Ardnamurchan On The Road

Ardnamurchan On The Road

Schede distillerie citate: Ardnamurchan

I silenzi di Ardnamurchan

Il punto più a ovest della Gran Bretagna, una spiaggia da sogno, salviamo il gatto di Schroedinger, dream dram a Fort William, ultima notte a Glencoe

 

Domenica 5 luglio, alle 9:30 salpa da Tobermory il primo traghetto per Kilchoan, sulla penisola di Ardnamurchan, e noi siamo lì, pronti per l’imbarco. La traversata è breve, 35 minuti appena, tanto che non facciamo in tempo a salutare il Tobermory Lighthouse mentre scompare nella nebbia che davanti a noi già si materializza la nostra prossima meta.

Ardnamurchan, una penisola talmente remota, scarsamente popolata e lontana da qualsiasi rotta tra quelle più gettonate da guadagnarsi il titolo di “luogo più sperduto” di questo viaggio.

Prima che mi bolliate come asociale senza speranza (e comunque non sbagliereste, è la pura verità), vi dirò che il motivo di questa tappa non è solo la solitudine estrema di questa landa, ma il fatto che qui sorge una nuova distilleria, avviata nel 2014 dal ben noto imbottigliatore indipendente Adelphi, che fa della sostenibilità ambientale il proprio vanto (oltre all’ottimo whisky), essendo alimentata quasi interamente da fonti rinnovabili, tra cui una centrale idroelettrica locale e una caldaia a biomasse e rappresentando un perfetto esempio di economia circolare (qui tutti i dettagli).

Peccato solo che oggi sia domenica e che, stando al sito ufficiale, la distilleria sia chiusa al pubblico (spoiler: il sito ufficiale non è aggiornato).

 

Sanna Bay e Ardnamurchan Lighthouse, spiaggia caraibica e “the westernmost point”

Sbarcati dal traghetto puntiamo a ovest, destinazione Sanna Bay, nota per essere una spiaggia incantevole posta all’estremità nord occidentale della penisola. Nonostante sia domenica non vediamo lunghe colonne di auto che si dirigono verso la meta balneare, chissà come mai.

Il paesaggio è incredibile, distese infinite di erica tutto attorno a noi, un territorio ondulato che rivela un passato remoto assai movimentato: 60 milioni di anni fa qui ci fu un’intensa attività vulcanica e quegli avvallamenti perfettamente circolari che si ripetono regolarmente altro non sono che le “fondamenta” del supervulcano, riportate alla luce dopo l’era glaciale.

Giunti a Sanna Beach ci troviamo davanti a una distesa vastissima di sabbia bianca. Peccato solo per l’assenza del sole, che avrebbe senz’altro acceso con colori magnifici questo splendido paesaggio. Anche così comunque la spiaggia ha un fascino tutto particolare: l’immensità del cielo e del mare, il silenzio rotto solo dal rumore del vento, delle onde e dallo stridio delle sterne, una distesa di conchiglie multicolori che sembra un’opera d’arte contemporanea messa lì per dispetto, fiori e licheni che schizzano di giallo e di rosa gli scogli antracite. Stupendo.

 

 

Riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso l’Ardnamurchan Lighthouse, il punto più a ovest della Gran Bretagna “continentale”. In realtà il primato spetta a un altro luogo: Corrachadh Mòr, pochi chilometri più a sud, ma essendo difficilmente raggiungibile ci accontentiamo di essere qui e vi assicuro che lo spettacolo è semplicemente grandioso. Se guardiamo a ovest, davanti a noi, c’è solo l’Oceano Atlantico, nessuna isola, penisola o continente per 3000 chilometri, solo un’unica, immensa, ininterrotta distesa d’acqua fino all’isola di Terranova, punto più a est del Canada. Il vento è talmente forte che per scambiare qualche parola dobbiamo gridare e per muovere qualche passo verso la scogliera dobbiamo prestare molta attenzione a non farci sbilanciare dalle raffiche impetuose.

 

 

Il faro di Ardnamurchan si erge 55 metri sopra gli scogli ed è stato realizzato nel 1849 utilizzando granito proveniente dall’isola di Mull. Fu progettato da Alan Stevenson, zio di Robert Louis Stevenson, la cui famiglia nell’arco di 150 anni progettò la maggior parte dei fari scozzesi, ma questo ha una particolarità unica: il faro e le case dei guardiani sono in “stile egizio”, visti i numerosi dettagli decorativi che richiamano l’arte dei faraoni. Oggi il funzionamento del faro è completamente automatizzato, ma continua a svolgere la sua importante funzione a supporto della navigazione in queste acque perigliose.

