Highland Park

La distilleria, che è stata la più settentrionale di Scozia, è anche tra le più antiche e tradizionali
Miele, arancio candito, pepe nero, leggero fumo, caramello, strudel
Highland Park rappresenta uno dei single malt più amati dagli appassionati.
Lontano, nelle isole Orcadi dove la calda acqua dell’oceano Atlantico si scontra con quella gelida del mare del Nord, c’è il luogo in cui avviene una delle magie più affascinanti dello Scotch whisky.
La posizione è importante non solo dal punto di vista climatico ma anche da quello storico, con i numerosi siti di standing stones e la famosa Italian Chapel, costruita dai prigionieri di guerra italiani. Proprio il fascino turistico porta sull’isola migliaia di visitatori e la distilleria, fin dal 1986, ha un bellissimo visitor center. Shop oggi preso d’assalto anche dal numero crescente di navi da crociera che fanno sosta a Kirkwall.
HP, come viene spesso identificata, fu fondata nel 1798 da David Robertson.
Prima del cambio di packaging, la distilleria riportava il primato in etichetta della distilleria più a nord di Scozia; la cosa è tuttora valida ma i piani, mai rispettati, dell’apertura di una distilleria nelle Shetland aveva spinto Edrington a modificare la comunicazione.
La distilleria è arroccata su un’altura alla periferia meridionale di Kirkwall e sorveglia la città con le sue 23 maestose warehouse di pietra. Per oltre 220 anni ha resistito ai lunghi inverni e alle tempeste furiose con venti a 150 km/h.
Highland Park è una delle ultime distillerie di Scozia ancora dotata di pavimento di maltaggio, che è in grado di sopperire al 15% del proprio fabbisogno di materia prima.
Le due pagode sormontato i due kiln, utilizzati per essiccare l’orzo maltato su fumo di carbone coke e torba locale, tagliata a mano nella Hobbister Moor. Il forno più giovane ha poco più di 100 anni di vita ed è ancora perfettamente operativo.
Proprio per la popolarità del brand, il range dei prodotti è molto ampio e la linea dei duty free particolarmente dinamica. Per il posizionamento delle isole, colonizzate dalle popolazioni scandinave, ultimi anni la comunicazione si è concentrata molto su simbologie e guerrieri vichinghi.
L’upgrade del 2024
Quest’anno Highland Park sta vivendo un fermo molto prolungato: le porte della distilleria sono state chiuse all’inizio aprile e riapriranno solo a fine dicembre. La ragione è un importante aggiornamento ecologico, volto a ridurre le emissioni di carbonio della distilleria del 20%. Risultato? Produzione ferma e visitor centre chiuso sino a fine anno.
Verrà installato un nuovo sistema di recupero del calore, che catturerà l’energia residua della distillazione per riutilizzarla in tutte le altre operazioni, compreso il processo di essiccazione dell’orzo maltato. In questo modo si eliminerà la necessità di bruciare il carbone coke. Solo questa parte del progetto consentirà di risparmiare più di 1.000 tonnellate di CO2 ogni anno, l’equivalente di più di 24.000 voli tra Inverness e Kirkwall.
Tra gli altri lavori in programma vi è il potenziamento del processo di ammostamento e di fermentazione, per contribuire a rendere più efficiente l’uso dell’acqua e dell’energia grazie all’installazione di un nuovo mashtun e di 12 nuovi washback.
STORIA
La distilleria viene fondata probabilmente dal Magnus Eunson ed è operativa in modo clandestino già a fine XVIII secolo
La distilleria è una delle prima ad ottenere la licenza, Robert Borwick costruisce quella che è la attuale distilleria
Subentra George, il figlio di Robert
James, il fratello di George, prende le redini ma tenta subito di vendere la distilleria
Dopo una ventina di anni di continui cambi di proprietario, James Grant di Glenlivet acquista la distilleria Highland Park
La distilleria passa a 4 alambicchi
Highland Distillers acquista Highland Park
Viene aperto il visitor centre
Edrington e William Grant & Sons acquistano la Highland Distillers con un consorzio al 50%
La distilleria chiude ad aprile per 9 mesi per lavori atti a potenziare il risparmio energetico









