Serenella lo sa molto bene. In 20 anni di attività con il whisky, credo che il nostro gruppo abbia provato ogni abbinamento possibile, in ogni situazione immaginabile. Non costringetemi a tirar fuori la mia foto in SpA, con l’accappatoio di due taglie troppo piccolo!
Un desiderio è rimasto però non esaudito. L’abbinamento whisky e caviale ha per me sempre rappresentato una sana sfida alla ricerca della sperimentazione e della gioia, edonistica e al palato. E anche una valorizzazione della italianità gastronomica, visto che siamo tra i principali produttori mondiali. Se ho potuto muovere i primi deludenti passi con la Vodka – a Mosca, pochi anni fa, in un’era in cui il mondo era assai più sereno – purtroppo quelle opportunità che abbiamo ricercato e che ci sono state offerte negli anni scorsi non hanno mai portato a concretizzare una esperienza che vedesse protagonista il nostro amato whisky.
Ma siamo pronti a superare anche questa barriera, tra 2 settimane i ragazzi di Pro Figino ci offriranno la possibilità di fare un paio di sperimentazioni. Alla regia gli amici Lorenzo Berlendis e Fabio Ballabio.
Un evento imperdibile offerto, tra l’altro, ad un prezzo incredibilmente competitivo.
Il caviale
Il caviale si ottiene attraverso la lavorazione e la salatura di uova delle diverse specie di storione, uno dei più grandi pesci d’acqua dolce e salmastra diffusi in Europa. Ha una consistenza cremosa ed è formato da piccoli grani morbidi, di gusto delicato.
Lo storione può arrivare a 100 anni di età, 6 metri di lunghezza e 400 kg di peso. È famoso per offrire carni pregiate e ovviamente il caviale. La qualità del caviale dipende dalla varietà dello storione e dalla lavorazione delle sue uova.
La tecnica malossol, nella produzione del caviale, ha una grande importanza. Malossol vuol dire in russo “poco salato”: era la tecnica usata esclusivamente per le uova di maggiore qualità, mentre il resto del caviale veniva salato pesantemente, anche per assicurarne una conservazione più lunga nel tempo. La maggiore quantità di sale determina una formazione maggiore di aromi forti e spesso invadenti, legati alla sfera marina iodata e del pesce.
L’utilizzo della tecnica malossol porta invece ad esaltare al massimo gli aromi intrinseci, caratteristici della tipologia del caviale: si riesce così ad esaltare le sue sfumature burrose e di frutta secca.
Agroittica Calvisius
Calvisano è un caratteristico paese sito nella pianura bresciana, una zona ricchissima di fontanili di acqua sorgiva. Il nome deriva dal latino Calvisius, un antico nobile romano e grande gourmet.
Le caratteristiche uniche delle acque purissime presenti nell’area sono alla base dell’eccellente ecosistema che garantisce l’autenticità e la freschezza del caviale italiano Calvisius, che è diventato una delle prelibatezze più raffinate della gastronomia mondiale.
Un territorio che ha dato vita a due linee di prodotto, Calvisius e Ars Italica Calvisius, e ad una ampia varietà di caviale interamente prodotto da allevamenti di storione dall’approccio sostenibile e artigianale.
In oltre 60 ettari di vasche dedicate all’acquacoltura vengono allevate le varietà di storione più pregiate, permettendo all’azienda di disporre di oltre il 15% della produzione mondiale del caviale d’allevamento.
Caviale e bollicine secche
Se la Vodka o il Polugar rendono l’esperienza completamente sovietica, nell’immaginario dei buongustai nulla sembra essere più attrattivo del pairing caviale e champagne. Facile, a questo punto, rendere l’esperienza 100% italiana, con caviale e spumante di nostra produzione.
La freschezza e la bollicina dello spumante tendono a “pulire” la bocca dalla sensazione di grassezza data dal caviale, sposandosi allo stesso tempo in maniera splendida con il gusto dolce e salato delle uova.
Per non farci mancare nulla, a Figino partiremo dall’Italia, con un originale metodo classico dosaggio zero della Valcamonica con il suo 50% di Barbera (!), per terminare in Francia con il blasonatissimo Champagne Brut ‘Grande Année’ Bollinger 2015.
Caviale e whisky?
Perché caviale e whisky? È proprio necessario? La risposta è scontata. Primo perché ci piace sperimentare, secondo perché sul dolce non si mette mai una bollicina secca!
Si, avete letto bene, ho scritto “dolce”. Alla proposta lussuriosa di un gelato fiordilatte, con olio EVO e caviale Tradition Prestige Calvisius, il mio pensiero è subito volato verso un dram che potesse replicare le sensazioni di freschezza consigliate per il pairing con il caviale. E il bisogno di assicurare all’esperienza un finale completamente italiano, mi ha portato a scegliere il Puni Gold, affinato esclusivamente in botti ex-Bourbon.
Io sono curioso, e voi? L’appuntamento è per venerdì 9 maggio, prenotazioni aperte.
Dolci acque & bollicine
Venerdì 9 maggio 2025, h.20:30
Presso la sala Archi di Villa Ferranti, Piazza Umberto I, Figino Serenza (Co)
Chef: Heikki Berlendis
Introduce la serata Lorenzo Berlendis
Contributi di Mario Pazzaglia, Claudio Riva
Informazioni www.whiskyclub.it/eventi.







