Ben Nevis Traditional Peated #WeeklyDram

Ben Nevis Traditional Peated #WeeklyDram

Weekly Dram 25.24

Se McDonald per tutto il mondo è sinonimo di hamburger di qualità discutibile, per gli appassionati di whisky è colui che ha dato vita a una delle distillerie più interessanti (e discusse) di Scozia.

Ben Nevis è infatti nota (anche) per lo “scandalo” che coinvolse il noto Nikka From The Barrel, svelando al mondo quello che, forse, poteva essere intuibile: nel paese del Sol Levante, travolto da un’inarrestabile domanda internazionale di whisky giapponese, potevano mettere qualunque whisky, anche scozzese, nelle proprie bottiglie e dichiararlo con un facile escamotage come originario del proprio paese, coprendo così le richieste superiori alla limitata produzione autoctona.

 

 

Una conseguenza di questa rivelazione è stata scoprire anche come Ben Nevis fosse dannatamente buono, peccato che in giro di imbottigliato dalla distilleria ce ne fosse ben poco, con quel 10 anni che soprattutto da noi è stato difficilissimo da reperire fino a non molto tempo fa.

Il core range della distilleria resta decisamente ridotto, avendo accanto al citato decenne un recente NAS (il Coire Leis) e la rivisitazione moderna della versione torbata che, fin dal 185° anniversario della distilleria, usciva in modo sporadico portando in etichetta il nome del fondatore.

Oggi le etichette sono state completamente riviste in stile molto minimal (qualcuno direbbe molto giapponese), e dal 2024 il Traditional Peated ha perso non solo il nome di McDonald ma anche il richiamo alla grafica ottocentesca.

Resta, anche qui in fiero stile giapponese, il mistero sulle botti utilizzate per l’invecchiamento: opinione comune vuole che siano solo ex bourbon, e per questo assaggio mi adeguo, anche se qualche dubbio sulla presenza di ex sherry ce l’avrei…

 


BEN NEVIS TRADITIONAL PEATED
Single Malt Scotch Whisky
46% abv, botti ex bourbon

Prezzo intorno ai 70 euro

 

Partiamo subito dalla torba, che al naso è virata al vegetale/minerale con il fumo, delicato ed elegante, da arbusti bruciati. A prevalere è la frutta, in maggioranza agrumata (arancia, mandarino), con mele rosse, pesca, melograno e fragole, mentre in secondo piano si assestano banana acerba, pinoli tostati, foglie di tabacco e tè earl grey. Lieve nota di cera sullo sfondo, con una goccia di miele d’acacia, in crescita. In lunghezza, spunti di frutti rossi (ribes, uva spina). Arboreo.

Al palato ha una discreta oleosità con un esordio al pepe nero e zenzero (con tocchi di noce moscata e cannella) dove a dominare è sempre la frutta con agrumi (specie arancia rossa), pesca, mela e frutti rossi più spiccati, dalle venature salmastre e amarotiche di rabarbaro e liquirizia. Il lato vegetale è ben evidente, tra tè e tabacco con incursioni di finocchio, mentre la torba ribadisce la propria natura minerale con un fumo più corposo e accentuato a fine sorso. Fondo di vaniglia, malto biscottato, crema al limone e un accenno di olio alla lavanda.

Finale non molto lungo di pepe nero, agrumi, pesca, uva spina, note vegetali e amarotiche, braci spente.

 

Un whisky irrisolto, indeciso, indubbiamente giovane e ancora incapace di esprimersi appieno. Le potenzialità ci sono tutte, ma restano spunti interessanti non sviluppati pienamente: bevuta piacevole, ma che lascia l’amaro in bocca per quello che potrebbe essere.

 

Link a tutti gli assaggi di Ben Nevis: https://whiskyart.blog/it/category/scozia-2/altopiani-scozia-2/ben-nevis-highlands-scozia-2/

Il profilo della distilleria Ben Nevis: https://whiskyclub.it/distilleria/nevis/

 

In collaborazione con

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment