Fary Lochan Batch 3 #WeeklyDram

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Weekly Dram 23.34

Ah, la torba! Croce e delizia di ogni appassionato di whisky.

C’è chi la brama con cupidigia (quelli che si definiscono “peat head”), chi dopo un primo periodo di innamoramento ora preferisce altro, e chi proprio non la sopporta.

Aromi e sapori che questo deposito vegetale imprime al cereale sono in effetti molto intensi e marcanti, difficile lascino indifferenti, ma sebbene la torba sia presente in modo abbondante sul territorio scozzese (e irlandese), si è cominciato a porsi il problema dell’impatto che il suo sfruttamento possa averte sull’ambiente, non tanto per la disponibilità quanto per i delicati equilibri degli ecosistemi di cui fa parte.

Se la torba è la materia prima regina in Scozia e Irlanda quando si tratta di asciugare (e affumicare) i cereali maltati, ci sono in realtà molte alternative da gettare nei forni, e alcune distillerie ne hanno fatto un tratto distintivo.

Mentre in Islanda (Floki) e Tasmania (Belgrove) si è scelto di ricorrere allo sterco di pecora essiccato, in altri paesi si è deciso di utilizzare materie vegetali strettamente connesse al territorio e alle sue tradizioni, come ha fatto Fary Lochan.

 

 

Piccolissima distilleria danese a gestione famigliare, che produce anche gin, liquori e acquavite, dal 2009 distilla orzo locale la cui affumicatura viene ottenuta bruciando l’ortica, pratica molto diffusa nel paese anche per i formaggi, dando al proprio whisky delle sfumature particolari e uniche che lo distinguono dalla produzione scozzese, con cui condivide il processo di lavorazione.

Produzione in piccolissimi lotti, con bottiglie da 50cl invece dei consueti 70cl, e dal prezzo conseguentemente non proprio popolare, riesce a mantenere una qualità molto alta anche nei propri imbottigliamenti più giovani, grazie anche a una maturazione in botti selezionate nei magazzini sotto la distilleria.

Oggi vi parlo di uno dei lotti del loro imbottigliamento base, più precisamente il terzo del 2021, maturato per sei anni in due botti quarter cask ex bourbon con affinamento di un anno in una singola botte hogshead ex sherry PX. Al momento l’ultimo batch uscito è il settimo, distribuito a metà del 2022 e ancora reperibile.

 


FARY LOCHAN DISTILLERY EDITION BATCH 3

47.3% abv, botti ex bourbon refill e botte ex sherry PX

Prezzo: batch 7 intorno ai 130 euro (50cl)

 

Al naso l’originale affumicatura è subito evidente, dove le persistenti note erbacee evidenziano una calda tostatura che si innesta su cereali, noci, miele, mela matura e legno. Un pizzico di noce moscata e cannella si sparge su tonalità agrumate mentre, sullo sfondo, compare del cioccolato. In lunghezza, un accenno di uva sultanina. Denso.

 

 

Nel palato scivola subito fumo liquido e oleoso, presto arricchito da note piuttosto marcate di mirtilli, arancia rossa, cioccolato, biscotti al malto, miele, noci e un accenno di caffè. Spruzzata di paprika e pepe bianco a coronare i sapori. In lunghezza, tornano le note erbacee declinate nel tè nero con una certa astringenza di fondo e tocchi sapidi.

Finale abbastanza lungo e secco, con accenni salini, di mandorle e noci, tè, frutti rossi, cioccolato, chicchi di caffè tostati.

 

Un’esperienza inusuale, l’influsso di botti carichissime come quelle PX si rivela invece moderato e ben calibrato, senza trascinare il distillato nella china della dolcezza decadente ma esaltandone invece le caratteristiche peculiari, con delle asperità che lo rendono interessante e coinvolgente.

 

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