Tullibardine

Da oltre 6 secoli si produce alcol a Blackford. Nel 1488 il re James IV (quello che nel 1495 chiese al frate John Cor di produrre acquavite da 8 balle di malto), tornando dall‘incoronazione a Scone Palace, si fermò sul sito per acquistare della Birra. L’attuale distilleria nacque in realtà quattro secoli e mezzo più tardi, ma tanto è bastato a Tullibardine per rivendicare remote radici.
Si provò anche a distillare ma senza grande successo. Nel 1798 William & Henry Bannerman aprì la prima distilleria Tullibardine ma gettò la spugna dopo solo un anno. Nel 1814 ci riprovò Andrew Bannerman, durò sino al 1837 ma poi anche lui dovette desistere.
Ad inizio 1900 a Blackford c’erano una malteria e 3 birrifici, che pian piano dovettero chiudere finché nel 1927 la produzione di alcol cessò completamente. A ripristinare le cose ci pensò William Delme-Evans nel 1949; il famoso progettista di distillerie acquistò quello che restava degli edifici della Gleneagles Brewery e costruì una nuova distilleria, la prima ad essere inaugurata in tutta la Scozia dall’inizio del XX secolo.
Nel 1953 la distilleria fu acquistata dal blender Brodie Hepburn che ne incrementò la capacità e la portò, passando attraverso Invergordon, al nuovo proprietario Whyte & Mackay che, interessato solo ai suoi magazzini, la chiuse subito dopo.
Tullibardine rimase silent dal 1994 al 2003 quando un gruppo di investitori privati rilevò la distilleria e la riattivò. Quando controllarono i magazzini si accorsero che gran parte delle botti contenute erano esauste e furono costretti ad un intensivo e costoso lavoro di recasking e di finishing per dare un futuro alla distilleria.
Nel 2011 il consorzio decise di cedere la distilleria al gruppo francese di vini e spirit Picard.
STORIA
William Delme-Evans acquista la Gleneagles brewery per aprirci una distilleria
La distilleria viene venduta ai blender di Brodie Hepburn
Brodie Hepburn viene rilevata dalla Invergordon Distillers
Il numero di alambicchi passa da 2 a 4
Whyte & Mackay acquista la Invergordon
La distilleria viene chiusa
Un consorzio di investitori acquista la distilleria per 1,1 milioni di sterline e la riporta in attività
La distilleria viene venduta al gruppo francese Picard Vins & Spiritueux