Chattanooga Whiskey Experimental distillery, Tennessee

Chattanooga Whiskey Experimental distillery, Tennessee

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Whisky Club Italia negli USA – Day 22

Seguendo il percorso del fiume Tennesse giungiamo alla città di Chattanooga, dove visito la Chattanooga Whiskey Experimental Distillery e conosco una realtà un po’ diversa rispetto alle precedenti distillerie, un tassello che mi mancava.

Cose che accadono nel Tennesse (vi devo parlare delle dry county): dopo una lunga battaglia contro l’impedimento ad aprire nuove distillerie nella Contea di Hamilton, questa coda del Proibizionismo è stata finalmente abrogata nel 2013. Nel marzo 2015 viene avviata la Chattanooga distillery, la prima distilleria legale in città dopo oltre 100 anni.

Nel frattempo, visto l’impedimento a lavorare, erano già stati rilasciati due whiskey prodotti in realtà dal gigante MGP dell’Indiana e venduti con etichetta Chattanooga Whiskey: due super-premiati imbottigliamenti, il bevibilissimo 1816 Reserve (90 proof, 75% mais, 21% segale e 4% orzo maltato) e il più robusto 1816 Cask (113,6 proof, più apprezzato dal mercato ma che ho trovato un poco chiuso e legnoso). La distilleria ha iniziato ad accumulare botti da 200 litri che oggi hanno 2 anni di vita e non sono ancora pronte per l’imbottigliamento.

Contemporaneamente è stato anche avviato il progetto di una Distilleria Sperimentale: un elegante distillery-pub con piccolo alambicco da 100 galloni che riesce a riempire una singola botte piccola per ogni lotto di produzione (lavora una sola volta alla settimana, quindi una botte alla settimana). Non small batch ma very very small batch 😉. Caso vuole che io sia capitato a Chattanooga giusto pochi giorni dopo il rilascio del loro primo imbottigliamento sperimentale, andato sold-out in pochissimi giorni. Il Batch 001, denominato Tennessee High Malt, è un 102 proof, parte da un mix di cereali (mais, malto di segale, malto caramello di segale e malto d’orzo honey) fermentato con lieviti per birra Ale, maturato per due anni in un piccolo barile tostato e carbonizzato a livello 4 (su 6) per poi essere finito per un paio di settimane in una barile da 200 litri precedentemente usato per il loro 1816 Reserve. Cosa dire, se i primi due erano gradevoli, da questo Sperimentale#001 emerge qualcosa di diverso, una sincerità più profonda che lascia ben sperare. Si percepisce la mano, complimenti davvero.

Si sono fermati qui? Assolutamente no. La distilleria più grande che si trova lungo il Riverfront di Chattanooga – il rilassante percorso pedonale turistico che corre lungo il fiume Tennesse – è in corso di espansione e come vedete dal rendering che allego diventerà certamente un importante polo d’attrazione.

Il tutto fatto partendo da zero, lottando per ottenere risultati e con un pizzico di fortuna. Le parole del fondatore Tim Piersant: “When we changed Tennessee laws to build our distillery, we didn’t want to just be the first in Chattanooga, we wanted build a better bourbon”.






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