Burns Night 2025

Burns Night 2025

Ogni anno il 25 gennaio, la Scozia celebra Robert Burns, il suo poeta nazionale, con una serata dedicata alla sua poesia, alla convivialità e, naturalmente, al whisky.

 

 

Martedì 28 gennaio, grazie all’evento organizzato da Spirits&Colori, questa tradizione ha preso vita anche a Milano, con una cena che ha unito la cultura scozzese all’arte del whisky & food pairing, grazie alla cucina del PitBeef.

Se c’è una figura che incarna lo spirito della Scozia, quella è Robert Burns. Ricordo ancora quando nel Novembre 2023 ho fatto visita al museo a lui dedicato, dove ho potuto comprendere più a fondo il rapporto, celebrato nei suoi versi, con la bellezza della sua terra, l’amore, l’amicizia e, naturalmente, col whisky. Vedeva proprio nel distillato qualcosa di profondo come unità e orgoglio nazionale. Nel suo celebre poema ‘Tam o’ Shanter’ il whisky diventa il compagno delle notti avventurose, mentre in altri versi lo descrive come rifugio contro le avversità della vita. Insomma, il whisky per Robert Burns aveva la capacità di scaldare il cuore e sciogliere le lingue.

L’obiettivo della Burns Night è dunque proprio quello di celebrare il poeta con dram di whisky bevuti in convivialità e amicizia, reso possibile grazie a Gabriele Rondani, direttore commerciale e marketing di Spirits&Colori e Giulio Bisogni, proprietario del ristorante PitBeef di Milano.

Durante la serata abbiamo potuto degustare:

  • Black Bull Kyloe blended peated edition
  • Wolfburn ‘Morven’ Lightly Peated Single Malt, 46%ABV
  • Wolfburn 10yo Oloroso Sherry Cask Single Malt, 46%ABV
  • Wolfburn 7yo Cask Strength Single Malt, 56.9%ABV
  • Wolfburn ‘N458’ Small Batch PX Cask, 46%ABV

 

 

La degustazione

La serata è iniziata con un classico crostino di haggis, il celebre insaccato scozzese preparato con frattaglie e spezie, accompagnato da un Bobby Buns cocktail, a base di Black Bull Kyloe Blended Peated Edition, con cui è stato aromatizzato il burro alla base della pietanza. Il whisky è caratterizzato da un profilo affumicato e intenso. Essendo Blended, esso unisce 50% di single malt e 50% single grain ed è imbottigliato al 50%ABV; la nota torbata è resa tale grazie all’aggiunta di un 15% di whisky fortemente torbato di Bunnahabhain.

 

 

Black Bull è un marchio storico di blended whisky scozzese, prodotto dalla Duncan Taylor Scotch Whisky Ltd, azienda indipendente fondata nel 1938 e con sede a Huntly, nelle Highlands scozzesi.

Il marchio Black Bull nasce nel 1864 ed è curiosa la storia del motivo di tale nome. Come Gabriele racconta agli ospiti, nel 1800 in Scozia nasce una nuova razza di bestiame, ovvero l’Aberdeen Angus, che George Willsher (miscelatore e proprietario del marchio) inizia ad allevare nella propria tenuta. ‘Pride of the North’ era il nome del toro pluripremato di Willsher, che decise perciò di evocarne l’immagine e nome sull’etichetta dei proprio whisky, riflettendo così il carattere robusto e deciso del distillato stesso. Dal momento in cui in quell’epoca la maggior parte della popolazione era analfabeta, iniziarono a chiedere espressamente del ‘Black Bull’, facendo riferimento alla sagoma dell’orgoglio del Nord. Nasce così uno dei marchi di whisky più antichi di Scozia.

A seguire lo Scottish Stew, uno stufato di spalla di manzo affumicata e cotta nella birra rossa, esaltata dalla freschezza torbata del Wolfburn ‘Morven’ Lightly Peated Single Malt (46%).

