Weekly Dram 25.14
Se le nascite in Italia stanno seguendo un trend sempre più negativo, per fortuna quello delle distillerie che si dedicano alla produzione di whisky va nella direzione opposta!
Claudio aggiorna ogni anno la mappa, tra distillerie già presenti con il proprio whisky sul mercato e quelle che ancora sono in maturazione, e direi che 18 marchi all’attivo non è malaccio per una realtà ancora in costruzione.
Tra gli ultimi arrivati, come capita spesso da noi, c’è una distilleria storica nota per la propria grappa, che sul finire dell’anno scorso ha messo in commercio il primo whisky realizzato con i propri alambicchi a bagnomaria a vapore.
Mazzetti d’Altavilla, fieramente piemontese, ha però fatto un paio di scelte che la distinguono dai colleghi italici: una gradazione consistente (48%) e l’utilizzo di botti ex bourbon nel mix di maturazione, a cui in genere vengono preferiti legni dalle radici nazionali.
È noto come vantare l’utilizzo di botti legate al made in Italy, specie se provenienti dal mondo del vino, abbia un impatto non indifferente sui mercati internazionali, ma in questo caso il packaging da un punto di vista comunicativo è tutto sommato minimal, e pensato più per un pubblico italiano che internazionale.
Detto ciò… ma com’è questo Animo? Chi ha partecipato al tasting dedicato proprio ai whisky italiani di inizio marzo lo sa già, tutti gli altri potranno farsene un’idea prima di poterlo assaggiare.
ANIMO IL WHISKY SECONDO MAZZETTI
Italian Malt Whisky
48%abv, botti ex bourbon ed ex grappa
Prezzo intorno ai 60 euro
La gioventù si sente tutta al naso, con una forte presenza di frutta secca (noci pecan, nocciole, arachidi) e cereali, aprendosi nel tempo a evocazioni di miele d’acacia, crema cotta, noce moscata, anice e cacao amaro. Un filo vegetale dai tratti balsamici cuce insieme gli aromi, che in lunghezza tendono ad arrotondarsi portando in primo piano la dolcezza delle botti ex bourbon.
Al palato torna il malto, caldo e rotondo, stuzzicato dalle spezie (pepe nero, noce moscata, anice) e dalle note di caffè e cioccolato che restano sul fondo. Frutta secca ancora protagonista, accompagnata da liquirizia dolce, un’idea di strudel (con parecchia uvetta), pera abate e afflati balsamici più evidenti sul finale di bevuta. Texture solida e cremosa.
Finale abbastanza lungo, di caffè, frutta secca, cioccolato, cereali, spezie e note balsamiche.
Al netto della giovinezza che inevitabilmente ne frena l’evoluzione in bevuta, un whisky solido e piacevole, cui ancora manca personalità che potrebbe sviluppare in invecchiamenti più maturi. Li aspetto tra qualche anno.