 

Ardnamurchan Distillery e il gatto di Schroedinger

Risaliamo in auto e iniziamo il lungo percorso verso est per ripercorrere a ritroso tutta la penisola. La strada (ma che ve lo dico a fare? Ormai lo sapete) è sempre una single track road larga come il nostro veicolo, con passing place dove fermarsi quando si incrocia un’altra auto o persino una bicicletta (si, qualcuna ce n’è anche qui).

Mentre mi arrovello, dispiaciuto, per non poter visitare la Ardnamurchan Distillery, vedo che secondo Google Maps la distilleria sarebbe aperta. Mmmmm interessante questa cosa, molto “quantistica”: la distilleria è sia chiusa (secondo il sito ufficiale) sia aperta (secondo Google Maps) e l’unico modo per determinarne lo stato effettivo è andare a verificare personalmente. Ecco, sarebbe ora di lasciare in pace il povero gatto di Schroedinger, che da 90 anni è sia vivo che morto dentro una scatola con un atomo radioattivo e una fiala di cianuro, e insegnare la meccanica quantistica ai fisici del futuro con il paradosso di Ardnamurchan: la distilleria che è contemporaneamente sia chiusa sia aperta.

Con queste idee balzane in testa (e non ho ancora bevuto!) arriviamo alla meta e con sommo gaudio scopriamo che è aperta! Non si possono fare i tour, c’è solo un addetto che segue il bar e lo shop, ma si può assaggiare ogni bendidio, tra cui gli ottimi single cask, introvabili in Italia, facilmente riconoscibili per la bella bottiglia opaca color ottanio.

 

 

Punto decisamente su questi e, dopo aver dato un’occhiata in giro, chiedo di assaggiare l’Inaugural Festival Bottling, distillato nel 2016 e imbottigliato quest’anno all’età di 10 y.o. tondi tondi.

 

Ardnamurchan 10yo 2016-2026 Single Cask n. 296 Inaugural Festival Bottling 55,4%

Questo Single cask ha prodotto in totale 233 bottiglie ed è acquistabile solo in distilleria. La maturazione è avvenuta per 9 anni in Bourbon Barrel e per un anno in botte di quercia giapponese, la famosa Mizunara.

Di colore oro carico, al naso si presenta con intense note cremose declinate in tutti i modi possibili: crema pasticcera, brioches al burro e miele, pastafrolla, creme brulée… Il tutto è accompagnato da un’interessante speziatura proveniente dalla quercia giapponese e un tocco di agrumi canditi. Al palato si confermano tutte le impressioni olfattive, rafforzate da una bella texture densa e oleosa e sentori da whisky maturo, come legno lucidato e pellame. Veramente molto buono ed elegante, una bottiglia entra in valigia e 90 pound escono dal mio conto in banca.

 

 

Per il secondo assaggio chiedo consiglio al giovane barman/distillery manager e lui giustamente mi chiede quali sono i miei gusti. Quando gli dico che mi piacciono particolarmente i whisky “lightly peated”, cioè quelli in cui la torba è solo un ingrediente e non il protagonista assoluto, lui sparisce per qualche minuto e quando torna ha in mano un altro single cask, sempre di 10 anni, ma che, mi dice, non è in vendita perché è destinato al solo mercato americano. Se voglio però posso assaggiarlo e ovviamente rispondo di sì, visto che si tratta di un dram che non avrò mai più occasione di poter degustare.

 

Ardnamurchan 10yo 2015 Single Cask n. 230, Peated Refill Spanish Oak Ex Oloroso sherry Hogshead 58,8%

Questa volta ho nel bicchiere un whisky maturato in un “peated refill Spanish Oak ex Oloroso hogshead”, botte singola che ha prodotto 308 bottiglie. Mi aspetto un classico abbinamento torba+sherry, ma quanto fumo? Quanta dolcezza? La parola “refill” mi fa ben sperare. Scopriamolo.

Il colore anzitutto è ambrato e non eccessivamente carico, buon segno. Il profilo olfattivo è senz’altro dolce, ma senza esagerazioni, si sente il malto, la frutta secca, un pizzico di tabacco da pipa e di cioccolato, il tutto però è molto discreto, bene amalgamato e legato assieme da un filo di fumo molto elegante. In bocca si percepisce un corpo robusto e oleoso, con tutte le note già apprezzate all’olfatto più un piacevolissimo tocco salino. La torba, discretamente, fa da accompagnamento. Molto buono, chissà se piacerà agli americani, di sicuro io l’ho apprezzato moltissimo.

