Compass Box Nectarosity #WeeklyDram

Compass Box Nectarosity #WeeklyDram

Weekly Dram 25.26

Ho già parlato su queste pagine di Compass Box e del suo geniale quanto riservato fondatore John Glaser, che ha saputo dare al blended scotch whisky una nuova dignità in questi ultimi anni in cui gli appassionati sembrano essere accecati solo dai single malt.

L’abbandono di Glaser della sua creatura l’anno scorso è stata inattesa, ma forse neanche troppo visto il cambio ai vertici dell’azienda un paio di anni prima, con l’acquisizione di quote di maggioranza da parte di una finanziaria che, all’epoca, si diceva non avrebbe cambiato nulla.

Saranno coincidenze (io non credo ©), ma prima la fuoriuscita di Glaser, e lo scorso febbraio il cambio di CEO passando da Maurice Doyle, che proveniente da Bacardi aveva preso il suo posto, a Nishat Gupte, dando un’impronta sempre più capitalistica e (forse) meno pasionaria al marchio.

 

Nishat Gupte, Compass Box

 

Appena dopo l’uscita di Glaser, Compass Box aveva rivisto il proprio core range, dicendo addio a imbottigliamenti storici come The Spice Tree, The Story of The Spanyard ed Hedonism (quest’ultimo rientrato pochi mesi fa), rilanciando con tre nuove etichette: Orchard House, Crimson Casks e Nectarosity.

Si dice che i tre nuovi blended siano stati progettati dallo stesso Glaser come lascito all’azienda, e di certo portano avanti la politica di totale trasparenza nella composizione che tanti grattacapi aveva creato con la SWA.

Oggi vi parlo del pasticcino di questo nuovo trio, quel Nectarosity che fin dall’etichetta vuole evocare connotazioni dolciarie da far tremare i polsi ai diabetici.

Se volete divertirvi, qui trovate la composizione dettagliata di questo imbottigliamento, che scoprirete essere alquanto complessa. In particolare, l’uso di botti nuove per la prima maturazione della parte grain, poi utilizzate per maturare alcuni dei single malt usati nel mix, in cui è Clynelish a fare la parte da leone.

 


COMPASS BOX NECTAROSITY
Blended Scotch Whisky
46% abv, botti ex bourbon first fill, ex sherry e Palo Cortado, nuove e personalizzate

Prezzo intorno ai 100 euro

 

Le dolcezze sono in primo piano al naso, tra frutta (pesca, ananas sciroppato, mela, albicocca, arancia), zucchero filato, marzapane, pasta frolla e miele millefiori. Un’idea di baklava. Secondo strato di crema pasticcera, zenzero candito e un velo di cannella. Fin qui poteva essere un blended malt, ma poi arriva un fondo di acetone a ricordare la sua vera natura, che assieme a una lieve nota vinosa smorza il rischio di stucchevolezza.

La frutta cala di tono al palato, quella bianca e matura cede il passo a note rosse e acidule, più in generale la dolcezza si fa asprigna e cresce l’influsso della parte grain del blended. Ribes, lamponi e uva spina fanno la loro comparsa assieme a liquirizia dolce, con maggiore presenza di agrumi nel limone e nell’arancia rossa, mentre le spezie (zenzero, cannella, noce moscata) alzano i toni, portando avanti un animo amarotico e pungente dalle venature vegetali (foglie di tè, finocchio). Tutta la parte dolciaria è ridotta al lumicino, scampoli di pasta frolla, pasta di zucchero e mandorla solo in lunghezza, mentre pare azzerata la componente di miele e vaniglia.

Finale di media lunghezza con note amarotiche e vegetali, spezie, agrumi, frutti rossi, mandorle.

 

Conclusioni: Se si dovesse guardare alla coerenza tra nome e contenuto, sarebbe del tutto disattesa in bevuta, in pieno contrasto a un olfatto che prometterebbe ben altro. Un blended discreto, ma nulla più.

 

Link a tutti gli assaggi di Compass Box: https://whiskyart.blog/it/category/scozia/blended-scozzesi/compass-box-imbottigliatore/

 

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