Bushmills distillery

Bushmills distillery

La Old Bushmills Distillery, celebre per il suo whiskey a tripla distillazione, è situata nel cuore di Bushmills, nella contea di Antrim in Irlanda del Nord.

 

 

É la più antica distilleria autorizzata di whiskey al mondo. Pur essendo stata fondata formalmente nel 1784 da Hugh Anderson, la sua etichetta vanta la storica data del 1608, anno in cui il re Giacomo I concesse la primissima licenza reale per distillare whiskey sul territorio. La rivendicazione della fondazione nel 1608 è quindi un’operazione di marketing basata su una concessione territoriale legata alla zona di produzione, piuttosto che alla nascita effettiva del brand e della distilleria. Questo non ha impedito loro di festeggiare i suoi primi 400 anni di attività nel 2008, festa a cui avevo preso parte. Un Whiskey che non mi aveva emozionato allora, è che ho oggi trovato con un pizzico in più di personalità, ma ancora lontano dagli standard scozzesi a cui – vista la vicinanza- si ispira.

 

 

Oggi la distilleria è una delle principali attrazioni turistiche della costa settentrionale irlandese, un interesse stimolato dalla vicinanza alle Giant’s Causeway.

 

 

Storia

Il nome trae origine dai mulini (mills) adibiti alla lavorazione dell’orzo che sorgevano lungo il fiume Bush, la cui acqua pura è ancora oggi fondamentale per la produzione.

Il 20 aprile 1608, re Giacomo I concesse a Sir Thomas Phillipps la licenza ufficiale per distillare aquavite nella regione.

Nel 1784, Hugh Anderson fondò ufficialmente la “Bushmills Old Distillery Company” nella sua posizione attuale, registrando il logo con l’alambicco come marchio commerciale. Quando la Gran Bretagna aumentò le tasse sull’orzo maltato (1850), molte distillerie scelsero ingredienti meno costosi come l’orzo non maltato o il frumento. Bushmills rifiutò di scendere a compromessi e scelse di pagare più tasse per salvaguardare la ricetta del proprio single malt.

Nel 1885 un devastante incendio rase al suolo l’intera struttura originaria. La distilleria venne ricostruita rapidamente con i caratteristici tetti a pagoda ancora visibili oggi.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il whiskey Bushmills sbarcò con successo negli Stati Uniti e in Asia. Venne persino celebrato dal celebre scrittore James Joyce nel suo romanzo Ulisse. Durante la prima metà del Novecento, l’industria del whiskey irlandese affrontò una crisi drammatica a causa del proibizionismo americano e delle guerre mondiali.

Negli anni ’50, Bushmills era una delle pochissime distillerie rimaste attive in tutta l’isola. Nel 1972 entrò a far parte del gruppo Irish Distillers, passando successivamente sotto colossi come Pernod Ricard (1988) e Diageo (2005). Venne infine acquisita nel 2015 dal gruppo messicano Jose Cuervo, l’attuale proprietario.

Nel 2023 è stata inaugurata la nuova Causeway Distillery, un impianto all’avanguardia da 37 milioni di sterline che ha più che raddoppiato la capacità produttiva complessiva. Gli attuali 20 alambicchi hanno portato la capacità produttiva di Bushmills a circa 9 milioni di litri di alcol all’anno, con la possibilità di spingersi fino a 11 milioni.

La distilleria si è così affermata come la seconda più grande di tutta l’isola Irlandese. Come la ha definita la nostra guida esperta (per cortesia non riferitelo ai suoi superiori), la Causeway è una “enorme distilleria senza anima”.

 

La nuova Causeway Distillery, Bushmills

 

Il tour

È la mia sesta visita a Bushmills, l’accoglienza in distilleria – nonostante i cambi di proprietà – non è cambiata molto. Molto bello il bar, ma il personale stagionale, non particolarmente qualificato, si limita a versare “cose” nei bicchieri, facendosi peraltro pagare profumatamente. Il fascino simil-scozzese della distilleria rimane comunque inalterato.

Nulla di particolare da segnalare per il processo produttivo, malto non torbato, un moderno lauter tun, enormi washback di acciaio alti 9 metri (!), uso di distillers yeast per una fermentazione veloce, alambicchi slanciati.

