Bottled-in-Bond whiskey

Bottled-in-Bond whiskey

È il 3 marzo 1897. Il 54° Congresso degli Stati Uniti ha appena approvato il Bottled-in-Bond Act, che diventa legge e assegna al Governo il compito di certificare la qualità del Whiskey Americano. L’intervento è stato necessario per difendere la qualità del whiskey dalla diffusa adulterazione.

Oggi, a più di un secolo dalla sua nascita, il Bottled-in-Bond (BIB) rimane il whiskey con la più alta percezione di qualità e una importante parte nella storia della distillazione americana, anche se spesso non è ricercato e compreso dagli estimatori di Bourbon.

Facciamo un po’ di chiarezza.

 

 

Cenni storici

Agli albori dell’industria americana del whiskey, i commercianti disonesti mescolavano gli alcolici con “rettificanti” come il succo di prugna, l’acqua macerata con il tabacco o addirittura il cherosene, producendo il cosiddetto whiskey rettificato. Inoltre falsificavano le dichiarazioni di età e la provenienza dei distillati, facendo infuriare i produttori onesti.

I bevitori e i distillatori erano sempre più stanchi di questi problemi, capeggiati dal Col. Edmund H. Taylor, Jr. della Old Fire Copper (O.F.C.) Distillery. Lavorando a stretto contatto con Ezra Brooks e John G. Carlisle, segretario al Tesoro e nativo del Kentucky, Taylor contribuì alla stesura di quella che sarebbe diventata una tra le prime legislazioni a tutela dei consumatori nella storia degli Stati Uniti.

Come anticipato, il 3 marzo 1897 il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il Bottled-in-Bond Act. La legge aveva lo scopo di proteggere i consumatori da liquori rettificati di qualità inferiore (o addirittura velenosi). Se un whiskey era Bottled-in-Bond, il governo ne certificava la qualità e assicurava ai consumatori che ciò che stavano bevendo rispondeva a standard rigorosi. Non implicava necessariamente una qualità superiore per il distillato, ma almeno il consumatore poteva sapere con certezza cosa stava acquistando.

Le distillerie vennero stimolate ad aderire al Bottled-in-Bond da una riduzione della tassazione. Inoltre – visto che i magazzini venivano assoggettati al controllo governativo – le distillerie poterono ritardare il pagamento dell’accisa sul whiskey immagazzinato fino al completamento dell’invecchiamento, una pratica oggi comune.

 

Bottled-in-Bond Whiskey

Quindi cosa è un Bottled-in-Bond whiskey? Le normative antecedenti il Bottled-in-Bond Act – e tutte le integrazioni scritte negli anni ’20 e ’30, ,periodo in cui la definizione di Bourbon e di Straight hanno preso la forma attuale – portano alla seguente definizione.

Un whiskey americano, per essere etichettato come Bottled-in-Bond, deve rispettare i seguenti quattro requisiti:

1. Una distilleria, una stagione

Essere il prodotto di una sola distilleria e distillato durante una sola stagione di distillazione, che può andare da gennaio a giugno o da luglio a dicembre.

2. 100 Proof

Deve essere imbottigliato esattamente a 100 proof, 50% abv.

3. Invecchiato 4 anni

Invecchiamento di almeno quattro anni in un magazzino, sotto la supervisione del governo degli Stati Uniti.

4. Nome del D.S.P.

In etichetta deve essere riportato il nome e il numero del Distilled Spirits Plant (D.S.P.) in cui è stata prodotto e, se diverso, il numero del D.S.P. dell’impianto di imbottigliamento.

 

 

Il Bottled-in-Bond rimane ancora un marchio che identifica qualità, coerenza e trasparenza? Molte delle garanzie introdotte nel XIX secolo dal Bottled-in-Bond Act sono oggi integrate nelle definizioni stesse di Straight Bourbon Whiskey e, grazie a Dio, di spiriti rettificati non vi è più traccia. Vengono aggiunti l’obbligo di indicazione del DSP (è pratica comune negli USA imbottigliare Bourbon con il proprio marchio, anche se prodotto da terzi) e la gradazione alcolica esattamente a 100 proof.

Di seguito due etichette di Heaven Hill Bottled-in-Bond, zoomate la retroetichetta per scoprire il numero del DSP (riportiamo di seguito quelli registrati nel Kentucky).

 

