Parlo sempre del meteo di ogni open day, prima ancora dell’imbottigliamento, dei dram assaggiati e della festa. Chiaramente una giornata di sole, come quelle che abbiamo vissuto, rende indimenticabile qualsiasi esperienza in distilleria. L’Ardbeg Day di ieri è stato bagnato, nulla di drammatico, ma quando ci siamo messi in auto per andare a prendere il traghetto (sigh!), abbiamo maturato la consapevolezza di avere trascorso una delle più belle giornate passate in Scozia.

Ardbeg Dolce Feis Ile 2026, 47.8%, 70cl, £85
La nuova edizione limitata di Ardbeg, Ardbeg Dolce, è un tributo all’età d’oro del cinema italiano degli anni ’60. Maturato in una combinazione di barili ex-bourbon e botti di vino Marsala siciliano, questo single malt offre una fusione audace e inaspettata di fumo e dolcezza.
Imbottigliato a 47,8% ABV e non filtrato a freddo, Dolce fa parte della serie sperimentale di Ardbeg collegata alle celebri edizioni per l’Ardbeg Day, e mostra un approccio creativo che si discosta dai tradizionali affinamenti.
Lo abbiamo assaggiato in più occasioni durante la settimana, chiaramente già dal nome se ne comprende il carattere, pensato più per chi si avvicina al mondo del whisky torbato che non per gli appassionati di Ardbeg. Alla nota di posacenere si aggiungono la marmellata di piccoli frutti rossi, le spezie del legno e la frutta secca. Più tropicale ad un secondo assaggio.
Una bevuta non indimenticabile, ma sempre equilibrata, ben costruita. Lo abbiamo messo a confronto con gli altri assaggi che erano disponibili al bar, e bevute come quella del Ten Cask Strength rimangono decisamente meno stucchevoli e più conformi allo stile della distilleria.
Ardbeg Day Single Cask No. 506, 14 anni, 55.3%, 70cl, £449
L’Ardbeg Day è stata l’occasione anche per il rilascio di un ennesimo Single Cask della distilleria, la botte No. 506, una first fill ex Marsala, riempita nel marzo 2011. 414 bottiglie.
Un imbottigliamento che ha convinto qualcuno a mettersi in fila al cancello della distilleria già alle 3 di mattina, più per il bisogno di vivere a pieno l’Ardbeg Day, che non per il rischio di non assicurarsene un esemplare, visto che – ormai da anni – il bancale di questi rilasci rimane ancora pieno a fine giornata.

Lo abbiamo assaggiato a più riprese, rispetto al Dolce il carattere è sicuramente più tannico, ma alla fine ci è piaciuto molto. Ma siamo poveri…
La dolce vita, la dolce Islay
La festa, la prima senza Jackie, è stata ispirata alla Dolce Vita italiana, con il cortile della distilleria occupato da una lunga tavolata da trattoria, addobbata con le classiche tovaglie a quadretti.
Nel pomeriggio è stato possibile abbinare qualche dram di Ardbeg con diversi formaggi di origine italiana, una robiola, un morbido di capra, una caciotta e il Gorgonzola dolce. Tutto offerto dalla distilleria, il banchetto continuamente preso d’assalto e la pioggia hanno sicuramente limitato le possibilità didattiche di questa esperienza.
Il fantastico staff di Ardbeg
Abbiamo salutato il Fèis Ìle ringraziando lo staff di Ardbeg per l’ennesima grande ospitalità. Alla Distillery Manager Bryony McNiven, Armin ha offerto la possibilità di mettere il naso su un dram molto speciale, un Ardbeg distillato nel 1975 e imbottigliato da Gordon and MacPhail nel 1997 per la serie Connoisseurs Choice alla gradazione del 40% abv. Una bevuta strepitosa e masticabile, nonostante la bassa gradazione.
Gli ultimi saluti sono andati agli amici di sempre, Ron, wee Emma e Julia. La nostra mitica bandiera si è trovata perfettamente s suo agio durante la giornata più italiana della storia di Islay.










