Il buon Claudio ha scritto un articolo interessante sulla situazione del whisky giapponese all’alba dell’entrata ”in vigore” del disciplinare JSLMA.
Fu un passo importante all’epoca e ancora di più lo sarà ora, con l’arrivo di tanti nuovi attori nel mondo della distillazione giapponese, alcuni già attivi o che lo saranno a breve. Nonostante ciò la confusione regna ancora tra i consumatori, neofiti ma non solo. Ricordiamo che non tutte le distillerie fanno parte dell’associazione e sono quindi libere di fare tutto ciò che vogliono, cosa che vale/valeva anche per gli aderenti. Ci sono sul mercato prodotti di distillerie che sono “veri” whisky single malt e single grain giapponesi che convivono con prodotti non “certificati” di dubbia o sconosciuta provenienza.
Qualche distilleria ha sul mercato entrambi i prodotti e in alcuni casi ha compromesso il brand che viene ritenuto non affidabile o di qualità scarsa. Nei miei recenti viaggi in Giappone ho potuto ascoltare le voci dei consumatori di whisky (compagni di bevute…) che si lamentavano appunto di alcuni nomi. Devo dire che me ne rammarico un poco, perché poi all’assaggio ho trovato i prodotti veri di qualità buona, sia per quanto concerne i new make (o giovane distillato maturato 6 mesi/1 anno) che per i giovani malti invecchiati 3, 4 o 5 anni. Una qualità media elevata, confesso, a mio modesto parere. Non sono solito fare classifiche o dare preferiti (tanto sapete che Chichibu è per me il top), ma voglio segnalarvi la mia passione per una nuova (non nuovissima…) distilleria: Akkeshi. Non mi dilungo sui dettagli o informazioni ma vi confermo che anche i loro world blended sono di grande qualità, fascino e bontà; un highball in finale di serata con un loro whisky mi prepara a una bella dormita. Peccato per i prezzi: reperibili anche in Italia, si posizionano nella fascia alta, per ovvie motivazioni (trasporto, tasse, ecc.) e anche per la quantità prodotta, ora arrivata a circa 300.000 litri.
Ma torniamo al titolo dell’articolo. Aprile rappresenta quindi anche altro oltre al disciplinare: un pesce d’aprile o sorpresa nell’uovo di Pasqua, cioè gli aumenti di prezzo del whisky in Giappone (di conseguenza anche in altri mercati). Come vedremo, gli aumenti non sono di poco conto e intaccheranno le nostre possibilità di acquisto. Già a dicembre 2023 a Tokyo acquistai proprio una bottiglia di Akkeshi single malt e il proprietario mi disse: “Alessandro, guarda che il prezzo è aumentato dall’ultima volta, mi spiace”. Erano 30 euro circa in più, sul prezzo consigliato di uscita, raggiungendo cosi quasi il prezzo di una release di Chichibu. Suntory aveva già annunciato degli aumenti dal 1 aprile 2024 e Nikka ha seguito l’esempio. Sorpresa amara, le percentuali di aumento sono diverse ma intaccano sensibilmente i prezzi. Allego le tabelle, fate voi il cambio: 1 euro circa 160 yen.
Bottiglie che erano già fuori mercato lo saranno ancora di più, bottiglie di prezzo medio saranno ora un acquisto “ponderato”, prodotti base subiranno la concorrenza di tutto ciò che viene da Scozia, Irlanda e altri paesi. Sono curioso di vedere da noi, in Europa, i prezzi che saranno praticati.
Un accenno anche per gli acquisti in Giappone per chi a breve o per l’estate ha programmato un viaggio: la reperibilità di whisky con età dichiarata o special release è difficile, non pensate di trovarli entrando nel primo negozio di liquori incontrato. Bisogna essere fortunati, essere lì quando vengono rilasciati; i giapponesi bevono e le bottiglie spariscono presto dagli scaffali. Potete sempre trovare qualcosa in alcuni negozi, molti sorti di recente (solo a Ginza ne ho visti 3 nuovi), ma a prezzi “maggiorati”, in alcuni casi esagerati, a meno di essere un ricco (ma ricco) turista, superiori anche ai prezzi d’asta europei.
Detto ciò, tenetevi strette le vecchie bottiglie che avete e dedicatevi a scoprire le nuove distillerie giapponesi, sperando che i prezzi calino con l’aumento dell’offerta, anche se la maggior parte di queste ha una produzione veramente limitata.
Sigh!
Nuovo listino Suntory (dal 1 aprile 2024)
160 yen corrispondono circa ad 1 euro

Nuovo listino Nikka (dal 1 aprile 2024)
160 yen corrispondono circa ad 1 euro




