Balvenie, Glenfiddich e Parmigiano

Balvenie, Glenfiddich e Parmigiano

La stagione 2025/26 di degustazioni Whisky Club Italia è iniziata in modo scoppiettante con due overbooking, all’XXL di Chivasso e presso il caseificio sulle colline parmensi. In entrambi i casi una quarantina di persone, giunte anche da lontano, hanno vivacizzato gli incontri, una bella risposta all’aria di crisi che sembra condannare al declino il settore degli spirits.

Il nostro terzo raduno presso l’Azienda Agricola Biologica Iris, organizzato in collaborazione con AIS Bologna, è stato baciato dall’ultima giornata soleggiata di questa lunga e calda estate. Diversamente dall’anno scorso, quando ci aveva accolti il diluvio universale, siamo riusciti a svolgere l’intero programma che Andrea aveva puntualmente programmato. Raggiunta la maturità dei tre anni, abbiamo realizzato che non potremo più fare a meno di questo pregiato incontro. Era giunto il momento di battezzarlo. La fantasia di due persone, nate entrambe l’8 settembre sotto il segno della Vergine, ha partorito un caloroso Iris Whisky Day, che – con quella lettera h che si può troppo facilmente aggiungere, ci ha anche suggerito quello che potrà essere il tema dell’incontro del 2026!

 

 

Camminata nel Parco dei Barboj

Una giornata che ha azzerato completamente la delusione del 2024, quando le condizioni meteo non ci avevano permesso di fare la piccola escursione che Andrea aveva previsto e organizzato.

Due sono le particolarità del territorio:

  • un fondo argilloso che genera i Barboj, piccoli vulcanelli che, con i loro borbottio, accompagnano l’emissione di gas metaniferi e fanghi dal sottosuolo.
  • i Calanchi, ovvero i canyon dell’Appennino Parmense, suggestive creste di roccia argillosa e sabbiosa, che conferiscono un aspetto primordiale al morbido territorio collinare.

Abbiamo anche costeggiato i frutteti di un’importante realtà alimentare della zona, La Rosa dell’Angelo, con la sua fattoria didattica e la serie sterminata di varietà antiche di frutta – come la ciliegia gialla, e l’allevamento allo stato brado del maiale nero.

 

 

Circondati dalla natura che, unita al silenzio, ferma il tempo, e accompagnati da questi meravigliosi panorami, abbiamo fatto il primo assaggio della giornata. La scelta è andata verso il Glenfiddich 15 anni Solera (40% Vol), l’imbottigliamento della distilleria di malto più grande del pianeta che è maggiormente legato alla tradizione enologica di Jerez de la Frontera, a cui ha “rubato” una parte di maturazione in botti ex sherry, ma soprattutto quel raffinato sistema di maturazione dinamica che è la Solera, semplificata ad un solo livello e visitabile nella warehouse #8 di Dufftown.

Un imbottigliamento che è piaciuto molto, ben ricco al palato, nonostante la gradazione alcolica ridotta al 40%.

 

Il funzionamento del Solera System di Glenfiddich

 

Visita al Caseificio e all’Azienda Agricola

Abbiamo già scritto tanto di Iris, ma il poter godere a pieno di questa gloriosa giornata ha dipinto un quadro che va molto al di là della semplice definizione di Azienda Agricola Biologica. La simbiosi con la natura sana di questo territorio è totale. Le mucche, 200 capi di cui circa 80/90 in lattazione, sono libere di uscire ed entrare dalla stalla a piacimento. Complici l’orario prossimo al tramonto e il chiasso portato dal nutrito gruppo di soci del Club, appena siamo arrivati al pascolo siamo stati accompagnati dalle vacche brune verso gli spazi coperti della stalla, dove – dopo aver trascorso tutta la giornata in movimento – hanno potuto continuare ad alimentarsi con foraggio secco.

Un piccolo paradiso, dove regna un’armonia che è frutto del lavoro quotidiano di tre generazioni.

 

 

Durante visita al Caseificio, Davide ha ben descritto tutte le fasi di produzione del loro Parmigiano Reggiano. La piccole dimensioni dell’azienda portano ad una produzione giornaliera di circa 4 forme al giorno, un patrimonio che resterà per anni nelle celle di stagionatura del Consorzio e che – una volta rientrato in azienda – verrà completamente venduto presso lo spaccio aziendale. La qualità riconosciuta dei loro prodotti e l’attaccamento che i clienti hanno per la famiglia Avanzini sono un motore sufficiente per tenere alimentata questa filiera cortissima, completamente biologica dal 1997.

Per il secondo anno di fila abbiamo tenuto a battesimo una forma di parmigiano. Oltra a quella dell’ottobre 2024, ormai giunta agli 11 mesi di affinamento, una seconda forma dedicata a Whisky Club Italia affronterà il lungo e lento viaggio che la porterà ad essere aperta e porzionata tra 36 e oltre mesi.

 

 

Iris Whisky Day

La visita è proseguita nella storica cantina di affinamento del Pioniere, la versione “piena” del formaggio di Iris, ottenuto con latte intero, in particolare quello ottenuto dalla mungitura del mattino delle razze Bruna e Bardigiana, e affinato per 10/14 mesi (il Parmigiano si produce con latte parzialmente scremato). È un prodotto dal sapore unico, caratterizzato da una cremosità che lo rende davvero speciale.

 

 

Qui Adriana Bianco ha presentato il secondo dram, che ha accompagnato l’abbinamento con il formaggio Pioniere. La scelta è andata verso il Balvenie The Week of Peat (48.3% Vol), la versione torbata del mieloso single malt dello Speyside. Sempre di proprietà di William Grant, la distilleria Balvenie concede l’intera ultima settimana di produzione prima della silent season, alla produzione di un whisky con un malto che abbandona la comfort zone dei soliti 5 ppm, per salire a vette quasi isolane (30 ppm).

Il risultato è stato molto gradito, probabilmente il miglior abbinamento della degustazione, che ha saputo unire le dolcezze del formaggio e dell’animo di Balvenie, con le asperità mai troppo aggressive della torba dello Speyside.

 

 

Siamo poi saliti nella sala del ristorante dove abbiamo completato la degustazione e lasciato spazio, nella parte finale di questa giornata ricchissima di contenuti, alla conviviale cena.

Era giunta l’ora di assaggiare il Parmigiano Reggiano, di cui avevamo già apprezzato tutte le unicità del processo produttivo. Al 24 mesi abbiamo abbinato il Balvenie 12 anni The Sweet Toast of American Oak (43% Vol), l’imbottigliamento creato dalla nuova Malt Master Kelsey McKechnie nella serie sperimentale degli Stories, ottenuto con un malto affinato inizialmente in sole botti ex Bourbon ed affinato in botti vergini di rovere americano, profondamente tostate presso la cooperage di Balvenie. Il risultato è un whisky dalle ricche note fruttate, tra l’albicocca e la mela gialla, con spiccati sentori di miele di acacia e di vaniglia. L’animo mai troppo sapido, ma piuttosto dolce e burroso, del Parmigiano di Iris ha completato questo dram così come la pasta frolla morbida completa una perfetta crostata di frutta.

L’ammiraglia della giornata, il Glenfiddich 23 anni Grand Cru Cuvee Cask Finish (40% Vol), dopo oltre due decadi passate a maturare in botti di rovere, ha incontrato botti francesi che hanno contenuto vino delle cuvée in Champagne. Si presenta con una freschezza da sorbetto alla pera e limone, frutta gialla matura con un accenno di pepe bianco e zenzero di grandissima eleganza ed eterna evoluzione nel bicchiere. L’abbinamento con il Parmigiano Reggiano 30 mesi ha consentito di fare leva sulla leggera speziatura del whisky, arricchendo il pairing con note calde e profonde. Due eccellenze che si sono incontrate e che, entrambe, hanno rivendicato il ruolo di regina della degustazione.

Abbiamo chiuso la degustazione con l’assaggio del torbato di casa Glenfiddich, lo sperimentale Fire & Cane (43% Vol) frutto dell’estro di Brian Krisman, attuale Master Malt della distilleria, che decise di fare un finish di tre mesi in botti di rum di melassa del Sud America. La materia prima selezionata è un mix di malto non torbato e di malto torbato, con un valore medio complessivo lightly peated attorno ai 10 ppm. Un NAS, un dram affumicato e dolce, con note di frutta fresca, di piccantezza e molto persistente. La scelta per l’abbinamento è andata verso il Rinet, il formaggio a crosta lavata di latte di Bardigiana che, con il suo intenso aroma e la pasta morbida, ha saputo sostenere l’animo di questo “selvatico” Glenfiddich.

 

 

Una giornata stupenda, lunga e ricca. Ringraziamo Andrea per l’organizzazione, Monica e Davide del Caseificio per la sempre generosa e paziente accoglienza, Adriana per la co-conduzione e i tantissimi presenti. Per le persone in lista d’attesa, che purtroppo non abbiamo potuto accontentare, l’appuntamento si ripete tra un anno!

 

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