Celtic Whisky, Bretagna

Celtic Whisky, Bretagna

L’assaggio di un dram del torbato Kornog ha risvegliato in me il desiderio di visitare la Bretagna, obiettivo che per svariati motivi ho mancato in ben tre occasioni.

Scogliere selvagge, borghi medievali, spiagge di sabbia e acque turchesi, foreste misteriose e siti archeologici: tutto questo mi aspetta in questo angolo di terra proteso verso l’oceano Atlantico, uno dei luoghi più suggestivi d’Europa.

La Bretagna rappresenta uno dei cuori pulsanti in Europa della cultura celtica, un territorio che ha saputo interpretare con canoni nordeuropei la produzione di whisky. Non a caso, la Bretagna ospita dal 2015 una delle due Identificazioni Geografiche francesi: lì, dopo i primi esperimenti fatti nel lontano 1958, Warenghem è infatti stata la prima distilleria ad avviare una produzione continuativa di whisky francese (1983, prima distillazione nel 1984).

 

 

La Celtic Whisky Distillerie

La Celtic Whisky Distillerie nasce con questa energia nel cuore. Si trova a Pleubian, nel punto piu a Nord della Bretagna, su un arco di terra slanciato verso le coste meridionali dell’Inghilterra.

Qui, nel 1997, la distilleria è stata fondata da Martine e Jean Donnay, coppia che gli appassionati di Islay conoscono molto bene, perché sempre presenti alle edizioni passate del Feis e perché ideatori di Gartbreck, distilleria posizionata in periferia di Bowmore e che purtroppo non ha mai potuto prendere vita.

Scrivo purtroppo, non solo perché una nuova distilleria su Islay non ha mai scontentato nessuno, ma perché è molto profonda e affascinante l’arte distillatoria che Jean aveva interpretato in Bretagna.

La distilleria Celtic Whiskey riunisce infatti un discreto numero di unicità che garantiscono la produzione di whisky nella più pura tradizione artigianale: pot still di rame con riscaldamento a fiamma diretta, distillazione lenta, fermentatori in legno. Inoltre, l’invecchiamento del whisky in riva al mare ha favorito l’equilibrio e la complessità dei suoi single malt già dopo pochi anni di affinamento.

Le difficoltà derivanti dal mancato avvio del progetto Gartbreck e uno scontro molto pesante contro le regole imposte dalla nascente GI Bretone, hanno portato alla riduzione delle attività della Celtic Whisky Distillerie, uno status che è cambiato nel 2020, quando Maison Villevert (con sede a Cognac) ha annunciato di averne acquisito la proprietà.

 

Jean-Sébastien Robicquet (Maison Villevert, a sinistra) e Jean Donnay (Celtic Whisky, a destra) presso la distilleria

 

La produzione di single malt presso la Celtic Whisky Distillerie

Un semplice tour fotografico della distilleria è pura gioia per gli occhi di qualsiasi appassionato di whisky.

L’utilizzo della malto della varietà antica di orzo Maris Otter scomparsa dal mondo del whisky alla fine degli anni ’80, i due piccoli potstill a forma di cipolla e alimentati a fiamma diretta, la presenza dei wormtub e la location a bordo mare, ci teletrasportano direttamente in una distilleria agricola scozzese di inizio 1800. Una favola arricchita dai magazzini, umidi e battuti costantemente dai venti disegnati dall’Oceano Atlantico.

 

 

 

La gamma dei single malt della Celtic Whisky Distillerie

Il primo Single Malt prodotto dalla Celtic Whiskey Distillerie si chiama Glann ar Mor, traduzione bretone di “Bord de Mer”. Kornog , il secondo Single Malt della distilleria, si distingue per il suo carattere fortemente torbato che ricorda i whisky scozzesi dell’isola di Islay. Le nuove bottiglie, che saranno sottoposte ad un restyling e che riporteranno (per la prima volta) l’indicazione di Whisky de Bretagne IG, saranno – ce lo auguriamo – presto disponibili anche in Italia.

Il Single Malt Glann ar Mor è distillato dall’orzo maltato non torbato della varietà Maris Otter. Viene poi invecchiato in botti di bourbon, sotto l’influsso del mare, in cantine umide e battute dai venti. L’assenza di filtrazione a freddo restituisce un whisky dal colore naturale “oro chiaro”, imbottigliato al 46% Vol.

Il naso è molto pulito, con chiare note di panificazione, accompagnate da agrume candito e un sentore di cereale speziato, una “quasi” segale dolce. Quello che sorprende subito all’assaggio è la sua texture, maledettamente oleosa. Ma c’è anche una naturalità diffusa, un dram che sorprende per la sua immediata, quasi elementare, struttura, eppure così complesso da svelare una nuova anima ad ogni assaggio. Spezie, sia noce moscata che zenzero candito. Pasta di mandorle, marzapane. La frutta gialla è più schiacciata sul finale, di media lunghezza.

 

 

Kornog significa “Il vento dell’Ovest” in bretone. Questo single malt è la versione torbata (a circa 40 ppm) del Glann ar Mor, sempre invecchiato in botti di Bourbon sotto l’influenza del mare in cantine umide battute dai venti e ridotto al 46% con acqua di sorgente della distilleria. È stato sicuramente il whisky più conosciuto e più apprezzato della distilleria, lo riassaggio dopo oltre 10 anni.

Nonostante l’intensa torba, mantiene una incredibile sensazione di pulizia e di ordine. Più secco, come deve essere, rispetto al Glann ar Mor, accende – su una base di frutta tropicale – intense note iodate e di frutti di mare. Il fumo, che è molto sulle note di cenere di falò, si combina con una leggera dolce liquirizia e di pesce affumicato, e sul finale diventa ancora più intenso – riempiendo completamente la bocca. Maledettamente bevibile.

 

 

Questi due single malt saranno in degustazione durante il WhiskyTasting di ottobre dedicato alla Bretagna.

 

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