Ardbeg Wee Beastie #WeeklyDram

Ardbeg Wee Beastie #WeeklyDram

Weekly Dram 25.49

Ci sono eventi che segnano la memoria collettiva, fermando il respiro del mondo al punto che chi li ha vissuti si ricorda dove fosse e cosa stesse facendo in quel momento.

Ovviamente è qualcosa di strettamente legato alle generazioni e al luogo in cui si vive, per cui un cinquantenne come me ricorda benissimo le sensazioni di paura e sgomento ai tempi del rapimento Moro, altri più avanti con gli anni magari hanno fissate nella memoria le emozioni del primo allunaggio, e spostandoci in tempi più recenti c’è lo spartiacque (in tanti sensi) dell’attentato alle torri gemelle di New York.

Niente di tutto questo è paragonabile all’impatto che la pandemia iniziata nel 2020 ha avuto su tutto il mondo, un vero turning point intergenerazionale i cui effetti verranno sentiti per decenni e generazioni a venire.

 

 

Ma qui parliamo di whisky, e una delle cose che ricordo di quel tempo è stata l’uscita di una bottiglia particolare, quasi coraggiosa, da parte di una delle distillerie più eccentriche di Scozia: il 5 anni di Ardbeg, chiamato col nome di Wee Beastie.

Uscito a marzo del 2020, proprio quando il Covid iniziava a mordere nel mondo occidentale, è stato un punto di svolta per la distilleria di Islay, non solo per l’età dichiarata insolitamente bassa (specie considerando il lancio poco prima del Traigh Bahn da 19 anni) ma per l’associazione con i fastidiosi insettini che chi è stato in Scozia ha sicuramente avuto modo di incontrare.

Il Wee Beastie è ancora tra noi, facilmente reperibile anche in GDO, e proprio lo scorso giovedì sera ha vinto il premio come miglior single malt di Islay sotto i 12 anni ai World Whiskies Awards: quale momento migliore per riportarlo alla memoria?

 


ARDBEG WEE BEASTIE
Single Malt Scotch Whisky
47,5%abv, botti ex sherry ed ex bourbon

Prezzo intorno ai 50 euro

 

Fumo e oceano al naso ci sono, ma non in modo così brusco e scontroso come l’etichetta vorrebbe dare a intendere: torba bagnata, quindi, con costolette al barbecue assieme ad arance e limoni, con una spolverata di pepe. Tocco di liquirizia dolce tipo rotelle della Haribo. Toni da Ardbeg ma tutto sommato pacati e semplici, siamo più dalle parti di una coccinella che di un tafano…

 

Al palato si fa più aspro negli aromi, pur scorrendo oleoso sulla lingua, facendo risaltare i copertoni bruciati cosparsi di pepe nero e chiodi di garofano, con i sentori dolci che passano in secondo piano (arancia candita, ancora liquirizia, nocciole). Molto marino, specie in lunghezza, con il sale che permea la bocca. Abbastanza statico ma gradevole, per chi ama il genere ça va sans dire.

Finale abbastanza lungo e cenerino, che nella coltre catramosa si trascina un po’ di liquirizia, pepe, arancia e tanto sale.

 

Conclusioni: Tutt’altro che la scorbutica bestiolina evocata dal nome, è un’espressione basica ma piacevole di Ardbeg per chi si volesse avvicinare alle note della distilleria, fin troppo ammansito specie se si pensa al Ten e a quanto sia ben più rappresentativo a un costo fin troppo simile visto il doppio degli anni.

 

Link a tutti gli assaggi di Ardbeg: https://whiskyart.blog/it/category/scozia/islay-whisky/ardbeg-islay/

Il profilo della distilleria Ardbeg.

 

 

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