Ballindalloch 2015/2024 #WeeklyDram

Ballindalloch 2015/2024 #WeeklyDram

Weekly Dram 26.05

Nella frenesia che ha preceduto la crisi degli ultimi due anni, sono diverse le distillerie fondate in Scozia (e altrove) senza un vero progetto o, più correttamente, una visione che le distinguesse da quelle già esistenti, guidate in massima parte dalla volontà di cavalcare l’onda.

O per lo meno questa è la sensazione quando si provano whisky troppo giovani buttati sul mercato per fare subito un po’ di cassa, quasi indistinguibili da tutti quelli già presenti e con prezzi gonfiati, specie se paragonati a ben altri invecchiamenti.

Certo, ci si possono giocare le supercazzole di botti specialissime, querce sempre più rare e improbabili, produzioni minimali e limitatissime realizzate con impianti iper-moderni attentissimi all’ambiente… ma la sostanza resta la stessa: whisky troppo giovani per avere carattere e che non lasciano alcun ricordo di sé.

Poi ci sono distillerie (rare) che per scelta decidono di attendere, di non buttarsi subito sul mercato ma di uscire con bottiglie che abbiano qualcosa da dire: lo ha fatto Isle of Harris, con il suo primo The Hearach a 5 anni di invecchiamento, lo ha fatto la microscopica Daftmill spingendosi ancora più in là con la maturazione, e lo ha fatto Ballindalloch.

 

 

Una vera e propria Estate Distillery nello Speyside, con una produzione a partire dall’orzo coltivato nei propri campi, che ha atteso 9 anni prima di lanciare il primo single cask, mantenendo le proprie uscite minimali e spesso solo per il mercato britannico.

Difficile quindi trovarli da noi, credo non abbiano ancora un distributore sul suolo italico, ma la curiosità di provare un prodotto lavorato con così tanta attenzione era tanta, e volevo far venire un po’ di curiosità anche a voi.

 


BALLINDALLOCH VINTAGE RELEASE 2015/2024
Single Malt Scotch Whisky
46%abv, botti ex bourbon ed ex sherry

Prezzo intorno ai 120 euro

 

Racconta diverse cose al naso, che pur nella giovinezza si presenta alquanto sfaccettato. La dolcezza di vaniglia, miele, marzapane e scones abbraccia gli aspetti fruttati di pesca, mela, albicocca, agrumi (parecchi, lime in primis) e un cenno di ribes bianco, controbilanciati da note minerali (gesso, pietra bagnata) e vegetali (fieno) piuttosto vivaci. Venature speziate di pepe nero, zenzero e noce moscata, con un fondo di anice e radice di liquirizia. In lunghezza emerge una leggera nota di cera. Accattivante.

 

 

Al palato è pungente, la parte alcolica risulta un po’ esuberante, con accenti di pepe e zenzero abbastanza importanti. In breve si apre a quanto percepito all’olfatto, virato maggiormente sugli aspetti citrici e sulle punte amarotiche, con le note vegetali che si spostano su sedano e finocchio, mentre la frutta si fa acerba (mela, banana, ananas) e agrumata (anche pompelmo). Accentuata anche la parte minerale, mentre il lato dolciario emerge in un secondo tempo, riportando in superficie vaniglia, zuppa inglese e una punta di cacao. Frutta secca (mandorla, noci), liquirizia e tabacco chiudono le fila.

Finale abbastanza lungo, speziato, in cui le note vegetali, dolci e minerali si rincorrono nel palato, con una salivazione accentuata che riporta al bicchiere.

 

Conclusioni: Molto beverino pur nella sua spigolosità, capace di giocare su più livelli senza mai stancare, con un’ampiezza di aromi che lo farebbero più vecchio di quello che è. Ne esistono diverse edizioni a grado pieno che, vista l’incidenza dell’alcol al 46%, non so quanto possano giovare al distillato.

Il profilo della distilleria Ballindalloch: https://whiskyclub.it/distilleria/ballindalloch

 

 

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Comments

  1. Ciao Lamberto, sono distribuiti da Proposta Vini.

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