Arran On The Road

Arran On The Road

Arran: la Scozia in miniatura e il compleanno perfetto all’Isle of Arran Whisky Festival

Cosa c’è di meglio che festeggiare il proprio compleanno su un’isola scozzese, circondati da castelli in rovina, cerchi di pietre millenari e una distilleria che produce grandi single malt? Spoiler: assolutamente nulla.

Se siete stanchi delle temperature tropicali dell’estate italiana e state sognando una fuga che unisca il fascino selvaggio delle Highlands scozzesi alla passione per l’orzo maltato, segnate in agenda questa destinazione: Isola di Arran.

Arran fa parte delle Isole Ebridi ed è una di quelle più facilmente raggiungibili: meno di un’ora di traghetto da Ardrossan, che a sua volta si raggiunge in appena mezz’ora di auto da Glasgow o un’ora e mezza da Edimburgo. Insomma, potreste pensare di fare colazione con cornetto e cappuccino e pranzare a base di fish & chips, ammirando l’oceano bene avvolti un caldo giubbotto perché nel frattempo la temperatura è scesa di venti gradi. Ecco, non fate così e mettete in conto i possibili ritardi dei voli, come capitato a noi, il traffico e il mare mosso che potrebbe far saltare qualche traversata ai pur ottimi traghetti della Caledonian MacBrayne.

 

Benvenuti in Scozia (e ricordarsi della spesa)

Il nostro viaggio inizia il 26 giugno, con quattro ore di ritardo del volo Ryanair e quindi con l’ansia di riuscire ad arrivare ad Ardrossan in tempo per prendere l’ultimo traghetto delle 20:30 (o delle 8:30 PM come si dice qui). Il “battesimo” della guida a sinistra non è un problema, questo è il mio sesto viaggio in Scozia, ma se non siete esperti del “mondo al contrario” mettete in conto un po’ di tempo per abituarvi.

Un piccolo consiglio di sopravvivenza: la parte sud di Arran è meravigliosamente selvaggia, ma questo significa anche che non ci sono supermercati! Arrivando di sera, inoltre, troverete quasi tutti i negozi chiusi da un pezzo. Se non volete cenare a base di aria salmastra e speranze, fermatevi per una spesa d’emergenza alla Co-op di Lamlash (l’unica aperta fino alle 22:00).

Arriviamo stanchi ma elettrizzati al nostro alloggio e qui abbiamo una bellissima sorpresa: il nome, “The Kirk”, non è stato scelto a caso, si tratta effettivamente di una vecchia chiesa. Il nostro appartamento occupa il piano superiore, l’antica capriata in legno campeggia sopra le nostre teste e una fantastica vetrata guarda l’oceano e l’isola di Pladda, con il suo romantico faro la cui luce intermittente sembra darci il benvenuto. Molto più in là, Ailsa Craig con la sua sagoma piramidale, campeggia all’orizzonte.

 

 

Il giro dell’isola in 5000 anni

Il giorno successivo, 27 giugno, è quello che ogni appassionato di whisky sogna per una vita. Non solo è il mio compleanno, ma coincide esattamente con l’Isle of Arran Whisky Festival e l’open day della distilleria Lochranza. Per far salire l’hype, decidiamo di percorrere la strada costiera ad anello in senso orario, partendo dal nostro alloggio a sud.

Arran viene chiamata “la Scozia in miniatura” e ne capisci il motivo a ogni chilometro. La prima tappa ci porta indietro nel tempo di 4000 anni con le camere funerarie di Torrylin Cairn, seguita da uno sguardo alla moderna Lagg Distillery e dalle suggestive atmosfere selvagge della costa occidentale. Strada facendo ci fermiamo per visitare le standing stones di Machrie Moor e qui già immagino qualcuno di voi leccarsi i baffi pensando all’omonimo whisky torbato prodotto a Lochranza. Il sito è raggiungibile a piedi con una tranquilla passeggiata su terreno pianeggiante. Immersi nella romantica brughiera potrete ammirare ben sei cerchi di pietre, tombe a tumulo e antichi insediamenti, alcuni risalenti a oltre 5000 anni fa. Come ho già fatto nei miei reportage di viaggi precedenti, vi lascio il link alla descrizione di questo itinerario che potete trovare su walkhighlands.co.uk. Consiglio anche di scaricare la loro ottima app, che vi consente di seguire le tracce senza perdervi anche quando non c’è campo.

