Ardbeg Hypernova #WeeklyDram

Ardbeg Hypernova #WeeklyDram

Weekly Dram 23.02

Quando si parla di Ardbeg non si può prescindere dal suo nume tutelare, Bill Lumsden (direttore di distillazione, creazione e gestione delle scorte di whisky per Glenmorangie e Ardbeg), il cui estro ha caratterizzato fortemente le scelte produttive del torbato di Islay.

Scelte che a volte si possono definire borderline, con sperimentazioni estreme negli invecchiamenti come per Fon Fhòid, frutto di botti seppellite a maturare sotto la torba e acquistabile solo via NFT, o con nomi assai peculiari come Arrrrrrrdbeg!, Blaaack o Grooves.

Questi ultimi erano imbottigliamenti realizzati per l’Ardbeg Committee, il club (poco) esclusivo della distilleria per il quale ogni anno vengono realizzate diverse edizioni speciali, che anche per il loro numero crescente han fatto sollevare più di un sopracciglio a diversi appassionati.

 

 

E veniamo quindi alla bottiglia di oggi, ultimo imbottigliamento del 2022 per il Committee, lanciato come “l’Ardbeg più torbato di sempre”, con i suoi 170 ppm all’origine e parente prossimo di Supernova, altro torbatone uscito in diverse edizioni.

 


ARDBEG HYPERNOVA

51% abv, botti ex bourbon

Prezzo indicativo € 210,00

 

Come spesso accade con le roboanti promesse sui torbati che più torbati non si può, ci si ritrova con un naso meno acre e pungente delle attese: la torba è declinata nella sua forma più vegetale e umidiccia, di corteccia e foglie macilente intrise di acqua di mare, legate assieme da lacci di gomma e passate sulla carbonella scoppiettante. Venature acidule di limone segnano un’onda crescente di frutta secca e cereali, con brevi cenni di vaniglia in sottofondo, dando una netta impressione di new make che fa supporre una discreta giovinezza del distillato. Emergono anche sbuffi medicinali, ma alla lunga è la tostatura vegetale e costiera a prevalere, senza farsi mancare qualche tocco di bacon croccante.

 

 

Al palato si fa inaspettatamente più dolce, con l’ingresso di pepe e zenzero che anticipa un corpo fresco e ancora vegetale con vaniglia e zucchero a velo alquanto prominenti. Torba ben presente, più netta e fumosa che all’olfatto, con radice di liquirizia tostata, frutta secca, erbe e spezie (alloro, ginepro, anice) senza dimenticare l’aspirazione costiera e limonosa che resta sempre in sottofondo. Si abbassano i toni imberbi di cereale, che però non spariscono, facendo apparire vaghi sprazzi di caffè e cioccolato, ma si fa allappante sulla lunghezza rilevando la propria anima acerba.

Finale lungo dove la componente dolce svanisce piuttosto in fretta per lasciare ampio spazio a cenere, secchezza e tonalità amarotiche, con le note saline a chiudere il cerchio.

Al netto dell’hype(rnova), siamo dalle parti dei mega torbati alla Octomore di Bruichladdich, che dimostrano come il numero di ppm sia, appunto, solo un numero e non abbia alcuna correlazione diretta con l’incisività del fumo nel bicchiere. Un whisky giovane che sa comunque offrire ricchezza pur nella sua semplicità, che si fa ricordare in lunghezza senza intaccare però la complessiva gradevolezza del dram.

 

Link a tutti gli assaggi di Ardbeg: https://whiskyart.blog/it/category/scozia-2/islay-whisky/ardbeg-islay/

Maggiori informazioni sulla distilleria Ardbeg

 

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