Dopo 39 anni di giornate soleggiate, era ormai certo che avremmo dovuto affrontare pioggia pesante durante l’Open Day di Bruichladdich.
Ma, come sappiamo, il contratto stretto da Jim McEwan com il demonio supera il più potente algoritmo di calcolo delle previsioni meteo. La temuta tempesta si è trasformata in una grandinata durata sì o no 10 secondi, che è stata accolta spavaldamente dalle migliaia di presenti. Il resto della giornata? Cielo blu, sole, qualche rapidissimo passaggio di nubi scure.

La giornata di Bruichladdich si conferma come il momento di gioia più vissuto di Islay, non solo durante il festival, ma dell’intera annata.
Musica, cibo, whisky, amicizia, gioia. La ricetta perfetta, condivisa con tutti gli abitanti dell’isola.

Il ricco programma del Rock’ndaal ha proposto un crescendo di intrattenimento di qualità, che ha toccato il suo apice con l’ultimo concerto delle 18. Nathan Evans e la Saint Phnx Band sono stati accolti con un entusiasmo da stadio, che hanno ricambiato con una serie infinita di bis.
Adam’s Masterclass
La giornata era iniziata molto presto. Mentre il resto del gruppo aveva deciso di sfidare la difficile risalita al lago Uigeadail, una delle sorgenti di Ardbeg, il mio destino avrebbe incrociato un liquido differente.
Dopo anni in cui non mi ero iscritto, ho preso parte alla leggendaria masterclass con il manager Adam Hannett. Sei i dram selezionati, tutti pensati per raccontare la distilleria ed i suoi uomini, e per accompagnare una quantità infinita di racconti e di musica.
1. Octomore Feis Ile 2025 Polyphonic 15 anni, 54.9%
Abbiamo assaggiato, primi al mondo, la release di Octomore per il Feis Ile 2025. Octomore Polyphonic è un capolavoro composto da alcune delle più famose espressioni Octomore del passato – ulteriormente invecchiate in botte oltre il loro rilascio originale – e da uno spirito eccezionale proveniente da singole botti mai rilasciate. Il componente piu giovane ha 15 anni. Rilasciate 2400 bottiglie, ppm elevato ma non calcolabile.
Colore Ambra. Al naso BBQ di carne, noce moscata, malaga, fichi al forno, marzapane, lime maturo, miele di castagno, banana matura e albicocca essiccata.
L’ingresso in bocca, sorprendentemente morbido, lascia rapidamente il posto a tanta spezia, ancora noce moscata e chiodi di garofano. Frutta matura, tropicale e con nocciolo. Liquirizia nera, molto piacevole ed elegante, quasi floreale.
Sul finale la torba è minerale e influenzata del mare, lunghissimo e per nulla aggressivo.
Maledettamente bevibile, al punto di essere stato proposto come primo assaggio della masterclass.
Messo in valigia, sarà in degustazione durante il brunch dell”8 giugno.
2. Black Art 26 anni, 45.qualcosa%
Un imbottigliamento che mai è stato rilasciato, e che mai verrà rilasciato, 12 bottiglie pescate da alcune vecchie botti appositamente per la masterclass.
Colore ambrato, alla vista è molto viscoso. Una quantità esagerata di layers, una evoluzione continua.
Al naso frutta gialla quasi matura, nota di crema pasticcera. Mela, albicocca fresca, agrume (arancio), un pizzico di zenzero candito, molto fresco per avere oltre un quarto di secolo di botte.
Creato da Adam come tributo per Jim McEwan, Black Art è da sempre in controtendenza rispetto alla trasparenza di Bruichladdich, la ricetta è sempre sconosciuta.
Morbidissimo, l’ingresso in bocca si presenta con una ricca pasticceria con nocciola, poi cereale e un mix di spezie. poi tanto agrume, zero tannino.
Sul finale cioccolato al latte con cereali, liquirizia e limone. Maledettamente complesso e, lasciato nel bicchiere, ha offerto una evoluzione infinita.
3. Rye whisky 7 anni, 50%
Un mashbill composto da 55% di segale, 45% malto, tutto coltivato su Islay. Maturazione al 20% in first fill bourbon e all’80% in toasted american Oak.
Prodotto dal 2017 per fare fronte alla necessaria rotazione delle coltivazioni sui terreni di Islay. Se l’obiettivo dei farmer è quello di produrre orzo per le affamate distillerie dell’isola, l’alternanza dei raccolti li ha posti di fronte ad una sfida impossibile. Qualsiasi altra coltivazione avrebbe prodotto delle materie prime con un prezzo fuori mercato, il clima su Islay non consente rese elevate e il costo del traghetto incide parecchio. L’idea di usare la segale è stata vincente: il raccolto poteva rimanere sul posto e offrire alle distillerie un valido cereale alternativo. Non solo, l’orzo che ottengono dopo la coltivazione della segale è sempre il miglior orzo che si sia ottenuto su Islay.
