Dallas Dhu riapre!

Dallas Dhu riapre!

L’ufficializzazione era attesa da almeno un anno. Aceo Distillers Company Limited (ACEO), l’importante broker di botti di whisky con sede nel cuore dello Speyside, riporterà in attività la storica distilleria Dallas Dhu, attualmente un museo gestito dalla Historic Environment Scotland (HES), ente che manterrà la proprietà del sito per conto dei governo scozzese.

 

Dallas Dhu sarà trasformata in un’attrazione unica nel suo genere. Offrirà ai visitatori l’opportunità di conoscere i metodi artigianali di produzione dello Scotch Whisky, e anche la ricca storia del whisky dello Speyside.

 

 

Gli interventi di ACEO saranno introdotti gradualmente, sia sul lato operativo, che dell’esperienza per i visitatori. Il nuovo centro visitatori offrirà tour incentrati sulla storia del whisky scozzese e della produzione nello Speyside. Gli investimenti tecnici daranno priorità ai miglioramenti sul fronte della sostenibilità produttiva.

Quanto delle attrezzature originali potrà restare in funzione? Immaginiamo non molto, nonostante le dichiarazioni di ACEO, visto che la distilleria è ferma da oltre 40 anni ed alla sua chiusura non era sicuramente un impianto all’avanguardia.

 

 

La storia di Dallas Dhu

La distilleria Dallas Dhu nacque da un’idea dell’imprenditore Alexander Edward. Nel 1898, egli costruì due nuove distillerie – Benromach e Dallasmore – per rispondere alla domanda di whisky di malto da miscelare. La location prescelte fu il territorio di Forres, quasi un’ora di auto a Est di Inverness.

Prima che Dallasmore entrasse in produzione nel 1899, Edward vendette la distilleria all’azienda di blending Wright & Greig Ltd di Glasgow. Quest’ultima voleva la distilleria per assicurarsi una fornitura di malto per la sua popolare miscela, Roderick Dhu. Dallasmore fu ribattezzata Dallas Dhu per sottolineare il legame.

La distilleria Dallas Dhu riempì il suo primo barile il 3 giugno 1899 – in pieno Pattison Crash – e l’ultimo il 16 marzo 1983. Nel mezzo, ha avuto un’esistenza travagliata.

La distilleria chiuse durante la Prima Guerra Mondiale, fu poi venduta a J.P. O’Brien & Co. Ltd. Quando la società di Glasgow fallì nel 1921, Dallas Dhu fu acquistata dalla Benmore Distillery, che poi confluirà nella Distiller’s Company Limited, l’anima scotch della attuale Diageo.

I nuovi proprietari investirono molto nel sito, ma la Grande Depressione costrinse la distilleria alla chiusura nei primi anni Trenta. Nell’aprile del 1939, poco dopo la riapertura, la distilleria fu gravemente danneggiata da un incendio.

 

 

A causa della location remota, Dallas Dhu operò senza elettricità fino agli anni ’50, rimanendo alimentata dall’energia generata da una ruota ad acqua.

La produzione riprese nel 1947, ma terminò definitivamente nel 1983. Le ragioni addotte da DCL furono quelle ben conosciute del Whisky Loch:

  • eccesso di scorte
  • calo della domanda
  • oltre ad un approvvigionamento idrico inaffidabile (nel 1976 la distilleria è letteralmente rimasta senza acqua)

Nel 1986 il sito di Dallas Dhu venne venduto a Historic Scotland, l’ente pubblico scozzese che tutela il patrimonio storico e culturale, che da allora la gestisce come museo della storia della distillazione.

Le attrezzature per la distillazione sono rimaste esattamente com’erano quando le porte si sono chiuse negli anni ’80.

Altre informazioni su whiskyclub.it/distilleria/dallas-dhu.

 

 

Dallas Dhu oggi

La distilleria è architettonicamente completa e contiene tutti gli edifici e le strutture necessarie per il processo di produzione del whisky: il maltaggio, la still house, i magazzini doganali di invecchiamento e gli alloggi per i lavoratori. La parte produttiva di maltaggio e distillazione è costruita su una pianta a “E”, che consente al processo di procedere logicamente da un’estremità all’altra (da sud a nord).

Gli edifici sono per lo più strutture semplici, costruite in pietra e imbiancate, con rifiniture in pietra e tetti in ardesia. Solo l’alta ciminiera in mattoni rossi (a pianta quadrata) e il forno (con la pagoda ricoperta di ardesia) si distinguono dal punto di vista architettonico. Ciò che più conta sono gli impianti e i macchinari all’interno degli edifici.

L’ala sud comprende il granaio a due piani. Al piano superiore si trovavano il magazzino dell’orzo e le vasche di infusione, due grandi serbatoi dove l’orzo veniva messo a bagno (macerato) per un giorno o due. L’orzo umido veniva poi portato al piano inferiore di maltaggio (che si estendeva per tutta la lunghezza dell’edificio), dove veniva steso e lasciato germogliare. Veniva girato periodicamente. Il grano veniva poi trasportato tramite elevatori a tazze al forno per l’essicazione. Il piano terra dell’edificio di maltaggio è ora diviso in due e ospita l’accoglienza dei visitatori.

