Weekly Dram 26.17
Mi è già capitato diverse volte di parlare di Ardbeg su questa rubrica settimanale, spesso usando la distilleria di Islay come emblematica di un certo approccio aggressivo al marketing nel mondo del whisky.
Le molteplici edizioni speciali/specialissime lanciate sul mercato negli ultimi anni hanno (quasi) sempre fatto storcere il naso agli appassionati, un po’ perché sempre meno speciali e più strampalate, un po’ per i prezzi che parevano estratti a sorte da un’urna che conteneva solo listini dai 100 euro in su.
La marcia sembra essersi invertita negli ultimi anni, con il ritorno alle dichiarazioni d’età come la serie Anthology, e con scelte più oculate nel rendere davvero speciali gli imbottigliamenti limitati.
Restano le “stranezze” per l’Ardbeg Day, la giornata che la distilleria dedica al Fèis Ìle, che quest’anno vedrà un imbottigliamento (il Dolce) con maturazione in ex bourbon e affinamento in botti ex marsala, che stando a chi l’ha assaggiato pare non essere davvero male.
Anche le bottiglie per il Committee (il club per nulla esclusivo di Ardbeg) hanno regalato momenti di grande gioia agli appassionati: come dimenticare l’Arrrrrrrdbeg! del 2021 dedicato a Mickey Heads, o il Blaaack di due anni prima, con i mufloni protagonisti in etichetta!

Quest’anno, invece, Ardbeg ha deciso di fare un regalo vero ai membri del Committee, con un imbottigliamento atteso davvero da tanto tempo, che in pochissimi avevano avuto il privilegio di assaggiare in un’incarnazione precedente.
La versione a grado pieno del classico 10 anni ha creato grandi aspettative dal suo annuncio, tutte assolutamente confermate, andando da un travolgente entusiasmo a una discreta soddisfazione.
Io? Mi sono messo nel mezzo…
ARDBEG 10YO CASK STRENGTH COMMITTEE RELEASE
Single Malt Scotch Whisky
61,7% abv, botti ex bourbon
Prezzo intorno agli 85 euro
La prima cosa che colpisce al naso è la totale assenza di puntura alcolica, alla cieca sarebbe difficile pensare si tratti di un cask strength. Gli aromi sono tutti al loro posto, un classico Ardbeg con un concerto di asfalto, grigliata di mare, salamoia e frutta (ananas, mela, arancia bionda, albicocca) passata alla brace. Nel tempo si rafforzano le componenti dolciarie, tra liquirizia, lemon curd, macarons e nocciola, con il filo conduttore del fumo che resta primario ma non arrogante. Pulito, equilibrato, diretto.

Anche in bevuta la gradazione risulta meno incisiva di quanto i numeri farebbero intendere: si sente, sia chiaro, ma è ben integrata e per nulla invasiva. Speziato il giusto, con una componente di pepe nero e zenzero che introduce sapori più amaricanti rispetto all’olfatto, in cui alla guida resta inevitabilmente il fumo (tra mare e idrocarburi) a condurre frutta (a maggioranza agrumata), pasticceria (crema catalana, liquirizia dolce, scones bruciacchiati), frutta secca (mandorle, noci) e china. Un tocco di anice e note vegetali in lunghezza.
Il finale è abbastanza lungo e secco con spezie e fumo che fanno da cornice ad agrumi, frutta secca, liquirizia e china.
Conclusioni: Non aspettatevi un whisky esplosivo e radicale, è un po’ un ritorno alle origini, a una bevuta primaria ed essenziale, ben fatta, senza picchi né cadute, che coglie l’essenza di Ardbeg senza tanti fronzoli. In altri tempi sarebbe stato forse trascurabile, oggi risalta quasi come una gemma.
Link a tutti gli assaggi di Ardbeg: https://whiskyart.blog/it/category/scozia-2/islay-whisky/ardbeg-islay/
Il profilo della distilleria Ardbeg: https://whiskyclub.it/distilleria/ardbeg/


