Caol Ila Open Day
Lunedì 25 maggio 2026
Il Lunedì dell’open day di Caol Ila è storicamente il giorno più tranquillo del Feis Ile.

La distilleria propone sempre un discreto intrattenimento e un interessante calendario di degustazioni ed eventi, ma la loro giornata – schiacciata così come è tra la baldoria della festa di Bruichladdich e l’inizio della settimana lavorativa – è sicuramente la meno affollata della settimana.

Caol Ila Feis Ile 2026, 11 anni, 56.1%, 70cl, £145
Questo Caol Ila 11 anni è stato invecchiato in botti di rovere americano precedentemente utilizzate per il tequila Don Julio
La combinazione Caol Ila e Tequila fa sicuramente venire i brividi anche ai più affezionati estimatori del malto di Islay. Una sensazione confermata già al primo sorso. Al naso troppo verde corrisponde un ingresso in bocca dolce, quasi stucchevole, che lascia intravedere la reale essenza del loro whisky torbato solo verso il finale, parecchio corto. Anche il prezzo ci è parso poco allineato con il valore che abbiamo percepito.
La domanda è sempre la stessa. Perché una distilleria – che è famosa per la sua consistenza e che è interpretata meravigliosamente da migliaia di onesti imbottigliamenti indipendenti, spesso proposti al costo di poche decine di € – deve infilarsi in queste strade senza senso? Sicuramente qualcuno, in qualche parte del mondo, apprezzerà questo stile di dram.

Portintruan Open Day
Lunedì 25 maggio 2026
I lavori sono proseguiti in modo spedito dopo la nostra visita di marzo. Oggi la distilleria ha esternamente ancora qualche piccola area occupata da attrezzature, ma la presenza sull’isola di Sukhinder Singh ha sicuramente registrato il passo più importante per la distilleria.

Una cinquantina di appassionati e professionisti sono stati invitati ieri alla prima presentazione ufficiale del progetto. Niente visita alla distilleria, rimango tra i pochissimi ad avere varcato la sua porta d’ingresso, ma una degustazione show, ospitata in quello che sarà il magazzino di affinamento, la struttura bianca in primo piano nella foto qui sopra.

Mr.Sukhinder avrebbe potuto riempire il pomeriggio di informazioni tecniche. Ha invece raccontato come potrà perseguire il suo obiettivo di produzione degli aromi – che oggi leghiamo al passato – solo grazie ad un ingrediente chiave, le persone. Ci ha presentato i componenti del suo Dream Team, accompagnando ogni figura ad un dram proveniente dalla sua collezione o dalla produzione di Elixir Distillers.

Ci ha descritto l’indispensabile utilizzo del maltaggio interno attraverso la degustazione di un pezzo di storia, il Laphroaig Straight from the Wood – Green Stripe (anno 2000, 10 anni, 57.3%), il primo imbottigliamento a gradazione piena della distilleria che – a suo dire – sa valorizzare al meglio gli aromi primari.
Le sfide finanziarie sono state abbinate al loro Port Askaig 100 Proof (57.1%). La moro idea di realizzare una propria distilleria per fare fronte alla sempre più preoccupante scarsità del whisky di malto è di tantissimi anni fa, e si è evoluta nel tempo.
Spesso viene chiesto a Sukhinder perché non si sia ritirato a vita privata dopo la vendita di The Whisky Exchange. La sua risposta è sempre stata “Perché volevo perseguire il mio sogno”, un sogno che si è trasformato in un incubo visto che “tutto quello che poteva andare storto, alla fine è andato storto”. Un percorso che ha subito rallentamenti, ma che – affrontato con la sua nota pacatezza- non ha mai visto cambi di rotta. Un percorso che rende ancora più speciale l’ormai prossimo inizio delle attività.

A Georgie Crawford è toccato il compito di trasformare tutte queste idee in un progetto reale. Ad ogni più assurda richiesta di Sukhinder la risposta “questo non si può fare” non era contemplata.
Una sfida che ha potuto e saputo accettare grazie alla sua precedente esperienza di Distillery Manager a Lagavulin. Nel bicchiere non poteva che esserci un Elements of Islay LG12 (14 anni, 55.4%).

La giovane Emma Fisher è stata chiamata ad affiancare Georgie come Assistant Production Manager. È lei che ha il controllo su ogni piccolo dettaglio tecnico dell’intricata infrastruttura di Portintruan, ed è lei ad essere stata presentata come il futuro della distilleria.

I tanti fogli di Excel compilati dalla coppia Georgie-Emma non potevano animarsi in qualcosa di fisico senza il contributo e l’esperienza di Fraser Hughes, precedente Distillery Manager di Glen Garioch, distilleria che ha interpretato al meglio lo sviluppo degli aromi legati alla fiamma diretta del Wash Still.

A lui è toccato è toccato il compito di presentarci un dram pazzesco, che ci ha riportato indietro negli anni di parecchi decenni. Il Glen Garioch 31 anni della serie Director’s Special (1991-2023, 57.3%). Un dram tanto complesso, elegante, e maledettamente fruibile che si è guadagnato un posto nella Top10 dei single malt migliori che mi sia capitato di assaggiare.

E poi c’è lei, una forza della Natura. Jackie Thomson si prenderà cura della accoglienza e trasformerà qualsiasi visita in una esperienza indimenticabile. A partire da questo evento di presentazione, che ha organizzato in modo impeccabile.
L’assaggio non poteva che essere quello di un Ardbeg 22 anni, una sbalorditiva selezione privata imbottigliata per celebrare il 50° anniversario di The Whisky Exchange (2000-2022, 53.4%).

Un incredibile primo passo per un progetto che nasce nella testa di Sukhinder Singh e del fratello Rajbir e che, nella siamo certi, saprà ridare anima ad un settore che è stato cannibalizzato da multinazionali, uffici marketing e imbottigliamenti nonsense.


