera ha condizionato la nostra visita: la natura era quasi un mese in anticipo rispetto ai soliti ritmi che abbiamo sempre trovato a fine giugno. Le pulcinelle avevano già preso il largo, ma le poche “pigre” che abbiamo visto ci hanno regalato incontri molto ravvicinati. Molto belle le distese di erica, che di solito fioriscono a fine luglio/agosto.

 

 

I siti storici e archeologici

Come può un luogo così remoto ospitare numerosi siti che sono più antichi delle piramidi di Giza? O i cerchi di Standing Stones che fanno concorrenza a Stonehenge? Tutto, sino alla ben più recente Cappella Italiana, racconta la storia di un territorio occupato da insediamenti, irlandesi, vichinghi, con qualche traccia romana.

Il ritrovo delle decine di camper, giunti da tutta Europa per godere del Solstizio d’Estate in questi luoghi carichi di energia, è stato premiato da un tramonto assolutamente sgombro di nubi.

 

Il Ring of Brodgar
La Cappella Italiana
Gli interni della Cappella Italiana

Skara Brae, un grande insediamento neolitico datato 3100-2500 aC

La Cattedrale di Kirkwall è dedicata a St.Magnus

 

Bagnetto sulle Orcadi?

Non di solo whisky vive l’uomo. Il rapporto tra Whisky Club Italia e le fredde acque scozzesi è stato rispettato anche questa volta. Complimenti ad Elena per il coraggioso bagno, gli ometti si sono limitati a “pucciare” i piedi.

 

 

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