 

 

Così Gabriele ha introdotto Wolfburn, ovvero la distilleria che si trova a Thurso, nel nord-est delle Highlands scozzesi. Essa detiene il primato di essere la distilleria scozzese più a nord della terra ferma che, operativa dal 2013, ha messo in commercio nel 2016 il primo single malt. Fondata originariamente nel 1821, Wolfburn fu una delle distillerie più produttive della zona fino alla chiusura totale nel XIX secolo. Dopo oltre 150 anni di inattività, il marchio è stato riportato in vita nel 2013, con la costruzione di una nuova distilleria a poche centinaia di metri dal sito storico. Ispirandosi alle tecniche tradizionali di distillazione (nonostante non esistano più tracce fisiche della precedente distilleria) il whisky di Wolfburn viene prodotto con metodi completamente artigianali e con una fermentazione è più lunga rispetto alla media, che contribuisce ad avere un carattere più morbido e complesso.

Wolfburn Morven è il primo single malt torbato della distilleria, la cui maturazione è avvenuta in combinazione di botti quarter cask di Islay ed ex botti Bourbon, per circa sei anni.

L’imbottigliamento prende il nome dalla vetta più alta di Caithness, una montagna che domina il paesaggio delle Highlands settentrionali circondata da brughiere aperte e zone umide la cui torba è stata tagliata per centinaia di anni.

Appena versato il dram di whisky al naso sono sopraggiunte subito note leggere ed equilibrate di fumo di torba amalgamate a note dolci e fruttate di mela verde. Al palato la torba si integra con un mix di miele, frutta tropicale e spezie leggere che proseguono in un finale medio-lungo con accenni di cacao. Con questo imbottigliamento Wolfburn strizza l’occhio alla tradizione, dal momento che la distilleria originale era in gran parte alimentata dalla torba, quindi questo malto leggermente torbato (10 PPM) riflette la storia della distilleria.

Successivamente il piatto principale, la lombata di cervo alla griglia, è stato accompagnato dal Wolfburn 10 anni, imbottigliamento che omaggia il decimo anno della distilleria. Maturato in un mix di botti ex-bourbon ed ex-sherry Oloroso, offre un equilibrio tra dolcezza e speziatura. Mi ha colpito subito l’aroma di miele, frutta secca con un accenno di cioccolato e cacao sul fondo. Al palato il carattere dello sherry dona profondità con note di uvetta e spezie, poi subentra la dolcezza del bourbon con note di vaniglia e leggero fumo. Tra un sorso di whisky e un boccone di cervo, si percepisce quanto questo abbinamento sia studiato apposta per esaltarsi a vicenda: la dolcezza del bourbon bilancia il sapore ricco e ‘ferroso’ tipico della selvaggina.

 

 

È proprio in questo punto della serata dove Gabriele ci presenta l’esclusivo protagonista, nonché il Wolfburn Cask Strength 7 anni. Imbottigliato alla gradazione di botte del 56.9%ABV, è un single malt che ha trascorso sette anni di maturazione in una combinazione di botti sherry ex-Oloroso e di botti ex-quarter cask, che esiste in edizione limitata a sole 1840 bottiglie. Personalmente sul gradino più alto del podio, da amante dei whisky unpeated, sono stata conquistata dalla sua eleganza quasi sorprendente, data da un’esplosione al naso di frutta secca, caramello e cioccolato fondente che si amalgamano con note più fresche e agrumate.

 

 

Dulcis in fundo, Giulio ci serve gli iconici shortbread e chocolate haggis, accompagnati dal Wolfburn ‘N 458’ Small Batch PX Cask. Il numero 458 si riferisce al lotto di produzione, un piccolo batch risultato di una combinazione di whisky maturato per sette anni in botti ex-sherry Pedro Ximénez e di whisky leggermente torbato maturato in botti di bourbon di primo riempimento. Le note di cioccolato fondente e frutta secca del chocolate haggis si sposano perfettamente con l’aroma di cacao, uvetta e fichi del whisky, la quale speziatura viene dopodiché smorzata dal burro degli shortbread, che amplifica le note di vaniglia e miele.

 

 

Oltre al cibo e al whisky, la Burns Night è un momento di condivisione e sono felice di aver vissuto la reinterpretazione di questa tradizione immergendomi nei sapori e nei rituali di una vera Burns Night. Il whisky, come ne scriveva il bardo scozzese, non è solo una bevanda ma un filo conduttore tra storie, sapori e culture diverse e Milano per una notte è diventata una piccola Scozia! Ringrazio moltissimo Gabriele per l’invito e per la compagnia, insieme agli altri ospiti e giornalisti, e Giulio e Lucia per la deliziosa cena che regala sempre gioie.

 

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