Distilleria Jack Daniel’s, Tennessee

Distilleria Jack Daniel’s, Tennessee

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Whisky Club Italia negli USA – Day 26

La visita a Jack Daniel’s Tennessee Whiskey – dry, senza bevuta, così che nessuno si possa lamentare 😉 😉 😉 – è servita per dare una identità al Tennessee Whiskey e al Lincoln County Process.

La definizione sui manuali è molto semplice: il Tennessee whiskey è un Bourbon a cui necessariamente deve seguire la fase di mellowing con filtro di carbone (Lincoln County Process). Ecco, detto così non dice tutto.

L’uso della parola Tennessee era inizialmente regolamentato dalle leggi federali americane che consentivano e consentono l’aggiunta della parola “American” o del riferimento allo “Stato” in cui è stato prodotto. Un American Whiskey è un whiskey prodotto anche fuori dalle regole del bourbon su suolo americano. Un Michigan Bourbon è un bourbon prodotto nello stato del Michigan. Quindi questa definizione non poteva imporre alcuno standard “produttivo” o “qualitativo”, era solo una denominazione d’origine.

Ma Tennessee Whiskey per tutto il mondo voleva dire Jack Daniel’s, e JD usa il mellowing, e JD era ed è molto forte, e desiderava dare una identità al proprio prodotto. Il 13 Maggio 2013 – quindi solo recentemente – il governatore dello Stato del Tennessee è riuscito a far approvare una legge statale che imponeva le regole del bourbon e l’uso del Lincoln County Process per poter utilizzare il nome Tennessee Whiskey in etichetta. Questo ha messo fuori gioco tutte le distillerie artigianali dello Stato, distillerie desiderose di produrre tutto tranne che un whiskey simile al JD, distillerie che non potranno più usare il nome Tennessee in etichetta. La reazione alla forzatura legislativa è ancora in corso ma – stiamo sicuri – non porterà a nulla.

Ma cosa è il procedimento di mellowing (addolcimento), chiamato Lincoln County Process? Non è altro che un procedimento di filtraggio attraverso carbone a cui viene sottoposto lo spirito appena uscito dagli alambicchi. Il carbone non fa altro che rimuovere le componenti più pesanti dal distillato e consegna alle botti uno spirito più delicato che si presta meglio alla maturazione.

La distilleria Jack Daniel’s in questo è unica. Si produce il carbone “in casa” utilizzando 100% legno di acero da zucchero (quello dello sciroppo). Alle spalle della distilleria vengono accatastate pile di legno a cui viene dato fuoco, fuoco che viene spento con l’acqua quando tutto il legno si è trasformato in carbone. Questo carbone viene poi “macinato” per dare vita ad una massa di chips, di piccole scaglie (come la nostra carbonella del BBQ) che vengono depositate in tini alti 5-6 metri e dal diametro di poco superiore al metro.

Sopra questi tini viene fatto gocciolare (davvero molto lentamente, poche gocce al secondo) lo spirito, che viene poi raccolto alla base, pronto per essere mandato al riempimento delle botti. Il carbone in questi grandi filtri viene cambiato ogni sei mesi, il numero esatto di Charcoal Mellowing Vat non me lo ricordo ma sono circa una sessantina. Fortunatamente stavano producendo carbone durante la nostra visita, quindi abbiamo potuto documentare questa fase. La foto del filtro proviene direttamente dal sito di JD perché lì non era possibile fare foto (quale tecnologia si poteva rubare?).

Curiosità? Nel momento in cui è stata promulgata la legge esisteva nello stato una distilleria che già produceva Tennessee Whiskey senza far uso del Lincoln County Process e che non si poteva improvvisamente dichiarare “fuori legge”. Nella legge viene specificamente citata la Benjamin Prichard Distillery come esentata all’uso obbligatorio del Lincoln County Process. Simpatico.

Curiosità nella curiosità? La Benjamin Prichard Distillery è l’unica distilleria attiva nella contea di Lincoln (la JD si trova attualmente nella contea di Moore, vi devo sempre parlare delle contee dry), quindi il risultato della legge è che tu devi obbligatoriamente fare il Lincoln County Process a meno che tu sia residente nella Contea di Lincoln… Ancora più simpatico.

Legge fatta su misura per dare maggiore valore al Tennessee Whiskey, poi che sia la JD a difendere la qualità di questo “bourbon” può sinceramente far sorridere.





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