Farmers & Distillers, ristorante in Washington DC

Farmers & Distillers, ristorante in Washington DC

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Whisky Club Italia negli USA – Day 31

Altro da raccontare sulle distillerie americane? Francamente credevo di no, ma mi sbagliavo. Non ho neanche dovuto cercare questa volta, ho trovato nuovi stimoli proprio di fronte all’hotel in cui soggiorniamo a Washington, mi è bastato attraversare la strada.

La Farmers & Distillers è una esperienza decisamente diversa. È – per gli standard americani – un ottimo ristorante, vivace e con una comunicazione ben fatta che ti mette a tuo agio e ti fa capire di avere di fronte dei professionisti. Menù con tutte materie prime americane (facile), con i fornitori dichiarati nella prima pagina (manzo, maiale, pollo, pesce, farine, latte, ecc … questo già più difficile) e un grande rispetto per il bio e l’ambiente (va di moda). Altro? Un eccellente cocktail bar, non improvvisato, che aggiunge fascino all’esperienza culinaria. E – last but not least – in un angolino, appena visibile da una finestra, la still house 😱.

Farmers & Distillers, Contadini e Distillatori, dal campo alla bottiglia. Ma quale famiglia avrà potuto avere una idea così illuminata e – soprattutto – le forze per “confezionare” un’offerta così ben fatta? E qui arriva la sorpresa, la proprietà di questo primo distillery-restaurant è di ben 47.000 famiglie riunite nell’associazione degli agricoltori del Nord Dakota, stato centrale su al confine col Canada.

La storia è iniziata nel 2005 quando gli agricoltori hanno iniziato ad interrogarsi sul loro futuro ed a chiedersi come poter aggiungere valore ai propri prodotti. Ok i farmers market ma serviva qualcosa di più. Da qui è nato il primo ristorante, poi il secondo, il terzo ed anche il primo loro ristorante di pesce. Per ultimo, locale che ha pochi mesi di vita, eccoli cogliere l’occasione che il mercato americano oggi offre e ricerca: il ristorante distilleria.

Intendiamoci subito, il loro motto “Welcome to our table” non porta proprio a sedersi a tavola con una famiglia di contadini 😁. La forza di così tanti soci ha garantito loro le migliori consulenze di chef, arredatori … ed anche di maestri distillatori. In modo simile alla Mount Vernon Distillery, ma con una chiave di lettura e un percorso molto diverso, anche loro hanno tratto spunto dalla esperienza da distillatore di George Washington, a tal punto di decidere di aprire il ristorante a Washington proprio nel triangolo della Mount Vernon Square. Il prodotto che ne esce è “costruito” ma molto molto piacevole. Ristorante ovviamente affollatissimo dalle 6 di sera sino a mezzanotte (qui chiude tutto alle 10, cavolo!).

E gli spiriti? Vodka, Gin, Pisco, American Whiskey (pot still, almeno 18 mesi di botte), Rye Whiskey e un italianissimo Amaro. Le affascinanti bottiglie che troviamo oggi nel ristorante non sono ancora quelle prodotte lì negli stessi muri, ci vorrà ancora qualche mese per vedere i primi risultati. L’esperienza di distillazione nasce nel lontano 2009, ha visto la collaborazione con la Copper Fox Distillery (Virginia) e con la Macchu Pisco (Perù) e questi imbottigliamenti erano già presenti negli altri ristoranti del gruppo.

Ah, dimenticavo. Per ogni singolo spirito viene dichiarato il nome della fattoria da cui provengono i cereali e l’origine delle botaniche. Oltre a consigliare quali drink, offerti nel cocktail bar, valorizzano al meglio il distillato.

Assaggio il pisco (davvero ben fatto, ma vista l’origine non vi erano dubbi), l’american e il rye. Si sente che sono prodotti giovani, ma sono ben fatti e con lo stile del “craft” sapiente, tanti profumi e poco “muscolo” da botte invadente. Oggi avrò l’occasione di conoscere il “dietro le quinte” di questa distilleria, se servirà aggiungerò qualche commento.






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