 

 

Il forno per il maltaggio (kiln), situato all’estremità meridionale dell’ala est, è riconoscibile all’esterno per il suo bel camino a forma di pagoda. Il calore del forno, al piano terra, asciugava il malto umido depositato sul pavimento forato sovrastante. Adiacente alla sala del forno si trova la sala di controllo, che originariamente aveva un motore a vapore, che è stato convertito all’energia elettrica negli anni cinquanta. Sopra di essa si trova la sala del mulino, dove il malto essiccato proveniente dal forno veniva macinato tra rulli d’acciaio per formare il “grist”, che veniva poi trasferito alla sala di ammostamento.

La sala di ammostamento, al centro dell’ala est, è dominata dal mash tun, la grande vasca di cottura con il fondo forato, che permetteva di estrarre il liquido zuccherino prodotto (il mosto, wort). Il mosto caldo veniva poi raffreddato nell’adiacente camera frigorifera prima di essere trasferito nella sala di fermentazione.

La tun room, nel edificio al centro della pianta a “E”, è dotata di sei grandi washback in legno. Le lame rotanti nella parte superiore dei tini rimuovevano la schiuma prodotta durante il processo di fermentazione. Dopo alcuni giorni la birra veniva convogliata nell’alambicco.

La sala degli alambicchi, all’estremità nord dell’ala est, era il luogo in cui avveniva la distillazione. È dominata da due grandi alambicchi di rame: il wash still e lo spirit still. Gli alambicchi sono collegati agli worm tubs e alla ciminiera nel cortile. L’attuale still house è stata ricostruita dopo l’incendio del 1939. All’estremità nord si trova la sala di ricevimento, che ospita il ricevitore dello spirito e la spirit safe.

 

 

La fascia nord degli edifici ospita il magazzino di riempimento delle botti, dove avveniva la prima fase della maturazione. Il piccolo ufficio dell’excise man si trovava nell’angolo Sud-Ovest del magazzino. A ovest del magazzino si trovavano gli uffici della società.

 

 

A ovest degli edifici di maltaggio e di distillazione, e fisicamente separata da essa, si trova una serie di cinque magazzini doganali, dove lo spirito veniva lasciato maturare nei barili. I quattro più vicini alla fabbrica sono a un piano, mentre quello più a ovest è a due piani.

A ovest dei magazzini di stoccaggio si trovano due unità abitative costruite per la forza lavoro. Ognuno di essi è alto due piani. A Nord-Ovest dell’intero complesso si trovano le case costruite per il distillery manager e per l’addetto alle accise.

Le fotografie qui riprese sono state effettuate da Claudio Riva durante la sua prima visita nel 2006, da allora nulla è cambiato!

 

Il comunicato stampa

Di seguito il comunicato diffuso da ACEO nella giornata del 1 luglio 2024.

Stephen Duncan, direttore del marketing e del coinvolgimento di HES, ha commentato:

“Dallas Dhu offre un’opportunità unica di mostrare le tecniche di distillazione tradizionali come attrazione storica vivente. Questa riapertura segna un nuovo capitolo per la distilleria e siamo certi che attirerà i visitatori, portando anche benefici alla comunità e all’economia locale”.

Edward Odim, amministratore delegato di ACEO, ha dichiarato: “Il team di Aceo è entusiasta di riaprire la storica distilleria Dallas Dhu. La nostra visione è quella di rendere Dallas Dhu una delle principali distillerie di whisky da visitare in Scozia, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e ravvicinata della produzione di whisky. L’obiettivo è quello di ridare vita alla distilleria rimettendo in funzione le attrezzature originali e la tradizionale distillazione del whisky. Questo spirito rinato e a lungo perduto, sarà maturato nei magazzini vittoriani ben conservati di Dallas Dhu.”

“Nel lungo termine, il progetto prevede un centro visitatori all’avanguardia con spazi espositivi e museali e un caffè/ristorante per i visitatori e la comunità locale. Ci sarà una bottaia che mostrerà l’arte del bottaio, un impianto di maltaggio funzionante e un’esperienza interattiva di realtà virtuale, che approfondirà la scienza alla base del famoso spirito scozzese. Ma, oltre a mostrare come si produce il whisky, intendiamo raccontare la storia sociale ed economica – passata e presente – della produzione di whisky nello Speyside, la più grande regione produttrice di whisky della Scozia.”

“È quindi giunto il momento di rimboccarsi le maniche e di dare il via alla rinascita di questo gioiello delle distillerie di whisky scozzesi”.

 

 

Il Vice Primo Ministro, Kate Forbes, ha dichiarato:

“Questa collaborazione tra Historic Environment Scotland e Aceo segna l’inizio di un nuovo capitolo per il celebre sito della distilleria Dallas Dhu.”

“La reintroduzione della produzione di whisky e l’ampliamento dell’esperienza dei visitatori daranno nuova vita a una distilleria storicamente significativa, dimostrando come i beni del patrimonio scozzese possano essere preservati e rivitalizzati allo stesso tempo, in modo che siti come Dallas Dhu continuino a evolversi e a prosperare”.

“È una notizia fantastica per la comunità locale di Forres e non vedo l’ora di vedere l’impatto positivo di questa collaborazione”.

 

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