 

 

Ma l’obiettivo della giornata è a nord, dove le montagne si fanno più aspre e l’aria profuma di malto.

 

Un Compleanno Leggendario a Lochranza: La Masterclass

Ore 12:00: puntualissimi varchiamo la soglia della distilleria Lochranza per la masterclass blindatissima “In It For The Long Haul”. Dico blindatissima perché era andata sold out quasi subito e sono riuscito a iscrivermi solo mettendomi in lista di attesa e acciuffando al volo un posto che si è liberato pochi giorni prima della partenza. Quando si dice culo…

Festeggiare gli anni davanti a una serie di campioni di botte tanto esclusivi è un’esperienza mistica. Ecco i dram che hanno reso questo compleanno indimenticabile:

  • Arran 29yo Sherry Oak (Cask 97/351, 44,5%): distillato nel 1997, uno sherry da manuale, ricco di frutta secca, uvetta, scorza d’arancia e spezie calde come cannella e noce moscata. Elegante, complesso, denso, mai sfacciato.
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  • Arran 29yo Bourbon (Jim Beam) Barrel (Cask #19968°, 48%): distillato nel 1996, un colore scurissimo, più da Sherry che da Bourbon. Un naso profondissimo con uno stile quasi da rye whiskey, speziatissimo, un po’ troppo legnoso. La mia impressione è sia rimasto in botte troppo a lungo.
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  • Arran 29yo Sherry Hogshead (Cask #96/985, 50,2%): distillato nel 1996, presenta note erbacee di vermouth, più secco del primo, leggermente tannico, sentori di frutta secca, liquore alle erbe, cioccolato.
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  • Arran 12yo Sauternes Finish (Cask #13/2353, 54,6%): distillato nel 2013, dolce, erbaceo, naso spettacolare con note di cola, palato forse un po’ troppo tannico e alcolico, ma finale molto lungo e goloso.
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  • Arran 13yo Marsala Finish (Cask #12/2086, 59%): distillato nel 2012, un profilo sorprendente. Note quasi medicinali e di vernice che lasciano spazio a vaniglia e spezie dolci. Un contendente al titolo di preferito della giornata.
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  • Arran 20yo peated (Cask #05/105, 51,7%): distillato nel 2005, è una vera chicca, visto che proviene dal più vecchio barile torbato della distilleria. Ed è una torba elegantissima, arrotondata dagli anni, terrosa e vegetale, che accompagna note dolci e salate senza mai aggredire il palato. Semplicemente il migliore della sessione.
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  • Arran 10yo peated (Cask #15/3512, 58,3%): Quando pensavamo che la festa fosse finita, Scott tira fuori questa sorpresa, proveniente dall’ultimo barile torbato prodotto a Lochranza! Nonostante un colore scurissimo che inizialmente ci lasciava un po’ perplessi, quest’ultimo malto si è rivelato spettacolare: uno sherry potente, domato e arrotondato da una torba che evolve nel bicchiere, trasformandosi da un filo leggero di fumo a una brace infernale. Inutile dirlo, un sample da 20 cl è venuto a casa con me.

Usciti dalla masterclass con il sorriso stampato in faccia e le guance leggermente arrossate, la festa continua tra musica celtica e l’atmosfera vibrante del Festival Ceilidh. Un compleanno che sarà decisamente difficile da battere.

 

 

Cascate, Tombe dei Giganti e Castelli

Il giorno successivo è dedicato a smaltire i fumi dell’alcol con un po’ di sano trekking. La costa orientale offre percorsi rigeneranti, come questo sentiero circolare che porta alle Glenashdale Falls e alle storiche Giant’s Graves. La vista da quassù su Whiting Bay e sulla sagoma di Holy Island ripaga ampiamente della fatica.

 

 

Prima di lasciare l’isola, c’è ancora tempo per un salto a Brodick per ammirare il suo imponente castello e fare un’ultima tappa “defaticante” alla Isle of Arran Brewery, perché non si vive di solo whisky.

 

 

In definitiva, Arran si rivela un piccolo scrigno magico: selvaggia, accogliente e incredibilmente generosa con chi sa apprezzare i ritmi lenti e i distillati di carattere. Se state cercando la prossima meta per il vostro pellegrinaggio scozzese, l’avete trovata.

Il nostro viaggio prosegue, see you in Campbeltown.

 

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