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Back home, I would like to thank all my russian friends, old and new, for sharing your beautiful country, I had such a great time catching up with everyone. До свидания!
Per la prima volta sono in difficoltà nel sintetizzare in un post tutte le mie emozioni, è stata una esperienza policroma molto complessa. Non sto parlando della Russia nella sua impressionante vastità: 17 milioni di km², 150 milioni di abitanti, 11 fusi orari da Mosca alla Kamčatka, 85 regioni che parlano russo oltre ad una cinquantina di idiomi locali, semplicemente il più grande stato di questo pianeta. Quando ho evidenziato agli amici di aver iniziato a comprendere la Russia, la risposta è stata unanime: “Impossibile, la nostra Nazione è così ampia e diversificata da non poter essere decifrata così facilmente”.
Verissimo. Se l’anno scorso ci sono bastate 5 settimane per visitare il 50% del Giappone, quest’anno in 3 settimane avremo visto sì o no l’uno per mille della superficie, l’uno per mille della cultura, l’uno per mille della natura, l’uno per mille della gastronomia, l’uno per mille delle tradizioni, l’uno per mille del clima. Il clima, appunto, ci ha regalato tre rare settimane soleggiate ma solitamente condiziona molto la vita dei Russi. Bellissimo l’aneddoto raccontatomi di un ambasciatore scozzese in visita in Russia durante l’inverno, un uomo disperato alla ricerca di guanti, copricapi, calze di lana e questo nonostante l’insistente preavviso di coprirsi bene e l’impavido carattere degli highlander. Qui servono ben altre palle!
Di ogni aspetto della società russa non può esistere una sola chiave di lettura. Come una perfetta matrioska (da mater / madre) bisogna sapere andare in profondità e ad un visitatore è concesso comprendere solo gli strati più esterni. Gli altri strati li puoi solo immaginare guardando la profondità dei tanti sguardi, spesso malinconici e misteriosi, ma non li potrai mai comprendere davvero.
In viaggio con Whisky Club Italia.

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