DSPDISTILLERIACITTÀ
KY-1Heaven Hill Bernheim (Precedentemente Beargrass)Louisville
KY-2Bernheim, J.G. MattinglyLouisville
KY-3Old PogueMaysville
KY-4HermitageFrankfort
KY-5/297Sunny BrookLouisville
KY-7Early Times Distillery CoPaducah
KY-8Four Roses (Precedentemente Old Log Cabin)Lawrenceburg
KY-9BernheimLouisville
KY-10MedleyOwensboro
KY-11Boone BrosBardstown
KY-12Barton (Tom Moore)Bardstown
KY-14Old Grand-DadFrankfort
KY-15C.L. ApplegateBardstown
KY-16Stitzel-WellerShively/Louisville
KY-17M.V. MonarchOwensboro
KY-18Rock Springs Distilling (Chiusa)Owensboro
KY-18Castle & KeyFrankfort
KY-19Old Taylor (Chiusa)Frankfort
KY-20SeagramAthertonville
KY-24GlenmoreOwensboro
KY-25Old CrowFrankfort
KY-31Heaven HillBardstown
KY-34MellwoodLouisville
KY-35Old JoeLawrenceburg
KY-37J. KesslerLouisville
KY-39J.P.DantLouisville
KY-44/440Maker's MarkLoretto
KY-45Kentucky RiverCampNelson
KY-47Orene ParkerGethsemane
KY-49MedleyOwensboro
KY-50Peerless (Precedentemente Henderson)Louisville
KY-52Woodford ReserveVersailles
KY-63John B. ThompsonHarrodsburg
KY-67Wild TurkeyLawrenceburg
KY-71Wild TurkeyLawrenceburg
KY-78WillettBardstown
KY-97Anderson DistillingNewport
KY-112Old CommonwealthLawrenceburg
KY-113Buffalo TraceFrankfort
KY-145T.W.SamuelsDeatsville
KY-230Jim BeamClermont
KY-240Taylor & WilliamsGethsemane
KY-354Early TimesLouisville
KY-368American Medicinal SpiritsLouisville
KY-414Brown-FormanShively/Louisville
KY-418T. B. RipyLawrenceburg
KY-422Old BooneBardstown
KY-15007Backbone Bourbon
KY-15014Limestone Branch Distillery Lebanon
KY-20003Michter'sShively/Louisville
KY-20022Angel's Envy (Louisville Distilling Co.)Louisville
KY-20026BulleitShelbyville
KY-20062Brough Brothers DistilleryLouisville

 

È quindi solo uno strumento di marketing utilizzato da alcune distillerie per indicare un ipotetico legame con il passato?

Non vi è una risposta univoca a questa domanda. Sicuramente è indicazione di una più elevata abilità del distillatore, e del suo desiderio di offrire un prodotto migliore.

Perché il Bottled-in-Bond è diventato così popolare anche nella grande industria?

Per assurdo, il proliferare delle micro-distillerie americane ha riportato un po’ di attenzione verso i BIB, molti prodotti sono oggi rilasciati con l’etichetta “craft” anche se prodotti da distillerie terze con dimensioni sicuramente non micro. Chi tra i grandi vuole evidenziare l’onesta qualità del proprio lavoro, trova un facile alleato nel marchio BIB, che non può essere utilizzato dai micro-distillatori perché svelerebbero la provenienza del whiskey sourced.

Non solo, in un’era in cui la quasi totalità del Bourbon è imbottigliato a 80 proof, la gradazione alcolica più alta a 100 proof è apprezzata sia dai consumatori che dai bartender. Aromi più intensi conferiscono maggiore struttura sia ai cocktail che alla bevuta liscia (mettiamoci pure l’on the rocks).

Consiglio la lettura dell’articolo di Laura su Dram Devotees, riferimento affidabile e indipendente per la complessa storia del whiskey americano.

Ne parleremo ampiamente nel WhiskyTasting Heaven Hill in programma a fine ottobre.

 

L’importanza di Heaven Hill

Sì, Heaven Hill rivendica di essere paladina dello stile BIB. Produce e imbottiglia più Bottled-in-Bond di ogni altra distilleria americana.

Heaven Hill nasce tardi, nel 1935 subito dopo il Proibizionismo. Dovettero scommettere se aspettare che il whiskey maturasse correttamente o monetizzare prima possibile con un giovane Bourbon. Optarono per la prima strada.

Quattro anni più tardi, nel 1939, rilasciarono l’originale Old Heaven Hill Bottled-in-Bond Bourbon, che divenne rapidamente il Bourbon più venduto nello stato del Kentucky.

 

 

Il loro viaggio nel Bottled-in-Bond era appena iniziato. Seguirono altri marchi come Rittenhouse Rye, Henry McKenna Single Barrel, Old Fitzgerald Bottled-in-Bond, Mellow Corn e Evan Williams Bottled-in-Bond.

Ricordo che dopo l’incendio della distilleria di Bardstown (1996) e sino al trasferimento delle attività presso la Bernheim Distillery di Louisville (1999), Heaven Hill ha imbottato whiskey prodotto da terzi.

Ha davvero Heaven Hill sempre imbottigliato come BIB sin dalla sua fondazione? Di seguito un Heaven Hill imbottigliato negli anni ’80 a 86 proof, come Straight Bourbon, per il mercato italiano (importato da A.Orlandi, Milano).

Curiosità, il marchio Rittenhouse, da 2 decenni il più diffuso BIB in Europa, era in realtà originariamente prodotto dalla Continental Distilling Co. di Filadelfia. Marchio acquisito da Heaven Hill nel 1999 e convertito in BIB.

Di seguito un Rittenhouse anni ’70 prodotto dalla Continental, quando era imbottigliato come Straight Rye a 86 proof.

Tutte testimonianze di un desiderio post-incendio da parte di Heaven Hill di spingere verso il BIB. Scelta di marketing? Probabile. Scelta di maggiore qualità? Certamente.

E infine l’Heaven Hill BIB contemporaneo, distillato a Bernheim, Louisville (KY-1) e imbottigliato a Bardstown (KY-31). La nuova distilleria Heaven Hill Springs entrerà in attività nel 2024 e, tra qualche anno, potremo vedere l’Heaven Hill BIB Bourbon completamente prodotto a Bardstown.

 

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