Weekly Dram 25.42
Quando 2 anni fa Ardbeg lanciò la nuova serie Anthology, in molti temevano l’ennesima supercazzola di Lumsden, il nume tutelare del whisky per il gruppo LVMH, ormai scoraggiati dalla pletora di edizioni speciali e limitate che di speciale avevano solo il prezzo.
C’era però un segno inequivocabile di cambiamento, trovandoci davanti non all’ennesimo NAS (senza dichiarazione di età) ma finalmente con un numero di anni di invecchiamento ben evidenti in etichetta.
Un cambio di rotta per una distilleria dalle enormi potenzialità sfruttate all’osso sull’altare del marketing? Un po’ presto per cantare vittoria, certo che è questa serie ha saputo offrire degli imbottigliamenti davvero interessanti e ben fatti.
Un trittico dall’età crescente, inaugurato con un 13 anni nel 2023, seguito dal 14 anni nel 2024 e conclusosi quest’anno, in piena estate, con il 15 anni di cui vi parlo oggi.
La particolarità di questa bottiglia sono le botti utilizzate per l’invecchiamento, una prima volta per la distilleria: si tratta infatti di botti fatte fare su misura negli USA, pesantemente carbonizzate e leggermente tostate, stagionate con del bourbon per quattro anni prima di ricevere il distillato.
Ancora una supercazzola? Be’, dopo le botti lasciate a invecchiare sotto la torba, difficile fare di peggio (o di meglio), qui siamo davvero all’acqua di rose!
E il risultato finale…
ARDBEG ANTHOLOGY 15YO THE BEITHIR’S TALE
Single Malt Scotch Whiskey
46%abv, botti ex bourbon
Prezzo del box completo intorno ai 150 euro
Al naso l’aroma di legno bruciato è molto presente, specie al primo impatto, mettendo quasi in secondo piano quello della torba, ritrovandosi con il fumo tra l’arboreo e il costiero, un falò in riva al mare dove legna, ginepro e aghi di pino ardono scoppiettanti. In questa cornice, si sviluppano dolcezze di frutta (pesca, albicocca, ananas, mela cotta), pasticceria (meringhe, pan di Spagna, brioche al miele e noci pecan), arancia candita, liquirizia e noce moscata. Nel tempo, sviluppa un’idea di amaro alle erbe, dai tratti balsamici. Intrigante.
Al palato è cremoso e vivace, la spinta di pepe nero, peperoncino e paprika dolce trascina tonalità fortemente agrumate in cui è ovviamente il fumo a fare la parte del leone, qui più armonico nella sua dualità tra terra e mare, con la componente salina che avvolge i sapori. Frutta secca (mandorle, arachidi, noci), mela, chiodi di garofano, liquirizia dolce e una notevole parte erbacea e vegetale, di aghi di pino bruciati, finocchio, tè al bergamotto e sigaro caraibico acceso. Una nota sfuggente di chicchi di caffè tostati. Pieno.
Il finale è lungo, piccante e salino, tra liquirizia, chiodi di garofano, agrumi, foglie di tè, finocchio, crema catalana e fumo aromatico e balsamico.
Conclusioni: Forse un po’ disordinato all’olfatto, in bevuta scopre pienezza ed eleganza con tratti che forse tradiscono un po’ lo spirito della distilleria ma che difficilmente lasciano indifferenti. L’esperimento, per me, non è pienamente riuscito ma è una strada interessante da percorrere.
Link a tutti gli assaggi di Ardbeg: https://whiskyart.blog/it/category/scozia-2/islay-whisky/ardbeg-islay/
Il profilo della distilleria Ardbeg: https://whiskyclub.it/distilleria/ardbeg/