Colore oro antico. Al naso tanto cereale polveroso, pepe rosa, brioche al burro, toffee, caramello.
Molto grasso in bocca per essere un rye, poi un vagone di spezie, non solo pepe. Leggermente piccante, un pizzico di cioccolato al peperoncino aromatico sulla punta della lingua.
Sul finale acidità di agrume, di panificazione e di carne marinata con peperoni.
Sono previsti altri rilasci, anche con un contenuto superiore di segale.
4. Bruichladdich 17 anni, 50%
Una selezione più classica per il malto non torbato di Bruichladdich, una selezione di campioni di botti ex Bourbon con una età compresa tra 17 a 21 anni.
Sulla carta un assaggio più semplice rispetto agli altri, ma capace di valorizzare il DNA della distilleria. Il mio preferito di tutta la masterclass.
Colore oro. Al naso ananas, pera, vaniglia, limone maturo, macedonia di frutta tropicale, pesca. Poi crema pasticcera, lemon tart, miele di acacia.
In bocca grasso, oleoso, un equilibrio impossibile di morbidezza e complessità. Latte di cocco, mandorla, marzapane con limone candito. Floreale, e tanto zucchero a velo vanigliato.
Finale lungo, cereale da colazione, pepe bianco, molto pulito, un pizzico di zenzero candito.
5. Port Charlotte & Octomore 100% Islay Barley, ?%
12 bottiglie di tutto malto Islay grown, 12 botti diverse di PC e Octomore, miscelate per creare questo whisky solo per la masterclass.
Oro antico, la naso tanto limone candito, cereale, crema acida e cioccolato bianco.
Al palato è caldo, con una evoluzione non entusiasmante, taglia velocemente su note alcoliche.
Non il mio preferito, che sia vulcanico me lo aspettavo, ma manca di complessità, armonia e masticabilita.
6. Bruichladdich 34 anni, ?%
La classica scoperta di una botte dimenticata a magazzino, con una storia parecchio tribolata.
Messo ad affinare in refill bourbon barrel nel 1990, è stato recasked in barrique di vino rosso di Bordeaux da Jim per circa 9 anni, per poi essere dimenticato per i successivi 12 anni in sherry PX di primo riempimento. Botte mai più controllata, casualmente aperta da Adam due settimane fa e immediatamente teletrasportata verso la masterclass.
Alla vista mogano penetrabile. Tanto Sherry cioccolatoso al naso, abbastanza monodireziobale, molto coperto dal legno. Caffè, marmelade di arance amare, frutta secca.
Viscoso, con importanti note ossidate. Finale eterno, una esperienza mistica che è piaciuta a tutti, anche se io ho continuato a preferire il più sincero Bourbon 17 anni.
Aperte le porte del festival, non ci è restato che assaggiare i tre imbottigliamenti dedicati al Feis Ile 2025.
Bruichladdich Rock’ndaal 2025 Vailinch Nathan Evans and the Saint Phnx Band, 61%
Rilascio non preannunciato, questo Laddie è stato fatto maturare per 15 anni nella botte #3069, una ex Sherry Oloroso di secondo passaggio. Sole 905 bottiglie da 50cl, proposte al costo di £85.
Il colore e il naso sono decisamente da first fill. Ad un primo assaggio si presenta come troppo condizionato dal legno e con l’anima morbida della distilleria sostanzialmente annientata. Cresce di interesse con i successivi sorsi. Risultato? Bottiglia finita mentre stavamo ancora danzando nel piazzale della distilleria.
Port Charlotte 19 anni Single Cask Rock’ndaal 2025 Edition, 53.3%
Il primo imbottigliamento ufficiale single cask della intera storia di Port Charlotte proviene da una maturazione piena in botte di sherry Moscatel. Vista la sua rarità, ne sono state rilasciate sole 667 bottiglie, non era disponibile all’assaggio in distilleria. Non ci siamo scoraggiati, lo abbiamo scovato al bar del Bowmore Hotel.
La torba ci è parsa meno violenta rispetto al carattere standard di Port Charlotte. In distilleria avevamo assaggiato più dram del mitico PC12 e lì il fumo speziato è decisamente protagonista. Le note di Moscatel sono state sorprendenti, più da marmellata di frutti di bosco che non da vino da dessert.
L’equilibrio del dram è messo in crisi anche dal prezzo, questo PC é stato proposto al costo di £275. Andato sold out in poche ore, poche tra queste bottiglie verranno probabilmente aperte.
Octomore Rock’ndaal 2025 Polyphonic 15 anni, 54.9%
Ne abbiamo già parlato ad inizio articolo, è stato il dram che mi sono portato via dalla masterclass nel bicchiere Whisky Club Italia e che mi ha accompagnato durante la prima mezz’ora di festival.
Una delle 2.500 bottiglie rilasciate, proposte a £300, verrà aperta durante il Brunch di domenica 8 giugno.
Una giornata epica, quella a Bruichladdich e quella in sede a Molteno.