 

 

Questi dram difficilmente riuscirete a trovarli in Italia, ma se volete assaggiare un ottimo Ardnamurchan vi consiglio senz’altro quello di WCI, imbottigliato per celebrare il decennale del Club. Lo trovate qui.

 

Fort William, Ben Nevis Distillery

Si riparte. Abbiamo ancora molta strada da fare prima dell’ultima notte in Scozia, dalle parti di Glencoe. Guidiamo verso ovest sulla B8007, la strada costiera che percorre il Loch Sunart regalando scorci incantevoli. Purtroppo il meteo infelice non aiuta, cielo grigio e nuvole basse non consentono di apprezzare appieno la bellezza di questi luoghi.

Pian piano ci stiamo avvicinando nuovamente alla “civiltà”, le strade si allargano, diventano più veloci e gli automobilisti ogni tanto si dimostrano un po’ nervosi, soprattutto quando arriviamo a Fort William.

Continua a piovere, cosa c’è di meglio che andare a ripararci in una distilleria? Siamo a un tiro di schioppo da Ben Nevis, non mi sembra il caso di lasciarcela sfuggire…

 

 

Rispetto alle precedenti distillerie visitate, Ben Nevis delude. Non posso giudicare i tour visto che non li ho fatti, ma in quanto a “dotazione” del bar e di prodotti acquistabili diciamo che qui c’è ben poco. Praticamente solo il core range, ma quello lo trovate praticamente ovunque. C’è una cosa però che salva la visita e che, a mio parere, giustifica una sosta a Fort William, questa bottiglia:

 

 

E visto che la si può assaggiare, decido che vale la pena spendere una sterlina per ogni anno di invecchiamento, perché chissà quando mai ci ritorno qui. Così mi siedo comodo comodo su una bella sedia costruita con le doghe delle botti e mi assaporo questo nettare.

 

Ben Nevis 32yo 2025 Bicentenary Limited Edition 46%

Si tratta di un imbottigliamento speciale per il bicentenario della distilleria, la cui ricorrenza è stata festeggiata lo scorso anno (1825-2025).

Colore: oro nel bicchiere. Naso classicissimo, con sentori di falegnameria (trucioli di legno), mandorla, limone, un lieve accenno sulfureo di sottofondo (classica impronta sporca di Ben Nevis), albicocca, bustina di tè. Molto elegante e bilanciato. In bocca è coerente, tutte le note olfattive si ripresentano in sequenza: dapprima lo zolfo, poi l’albicocca e infine la mandorla che accompagna a lungo e domina il finale. Al secondo sorso la mandorla diventa confetto e sul finale si percepiscono anche note di cannella, mentre al naso è apparsa la frutta tropicale: ananas, mango e un pizzico di banana verde.

Che dire? Un grande whisky, fatto con arte, non una bomba di aromi che ti travolge, ma una serie di carezze per naso e palato, elegantissimo, perfettamente maturo.

Troppo poco 46% ABV? Niente affatto, anche questa è perfezione. Less is more!

 

 

Siamo quasi arrivati alla fine del viaggio. Ci resta un altro giorno di vacanza, che useremo per tornare pian piano a Edimburgo visitando Glencoe e dintorni, passando per Invereray e l’imperdibile Loch Fyne Restaurant & Oyster Bar: se siete diretti a Oban o a Fort William, fate una deviazione e venite qui ad assaggiare le ostriche più incredibili di Scozia.

 

Il mio racconto finisce qui, spero che vi sia piaciuto e di avervi dato qualche consiglio utile. Ci vediamo al Club, Slàinte mhath.

 

Riepilogo delle puntate precedenti:

  1. Arran: la Scozia in miniatura e il compleanno perfetto all’Isle of Arran Whisky Festival
  2. L’anima del Kintyre: caccia al tesoro da Springbank, sorpresa Glen Scotia, natura trabordante e frutti di mare come se piovesse (e pioveva!)
  3. Mull capitolo 1°: waterfront da cartolina, una penisola da sogno e l’isola sacra
  4. Mull capitolo 2°: Spettacolo a nord-ovest tra castelli, scogliere, spiagge, arte e natura. Fuochi d’artificio a Tobermory
  5. Mull capitolo 3°: Castelli e rovine nella tempesta. Racconti gotici. Si può pranzare all’ufficio postale? Gli spettri di Salen
 

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