Arran 15yo Rare Batch #WeeklyDram

Arran 15yo Rare Batch #WeeklyDram

Weekly Dram 26.22

Le maturazioni in botti che hanno contenuto vino sono un po’ la croce e delizia dei bevitori di whisky.

Se Jim Swan ha messo a frutto il proprio genio con le botti STR (rasate, tostate e ricarbonizzate), riuscendo a domare l’influsso del vino nell’invecchiamento, con i legni ancora pienamente intrisi del precedente liquido enologico è noto come il whisky in maturazione abbia qualche difficoltà a integrarsi pienamente.

Fatto salvo il gusto personale, le maturazioni brevi riescono comunque a bilanciare (quasi sempre) i vari influssi, quelle più lunghe invece non risultano ogni volta riuscitissime, in genere a causa dell’eccesso di tannini che spingono sulla bevuta.

Uno dei motivi che motiva distillerie e imbottigliatori indipendenti ad avventurarsi in queste maturazioni nonostante i rischi, è sicuramente il prestigio che questo tipo di invecchiamento porta alla bottiglia, specie se la tipologia di vino viene riportata in etichetta.

Vantare l’uso di botti pregiate come Amarone o Champagne è un’ottima mossa di marketing, che specie in mercati come gli Stati Uniti d’America fa molta presa.

Ancora meglio sarebbe poter vantare il nome della cantina, ma spesso sono i fornitori stessi delle botti a non gradire la divulgazione di questa informazione, salvo casi eccezionali.

 

 

La serie Rare Cask di Arran (o meglio, della distilleria di Lochranza) nata nel 2021 vede invecchiamenti iniziali in botti ex bourbon cui segue una seconda e importante maturazione in botti ex vino, come nel caso della bottiglia di oggi per ben 8 anni, quindi più del doppio dell’età complessiva del whisky.

Saranno stati troppi? Secondo me, no, anzi.

 


ARRAN 15YO RARE BATCH FRENCH OAK GRAND CRU CASK
Single Malt Scotch Whisky
52,5%abv, botti ex bourbon ed ex vino

Prezzo intorno ai 180 euro

 

La morbidezza e setosità del naso non fanno pensare al lungo passaggio in botti ex vino, che appare perfettamente integrato nelle note fruttate e dolciaria della maturazione iniziale. Pesca, albicocca e mela matura si adagiano su un letto di pan di spagna imbevuto nel Grand Marnier, con strati di crema al burro, miele di acacia, cioccolato bianco e scorze di arancia candita. Un filo di spezie (noce moscata, cannella) incornicia gli aromi, che nel tempo esprimono una traccia cerosa e una lieve nota acidula di vino bianco. Sontuoso.

 

 

Il vino si fa più presente al palato, dove anche le spezie alzano la voce con un picco intenso di pepe nero, zenzero e anice. Inizialmente astringente e secco, le note amarotiche sembrano prendere il sopravvento sul comparto dolciario e fruttato, che finisce in secondo piano rispetto a radice di liquirizia, note vegetali, mandorle e limone. Nel tempo, una nota vivace, tra il succo di mela e il vino frizzantino, percorre i sapori, riportando equilibrio a una bevuta che pareva pericolosamente sbilanciata, dando risalto a frutta (mela, in primis) e dolcezze, nella forma di una zuppa inglese.

Finale abbastanza lungo e speziato, declinato tra il secco e l’amarotico con venature morbide e dolci, frutta secca e liquirizia.

 

Conclusioni: Se al naso esprime morbida eleganza, in bevuta fa valere la maturazione finale forse con troppa nettezza, cosa direi inevitabile vista la durata, senza però tradire l’essenza del distillato che riesce comunque a emergere. Esperienza piena e complessa, che certo non lascia indifferenti.

 

Link a tutti gli assaggi di Arran/Lochranza: https://whiskyart.blog/category/scozia/arran-isola-whisky/arran-malt-lochranza/

Il profilo della distilleria Arran/Lochranza: https://whiskyclub.it/distilleria/arran/

 

 

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