[ad_1]
Whisky Club Italia negli USA – Day 12
Allora, domanda rivolta a più distillatori artigianali canadesi, gente che produce rye e single malt, lo stile di whisky canadese praticamente non esiste.
Dividiamo il Canada in due, il macro e il micro. Il macro è super, basti pensare che sino a pochi anni fa il whisky canadese era il più venduto negli Stati Uniti e oggi, dopo che il whiskey americano ed il bourbon si sono ripresi il primo posto in classifica, il canadese vende ancora di più di tutti gli scotch – blended e single – messi insieme (come citato da Lew Bryson nel libro che abbiamo tradotto “Degustare il whisky”).
Praticamente la storia del whisky canadese è la storia di due grandi aziende che si sono continuamente contese il primato. La Hiram Walker and Sons (Canadian Club) e la Seagram Company (Crown Royal) sono aziende che hanno dominato sino agli anni ’80 il mercato mondiale del whisky. Le ricordiamo come proprietarie di molte distillerie scozzesi (solo a titolo di esempio Chivas era controllata da Seagram e Ardbeg dalla Hiram).
La situazione non è mai stata troppo limpida, la qualità del whisky canadese non è mai stata al top; il disciplinare ancora oggi dice un paio di cose interessanti – retaggio di questo periodo di controllo totale da parte delle grandi multinazionali. Il disciplinare parla indistintamente di Canadian Whisky, Canadian Rye Whisky o Rye Whisky come sinonimi, ottenuti da un qualsiasi mash di cereali e senza porre l’obbligatorietà di neanche l’1% di segale (quando si dice che il whisky canadese è sempre rye si commette un errore o semplicemente si leggono solo le etichette senza sapere che poi il rye non deve necessariamente essere presente). Poi cose scontate: fermentato, distillato e maturato in Canada; maturazione in piccole botti (700 litri massimo come per lo Scotch ma senza indicare il tipo di legno o di tostatura/carbonizzazione); maturazione minima di tre anni (come per lo Scotch); imbottigliato almeno a 40% ABV.
Infine compare un’ultima drammatica frasetta “may contain caramel and flavouring”, può essere aromatizzato (Fonte Food and Drug Regulations Canada). Ed in effetti lo è. Lew Bryson cita la famosa legge (non scritta) del 9,09%: “Nei blended Canadesi è consentita – sino a questa percentuale – l’aggiunta di… altra roba”. E questo viene fatto e viene definito nel disciplinare. “Flavouring means, in respect of a spirit, any other spirit or wine, domestic or imported, added as a flavouring to that spirit as authorized under the Excise Act”. Si chiede che l’aromatizzazione rispetti lo stile del whisky canadese, senza però definirlo.
In un contesto del genere il micro non può che applicare la stessa filosofia delle distilleria artigianali statunitensi. E così fa. Troveremo sì dei Rye ben fatti, ma così come li possiamo trovare negli USA, non è questa l’unica strada da percorrere. Solo aumentando la qualità del distillato, lavorando in modo naturale e in piccoli lotti si può ambire ad ottenere un whisky canadese “migliore”.
Oggi si torna negli States … ammesso di non venire blindati in dogana per le tante bottiglie in valigia 😱.




[ad_2]
Leggi su Facebook

