
Celebrare il 25esimo anniversario della riapertura di Bruichladdich era un dovere morale. E quale occasione migliore per porgere i nostri omaggi se non la masterclass ufficiale durante il Fèis Ìle?
Grazie al buon Claudio sono riuscito a rimediare un biglietto d’ingresso. Destinazione: Warehouse 13, che per l’occasione ha accolto ben 500 partecipanti (il doppio rispetto allo scorso anno).

Lo show, aperto dal CEO Douglas Taylor e condotto dall’Head Distiller Adam Hannett, è stato totale. Un set di luci e audio curatissimo ha ricreato un’atmosfera incredibilmente coinvolgente, facendo da cornice agli interventi delle figure iconiche della distilleria. Da Lynne McEwan fino a Mary McGregor, quest’ultima magnetica nel raccontare la leggendaria storia dello Yellow Submarine.

Se cercate un resoconto tecnico, siete fuori strada: è stato lasciato pochissimo spazio alle classiche note di degustazione.
In compenso, ci siamo goduti due ore e mezza di pura celebrazione del passato e, soprattutto, del futuro di Bruichladdich. Un futuro fatto di impegno totale verso la community e della consueta, viscerale volontà di sperimentare fuori dagli schemi.

E i whisky? Come da tradizione, massimo mistero sui sei dram selezionati per la giornata, svelati uno a uno a ogni cambio di palco. Ma d’altronde, da queste parti, l’effetto sorpresa è parte del viaggio.

PC5 Redux 63.5% 5 anni
Naso fumo gentile che alla cieca ha subito segnalato Port charlotte. Alcol mascherato dietro una patina di frutta candita (arancia, chinotto). Quest’ultima parte è crescente nel tempo in bicchiere, risulta curiosa ed interessante. Palato una cavalcata alcolica e cremosa, la parte di px domina il malto, piccante (peperoncino), molto giovane. Finale lungo, brace di camino e piccantezza.

Yellow Submarine (nuova release) 54.2% 14 anni
First fill bourbon e French red wine casks
Naso un po’ austero, ma il bourbon è chiaro, legno e vaniglia ben percepibili, crema pasticcera. È presente una nota citrica. Bocca estremamente delicata, camomilla zuccherata, pasticcini alla crema e frutta, panna cotta. Un dram talmente convincente da convincere tutti all’acquisto della bottiglia. Si è guadagnato la presenza nel Brunch del 7 giugno.

Old Skool 50% 10 anni
95% in botti di ex-bourbon First Fill, 5% in botti di vino bianco dolce Sauternes First Fill
Naso che naviga tra il vinoso e marino, forse un calice di trebbiano bevuto sulla costa. Bocca setosa, zucchero a velo vanigliato, caramella mou. Daily dram perfetto.

The Current Keepers 1989/2025 50%
Naso ceroso, floreale (petali freschi), camomilla in crescendo, citrico (buccia). C’è una parte salmastra. Poco fumo che si ritrova in bocca, prugna rossa, crema (torta clafouty), finale in liquirizia (goleador).

Black Art Masterclass 2026 48.4 19 anni
Imbottigliamento esclusivo per la masterclass – naso classico del BA, vinoso, legno. Bocca coerente, corposa, quasi masticabile. Frutta rossa in marmellata, rosa, nota polish, finale fresco, quasi balsamico, mentolo sul finale.

OBA REDUX 54.2% – Festival Feis Ile – Octomore Black Art
Naso fumo, riprende le note classiche del black art ma perfettamente fuse insieme. C’è una bella nota di arancia candita. Bocca complessa, che armonizza le note classiche del Black Art con una torba non invasiva e ben lontana dalla fama di “Peat Monster” che accompagna Octomore.


