Weekly Dram 24.41
Whiskymaker: un titolo che può suonare un po’ altisonante e persino ovvio se riferito a chi si occupa della creazione del distillato di cereali, eppure non così comune nel settore: ricordo gli imbottigliamenti omonimi realizzati da The Lakes sotto le cure di Dhavall Gandhi.
C’è chi si vanta però di averlo usato per primo, nel 2000, per indicare la propria attività che faceva fatica a incastonare tra l’essere un blender e un produttore di whisky: John Glaser con la sua Compass Box.
L’approccio fuori dagli schemi di Glaser per i blended della sua etichetta sono noti, così come gli attriti con la Scotch Malt Whisky Association sull’uso di certe botti e sulla trasparenza produttiva, ed è stato proprio questo suo eclettismo ad avere decretato il successo dei propri blended posti in fasce di mercato diverse, dalla bevuta quotidiana a quella premium.
Blended Malt (realizzati quindi solo con single malt), Blended Scotch (con una componente di single grain) persino Blended Grain, ovvero una miscela di soli single grain, scelta quasi unica nel panorama del whisky scozzese e che caratterizzò fin dagli esordi Compass Box.
Oggi John Glaser ha lasciato la propria creatura, con il passaggio del testimone a James Saxon appena pochi mesi fa, e voglio ricordare l’eclettismo di questo Whiskymaker proprio con la sua prima opera, dal nome che è una vera e propria dichiarazione d’intenti.
COMPASS BOX HEDONISM
Blended Grain Scotch Whisky
43% abv, botti ex bourbon first fill e recharred
Prezzo intorno ai 70 euro
Al naso si apre con una vena acidula che ricorda il kefir, cui seguono sentori di cocco, anacardi, noce moscata, vaniglia, pasta di zucchero, lime, trucioli di matita. Cremoso e frescolino.
Al palato esordisce con un pizzico di pepe e noce moscata su una buona consistenza di crema alla vaniglia, biscotti ai cereali, radice di liquirizia, anice, mandorle, bergamotto, pasta di zucchero. In lunghezza l’alcol pizzica leggermente e i sapori si fanno più morbidi, da biscotto vanigliato.
Finale mediamente lungo di frutta secca, vaniglia, cocco, bergamotto.
Non vado matto per i grain, e questo inevitabilmente influisce sull’approccio al whisky: quello che scrivo è sempre frutto delle mie personalissime sensazioni, e come tale va preso. Detto ciò, mi sono trovato con un buon blended, equilibrato, piacevole, ma che non mi ha fatto girare la testa. Un prodotto che, probabilmente, soddisferà in pieno gli amanti del genere.
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