Distilleria storica George Washington’s Gristmil

Distilleria storica George Washington’s Gristmil

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Whisky Club Italia negli USA – Day 30

Mi avevano detto che la visita alla distilleria storica George Washington’s Gristmill mi avrebbe sorpreso ma la realtà è andata ben oltre.

La storia è conosciuta, G.Washington – generale dell’esercito e primo Presidente degli Stati Uniti – aveva animo da agricoltore ed era un abile uomo d’affari. Finita la sua ricca carriera politica si ritirò nella sua residenza Mount Vernon, a poche miglia dall’attuale città di Washington D.C., dove decise di convertire quello che era il mulino di famiglia in una ben più redditizia distilleria. Distilleria che produsse il suo primo whiskey nel Febbraio 1797 e che subito divenne la più grande distilleria degli Stati Uniti. Nel 1799, anno della morte del generale, la distilleria produsse ben 11.000 galloni di whiskey.

Oggi la distilleria è stata sapientemente ricostruita da un team di persone, di storici e di appassionati distillatori capitanato da Steve Bashore. L’obbiettivo era molto semplice: riportare in vita questo luogo andando a produrre dei distillati con le stesse metodologie che venivano utilizzate oltre due secoli fa. I lavori di ripristino sono iniziati nel 1997 e la distilleria ha iniziato a funzionare nel 2007.

Non c’era elettricità allora e non viene utilizzata elettricità ora. La struttura si divide in due parti, il mulino e la still-house. Il mulino è la parte più magica, una ruota ad acqua con un complesso meccanismo tutto in legno alimenta una macina di pietra che prepars gli ingredienti del mashbill, ricostruiti grazie al meticoloso registro degli acquisti sempre supervisionato da George Washington in persona: 60% segale, 35% mais e 5% orzo maltato. Era quindi un Rye whiskey.

La still house, completamente alimentata a legna, include dei tini aperti –
in cui viene effettuato ammostamento e fermentazione – e 5 alambicchi ovviamente potstill accuratamente ricostruiti sulla base di disegni dell’epoca. Il procedimento è completamente manuale, la distillazione doppia e lo spirito che ne esce viene trasferito in botti da 30 e 53 galloni, dove riposa per circa 2 anni.

Abbiamo assaggiato il Rye bianco, una viscosità mai riscontrata in altri whiskey assaggiati nell’ultimo mese (ma non poteva essere altrimenti), l’attuale Straight Rye Whisky e – custodito in una delle loro ultimissime bottiglie – il loro primo imbottigliamento di Rye del 2009, un prodotto sicuramente più “sporco” e probabilmente più coerente con quello che veniva prodotto due secoli fa.

Poi ci siamo spostati nel piccolo magazzino delle “riserve” dove, caro Thomas, assaggiamo il loro primo esperimento di apple brandy. Riposa in botte (ex bourbon) dal Luglio 2015, ha preso pochissimo colore (un paglierino davvero appena dichiarato) e meraviglia è una esplosione di aromi primari per nulla intaccati dal fuoco e dal legno. Verrà probabilmente imbottigliato, per la prima volta, a settembre.

Una esperienza che ti rimane nel cuore, la ricerca storica che sta alle spalle sarebbe stata già più che sufficiente per decretare il successo di questo progetto, il vederlo poi funzionare e richiamare l’attenzione di tanti visitatori (la distilleria si trova a poche miglia dalla residenza di Mount Vernon – anche essa abilmente restaurata – che attira centinaia di migliaia di turisti ogni anno) è semplicemente fantastico.

Date un occhio ai video allegati (y).




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