Anche la nostra Master of Whisky di Livello 3, organizzata dal whisky club ticinese Slainte, si è conclusa con l’esplorazione dell’abbinamento whisky e carne.
Martedì 15 aprile ci siamo ritrovati presso il ristorante Cavagna di Agno, specializzato nella frollatura dry della carne di manzo.
Tutto esaurito, presenti anche una dozzina di curiosi che non avevano preso parte al corso e che hanno desiderato vivere una esperienza insolita. Funziona sempre così, per chi il whisky lo conosce in modo meno profondo, la tavola è sicuramente più attrattiva di una degustazione tecnica.
Ringrazio Slainte per la perfetta organizzazione e i loro affezionati soci per la storica collaborazione con Whisky Club Italia.
Aperitivo al Banco
Il benvenuto è non beef: arrosticini di pecora, bruschetta con tartare di luganiga (maiale), spiedini di pollo con fiocchi di mais.
Nel bicchiere Glentauchers 2011/2022, ex PX sherry butt, 47.5%, Càrn Mòr, Speyside single malt scotch whisky.
Tutto facile, la solida maturazione sherry del Glentauchers si è ben sposata con la carne, il mio pairing preferito è stato quello con gli arrosticini.
Tris di affettati
Bresaola di Fassona Piemontese, Bresaola di Angus Irlandese, Crudo di Rubia affettato di Vaca Vecchia Galiziana – selezione Gutrey (sostanzialmente una terza bresaola meno stagionata, con una carne con un gusto ematico più intenso).
Nel bicchiere GlenAllachie 10 anni, Chinquapin Virgin Oak finish, 48%, Speyside single malt scotch whisky.
La dolcezza balsamica – quasi da bourbon – del legno Chinquapin ha fatto festa con le due Bresaole di produzione italiana, il mio pairing preferito è stato quello con la carne irlandese.
Prima carne
Scottona razza Héres origine Vallese, Svizzera, allevata in alpeggio, magra con un tocco rustico. 45 giorni di frollatura.
Nel bicchiere Tomatin 2010/2022, 12 anni, ex Barolo cask finish, 46%, Highlands single malt scotch whisky.
Un dram troppo schiacciato sulle note vinose, il passaggio di 2 anni in botti di Barolo ha reso la bevuta un filo stucchevole. Ma quando si è trattato di abbinarlo alla carne svizzera, di bovino giovane, con un gusto molto dolce e una scioglievolezza quasi burrosa, questo Tomatin ha fatto valere il proprio DNA fruttato, e – a mio giudizio – ha proposto il pairing più affascinante dell’intera serata.
Seconda carne
Vacca razza Shaku, origine Danimarca, grasso giallo e medio alta marezzatura. 60 giorni di frollatura.
Nel bicchiere Bowmore 19 anni, 1997/2017, 55.9%, Adelphi Sélection, ex Sherry cask finish, Islay single malt scotch whisky.
Un dram sbalorditivo, forse troppo impegnativo per la Shaku Danese, e che ha svelato – dopo l’assaggio di un boccone della intensa e fibrosa carne di vacca – una anima torbata e marina decisamente molto marcata. Un Bowmore che si è quasi trasformato in un Ledaig.
Slainte!






