anCnoc 18 #WeeklyDram

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Weekly Dram 23.31

 

Normalmente siamo abituati a whisky che portino il nome di chi li produce, per cui un Ardbeg sappiamo provenire dall’omonima distilleria e un Glen Grant lascia pochi dubbi su chi l’abbia realizzato.

Ma ci sono alcune eccezioni, tanto in Scozia come altrove, dove in etichetta non si trovi un immediato e incontrovertibile legame con il produttore, a volte per distinguerlo dal prodotto base (come Ledaig per Tobermory), a volte per scelte evocative (come Fercullen per Powerscourt) e a volte… per non confondere le idee ai consumatori.

 

 

Una delle tante distillerie dello Speyside, Knockdhu ha infatti un nome che risuona fin troppo simile a quello di Knockando, o almeno così ritiene la nuova proprietà che l’acquista nel 1988, decidendo qualche anno più tardi di chiamare i propri single malt anCnoc, “la collina”.

Allo stesso tempo, come già The Macallan, decidono di dichiararsi come whisky delle Highlands pur trovandosi chiaramente nello Speyside, ma alla fine si tratta di sfumature geografiche che importano davvero poco, specie per chi fatica anche a indicare dove si trovi Mazara del Vallo.

 

 

Un core range con tre invecchiamenti dichiarati, una versione torbata realizzata in batch e una manciata di versioni speciali, tra questi oggi ho scelto la bottiglia che, ovviamente secondo il mio gusto, ha il miglior rapporto qualità/prezzo e che potrebbe farvi scoprire una distilleria che ancora non avevate provato.

E senza rischiare di confonderla con Knockando, anche perché quest’ultima ha ripreso a distillare solo dal 2021…

 


ANCNOC 18 ANNI

46% abv, botti ex bourbon ed ex sherry

Prezzo: intorno ai 120 euro

 

Al naso è piacevolmente dolce, ricorda il gelato Malaga con uvetta, crema, vaniglia, scorza d’arancia candita, miele. Cera d’api. Impressioni di cacao e caffè. È un olfatto pieno che richiede tempo, non si schiude subito ma sulla lunghezza offre un ampio bouquet.

 

 

A farsi sentire subito al palato è il caffè che, assieme ad afflati speziati (zenzero e cannella), apporta frutta (pesca, albicocca, uvetta), crema alla vaniglia, nocciola, sprazzi di limone, tocco di rabarbaro. Dolce ma non stucchevole, sulla lunghezza emerge un sottofondo di ruvido cuoio.

Finale abbastanza lungo, secco e speziato, con uvetta, nocciole, limone, caffè.

 

Pieno e complesso quel tanto che basta (una sorta di whisky q.b.), dà soddisfazione nella bevuta richiedendo un minimo di impegno, pur senza raggiungere vette di stratificazione. In pratica quello che ci si aspetta da un distillato né giovane né anziano, da manuale.

 

Link a tutti gli assaggi di Knockdhu: https://whiskyart.blog/it/category/scozia/speyside-scozia-2/knockdhu-speyside-whisky/

Maggiori informazioni sulla distilleria: https://whiskyclub.it/distilleria/knockdhu/

 

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