Tantissimi i magazzini di maturazione (la guida ha riferito la presenza di mezzo milione di botti in maturazione), che però paiono non essere sufficienti, visto che sono stati ottenuti i permessi per costruirne altri 16 nuovi, atti ad accogliere la produzione della Causeway.

 

 

Il Core Range

Molto piacevole l’area tasting ed il bar dove – oltre ai dram inclusi nel tour – è possibile mettere il naso su una serie importante di imbottigliamenti. Il tour premium offre ben 6 assaggi, sino al 21 anni.

 

I Blended

Questi whiskey rappresentano la spina dorsale della produzione quotidiana e sono ideali sia per il consumo liscio che per la miscelazione. Ricordo che la semplice scritta “Irish Whiskey” in etichetta (anche con la fuorviante indicazione Triple Distilled) indica sempre un Blended con una parte di Grain Whiskey distillato a colonna.

  • Bushmills Original (“White Label”): il pilastro storico della gamma, prodotto con la stessa ricetta dal 1888. Unisce whiskey di malto a tripla distillazione con un whiskey di grano più leggero. Matura in botti ex-bourbon ed ex-sherry, regalando note fresche di miele, vaniglia e frutta fresca.
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  • Bushmill Black Bush: Una miscela premium molto amata dagli appassionati, composta per l’80% da Single Malt invecchiato fino a 7 anni in botti selezionate di Sherry Oloroso e per il 20% da grain whiskey. Ha un colore ambrato scuro e ricchi aromi di frutta secca, noci e spezie dolci.
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  • Bushmills Red Bush: Versione invecchiata esclusivamente in botti di rovere americano primo passaggio ex-bourbon (first-fill). Risulta incredibilmente morbido, con spiccati sentori di caramello, legno tostato e vaniglia dolce.

 

 

I Single Malt

La collezione di Single Malt a tripla distillazione di Bushmills è caratterizzata da complessi passaggi in diverse tipologie di botte.

  • Bushmills 10 anni, 40%. Il punto d’ingresso nel mondo del puro malto della distilleria. Matura prevalentemente in botti ex-bourbon (con un tocco di ex-sherry), mantenendo uno stile leggero, floreale, con accenni di cioccolato al latte e vaniglia.
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  • Bushmills 14 anni Distillery Exclusive, 48%. Acquistabile solo presso lo shop della distilleria, offre una maturazione di 12 anni in ex Bourbon e un riuscito finish in Bourdeaux wine cask. Cioccolato al latte, marmellata di piccoli frutti rossi.
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  • Bushmills 16 anni, 40%. Un capolavoro di equilibrio che utilizza il metodo Three Wood. Invecchia per circa 15 anni separatamente in botti ex-bourbon ed ex-sherry Oloroso; i due distillati vengono poi uniti e rifiniti per altri 9 mesi in botti di vino Porto. Il profilo vanta note profonde di frutti rossi, cioccolato fondente e frutta a guscio. Sempre il mio preferito.

 

 

  • Bushmills 21 anni, 40%. La massima espressione continuativa della distilleria. Trascorre ben 19 anni in botti ex-bourbon ed ex-sherry Oloroso, per poi concludere gli ultimi 2 anni di affinamento in botti di vino Madeira. Il risultato è un whiskey estremamente complesso, un po’ troppo dolce, con richiami al toffee, alla frutta esotica e alle noci mielate.
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  • Bushmills 10 anni Causeway Collection, Cognac finish, 46% Vol
    La Bushmills Causeway Collection è una serie annuale di whisky single malt irlandesi in edizione limitata, non filtrati a freddo e con finishing originali. L’attuale rilascio, un Cognac finish, ci ha probabilmente regalato l’assaggio più soddisfacente del pomeriggio.

 

 

Negli ultimi anni Bushmills ha esteso stabilmente il suo portfolio di ultra-invecchiati includendo nel core range anche le prestigiose espressioni da 25 e 30 anni, dedicate ai palati (e portafogli) più esigenti.

Alla fine lo stile di Bushmills non riesce ad essere convintamente né Irish, non avendo quella morbidezza che caratterizza i prodotti di Midleton, né “Scotch”. Il Black Bush è – a mio giudizio – l’imbottigliamento più centrato, semplice ma non banale, maledettamente piacevole e pure economico.

 

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