Il desiderio di assaggiare tutti gli stili, oppure il loro valore collezionistico, portano spesso l’appassionato a portarsi a casa ogni anno decine di bottiglie di whisky.
Diversamente dal vino, la bottiglia della propria distilleria del cuore, quando aperta non viene consumata nell’arco di poche ore, ma rimane obiettivamente sulla credenza del salotto per mesi, se non anni.
Diventa quindi indispensabile chiedersi come è corretto conservare le tante altre bottiglie chiuse che abbiamo acquistato e che magari pensiamo di aprire in occasione di un importante ricorrenza, come il diciottesimo compleanno di un figlio.
Riportiamo qui di seguito i nostri suggerimenti.
Dove conservare la bottiglia di Whisky
Il desiderio di tutti noi è quello di esporre la propria “collezione” in un luogo che sia visibile da tutti gli ospiti, come fosse il trofeo di una lunga battuta di caccia. Questo è normalmente il luogo meno indicato. Per preservare la qualità del liquido, e per non rovinare l’etichetta, serve un locale fresco e buio.
La luce diretta del sole, così come quella dei faretti alogeni, porta all’ingiallimento dell’etichetta, al riscaldamento del liquido (e quindi ad una evaporazione più accentuata attraverso il tappo), e ad una sua scomposizione chimica (quella armonia che il tempo ha lentamente assemblato durante la lenta maturazione nelle warehouse, va a perdersi progressivamente).
Quindi, quella vetrinetta tanto bella, che ogni giorno al tramonto prende due ore di luce, non va proprio bene.
La temperatura ideale di conservazione è tra i 12 e i 18°C, con una umidità che non sia né troppo alta, né troppo bassa.
Una umidità elevata, sopra il 70%, porta alla creazione di muffa sulle etichette. Un luogo troppo secco, con una umidità sotto il 40%, porta a far seccare troppo il tappo che, riducendosi di diametro, disperde più whisky per evaporazione. L’umidità ideale è compresa tra il 50 e il 70%.
È altresì importante che temperatura e umidità siano il più costante possibile. L’alcol, a differenza dell’acqua, aumenta di volume col crescere della temperatura. Una ampia escursione tra la temperatura minima e la massima porta a stressare continuamente il tappo, che non potrà che perdere la sua capacità di tenuta.
Queste che abbiamo descritto sono le condizioni di una taverna non umida, più che quelle di una cantina.

Sempre in merito al luogo, i collezionisti che hanno perso una parte delle loro bottiglie purtroppo se lo ricordano molto bene. Ci sono due fattori esterni da tenere sempre in considerazione, più frequenti di quello che si possa immaginare: gli allagamenti e i terremoti.
Una bottiglia da collezione con l’etichetta rovinata perde tutto il suo valore. Accertatevi che in caso di esondazioni di torrenti o di piogge eccezionali, il locale non si riempia mai di acqua (in genere è sufficiente non usare i ripiani più bassi degli scaffali, e non lasciare eventuali scatole intere appoggiate sul pavimento). Sarebbe da evitare anche la presenza di tubazioni a vista, che potrebbero prima o poi perdere.
Per le zone con rischio sismico è bene che gli scaffali siano ben ancorati alle pareti e che, in assenza di ante chiudibili con serratura, venga posizionata una protezione orizzontale che limiti lo spostamento e la caduta delle bottiglie, come l’asta nella foto qui sopra.
Come conservare la bottiglia di Whisky
Diversamente rispetto al vino, la bottiglia di Whisky non deve essere conservata sdraiata. Il vino ha necessità di tenere il tappo bagnato, perché in questo modo si stimola l’ingresso dell’ossigeno, che contribuisce a migliorare la sua curva evolutiva.
Il contenuto di una bottiglia di whisky ha già goduto di molta microssigenazione durante il lungo invecchiamento in botte. Anche chi dichiara che in bottiglia il whisky continua a migliorare, non può non ammettere che questa evoluzione è molto lenta e che può dare benefici impercettibili solo dopo decenni.
La bottiglia di Whisky va conservata in verticale, così si evita che l’elevato grado alcolico tiri fuori le cose brutte contenute nel sughero (l’alcol è un potente solvente) e che la sua azione decomponga la struttura del tappo, facendolo letteralmente marcire (con la certa sua rottura nel momento dell’apertura della bottiglia).

Questa precauzione diventa oggi ancora più importante perché la qualità del sughero è in caduta libera da decenni, e perché per il whisky – visto che il suo utilizzo ha solo funzioni estetiche – si tende ad utilizzare un sughero economico.
Tutte osservazioni che ci portano a domandarci perché si continui ad utilizzare il tappo di sughero per i distillati, visto che non offre vantaggi ed espone il whisky a problemi certi.
Quali precauzioni per le bottiglie preziose
Se siamo già convinti di aprire una importante bottiglia di Whisky solo “quando capiterà l’occasione giusta” o se pensiamo in futuro di venderla, quel prezioso manufatto – pagato centinaia di Euro – merita qualche attenzione speciale.
Per proteggere l’etichetta della bottiglia è sufficiente fare due giri ben serrati di film trasparente, il domopak.
Il tappo crea invece, come abbiamo già capito, problemi superiori. L’evaporazione di liquido non porta solo ad azzerare il valore collezionistico della bottiglia, ma anche ad una progressiva riduzione del grado alcolico, visto che l’alcol evapora più facilmente dell’acqua. Il whisky perderà progressivamente struttura e complessità.
Il domopak non riesce a sigillare il tappo, possiamo però rivolgerci ad una soluzione un poco più costosa, ma di superiore affidabilità. Il parafilm è perfetto per questo scopo, è una pellicola elastica di cera usata anche per sigillare le provette nei laboratori. Non usatene un metro, basta un giro completo attorno alla capsula.

Un ultimo consiglio, sempre per le bottiglie con tappo di sughero, è quello di capovolgere la bottiglia una o due volte l’anno per tenere umida la sua chiusura. È un metodo che ha dei pro e dei contro, ma che – sul lungo periodo – offre indubbi benefici.
È sempre bene ricordarlo, per le bottiglie da collezione conservate sempre la loro scatola originale e tenete traccia dell’anno e del prezzo di acquisto.
In un prossimo approfondimento discuteremo invece di come conservare una bottiglia aperta.

