Astrolabio: Eclittica #WeeklyDram

Astrolabio: Eclittica #WeeklyDram

Weekly Dram 25.04

Una delle cose che il mondo apprezza e riconosce dell’Italia, a parte pasta, pizza e belle donne (mafia e mandolino ormai sono passati di moda), è il vino, da sempre rinomato e ricercato soprattutto al di là dell’oceano.

Tante sono le distillerie che, ben consce dell’appeal che i nostri vini hanno sui consumatori, si sono buttate su invecchiamenti soprattutto in botti che hanno contenuto Amarone, il vino veronese che negli ultimi anni ha riscosso un grande successo.

Scozia e Irlanda fanno a gara a chi proponga soprattutto affinamenti, più o meno azzardati, in legni notoriamente piuttosto pericolosi per il whisky, che poco tollera tempi prolungati a contatto con le vivaci personalità dell’enologia italiana.

Anche in Italia non mancano esempi di questo tipo, dai due imbottigliamenti in Passito e Amarone di Villa de Varda per la sua linea di whisky InQuota all’esordio, sempre in Amarone, della veneta Poli per il suo Segretario di Stato.

Restando in Veneto, recentissimo è l’esordio di una coppia di selezionatori che, sotto l’etichetta Astrolabio, vuole proporre solo invecchiamenti in botti di ex vino italiano, con la particolarità di essere loro a scegliersi i legni, inviati alle distillerie per affinare i distillati già con invecchiamenti pregressi o per maturazioni complete.

 

 

Un progetto ambizioso, che vuole porre l’accento sull’italianità mantenendo il controllo su quanto accolga il distillato, sia scozzese e irlandese, esordendo con un rum (in Amarone, manco a dirlo) seguito da un single cask irlandese di sette anni di cui gli ultimi 31 mesi passati in una botte di ex Recioto della Valpolicella.

 


ASTROLABIO: ECLITTICA (THE WHISTLER 7YO)
Single Malt Single Cask Irish Whisky
60,33% abv, botti ex bourbon con affinamento in ex Recioto

Prezzo intorno ai 175 euro

 

Al naso esordisce con note scure di fave di cacao, liquirizia dolce, fichi secchi con le mandorle e pistacchio accarezzate da spezie (noce moscata, cannella, chiodi di garofano) e legno tostato, che via via aprono la strada alla pasticceria (crema al limone, pan di spagna al maraschino) e alla frutta (mela cotta, ananas sciroppato, kiwi maturo). Marmellata di fragole e uvetta fanno da sfondo assieme a lievi note di pera e anice, del tutto assente la parte alcolica. In lunghezza, prevalgono frutta e crema, in un intreccio piuttosto goloso. Intenso.

 

 

Al palato è l’animo vinoso a guidare le evocazioni, portandosi appresso frutti rossi (mirtilli, more, ribes), prugne e fichi secchi, liquirizia. Il monopolio ha vita breve, presto emergono gli aromi dell’olfatto guidati da cacao e frutta secca, con una buona dose di spezie assieme a mela cotta, pasta frolla e un’idea di panettone con i canditi. Fondo di biscotti al burro, malto e caffè turco.

Finale abbastanza lungo, caldo e avvolgente, di spezie, frutta secca, cacao, caffè, marmellata di frutti rossi, legno.

 

L’affinamento in vino è stato spinto davvero al limite, poco tempo in più e forse avrebbe sbilanciato tutto, mentre così riesce a dare una piacevole tridimensionalità a un whiskey indubbiamente giovane ma corposo, dove la botte esalta la personalità senza coprirla.

 

Link a tutti gli assaggi della distilleria Boann: https://whiskyart.blog/it/category/irlanda/boann/

 

 

In collaborazione con

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment